Airuno: Gobbato racconta Stephen King attraverso Dolores Claiborne
L’isola può essere un rifugio accogliente o una prigione senza via di fuga. È un luogo geografico, ma è soprattutto un territorio dell’inconscio. Se è vero, come scriveva il poeta John Donne, che “nessun uomo è un’isola, ciascuno è una parte del continente”, King dimostra come un’isola immaginaria e reale allo stesso tempo, possa diventare lo specchio perfetto della solitudine umana.


Le convenzioni narrative vengono ribaltate: le generalità e i dettagli formali si scoprono solo alla fine, mentre la verità sulla vicenda è chiara fin da subito. Già a pagina ottanta sappiamo praticamente tutto: chi è morto e chi è il colpevole, manca solo il come. E quando Dolores descrive l'atto cruento con cui ha pensato di uccidere il marito Joe, King ci catapulta con una precisione chirurgica dentro la sua testa. Nonostante la durezza del racconto, sotto la superficie scorre sempre una corrente di amore profondo. La protagonista è una donna del popolo, burbera, con un linguaggio schietto e attinto dal gergo operaio. Come fa Stephen King, un uomo, a dar voce a una donna in modo così autentico e viscerale? La risposta sta nella sua storia personale. Da giovane l'autore ha lavorato per diversi anni in una lavanderia industriale ed è stato cresciuto da una madre single: una donna semplice, diretta, abituata a farsi valere. Attraverso le sue parole imperfette, Dolores racconta una storia d'amore spropositata per la vita e per i figli, per i quali è disposta a sacrificare qualsiasi cosa.

Il libro affronta il tema drammatico e attualissimo della violenza contro le donne. Un ciclo di sofferenza che Dolores ha visto nella propria infanzia, con il padre che picchiava la madre in quelle che ai tempi venivano chiamate "correzioni casalinghe". Dolores sapeva che non era giusto, ma lo tollerava, subendolo poi lei stessa dal marito Joe, un uomo che, col senno di poi, non capisce nemmeno perché abbia sposato, se non per "una bella fronte”. I temi del lavoro domestico, della cura degli anziani e della gestione del fine vita sorreggono l'intera architettura del racconto. Vera Donovan, ricca e nevrotica possidente che passa le estati sull'isola e di cui Dolores è la domestica, è una vera e propria "carogna", rasentando il sadismo con la sua mania per le mollette del bucato e un godimento per le sofferenze altrui. Eppure, la storia tra queste due donne è profonda e struggente, unite da una cruda verità: certe volte fare la carogna è tutto ciò che può fare una donna. Nel romanzo, gli oggetti quotidiani diventano specchi in cui vedere riflesso ben altro rispetto alla loro semplice funzione. Anche la geografia ha un ruolo cruciale: Little Tall Island è un'isola inventata al largo del Maine, la terra che King conosce meglio. È un luogo immaginario ma incredibilmente realistico, con confini reali: il fantasma di un'isola che avrebbe potuto davvero esistere.

Alla fine, spogliata dal sangue e dal peso delle accuse, quella di Dolores Claiborne si rivela per ciò che è veramente: la storia di un amore prezioso, ruvido e silente, la testimonianza di una donna semplice e del suo duro riscatto.

Ivano Gobbato
Così è iniziata la serata alla biblioteca di Airuno, in un viaggio, guidato da Ivano Gobbato, in uno dei capolavori di Stephen King, autore che ha venduto oltre mezzo miliardo di copie nel mondo. Breve rispetto alla media dei romanzi dello scrittore statunitense, Dolores Claiborne non contiene elementi soprannaturali, eppure tra le sue pagine si respira un’atmosfera spettrale, popolata da fantasmi della mente e del passato. È un libro che gioca interamente sul contrasto tra il silenzio e la confessione, quel silenzio che il filosofo Rothman definiva come un vuoto che la vita finisce sempre per riempire di verità. Sulla carta, Dolores Claiborne sembra quasi un manuale su come non scrivere un romanzo: non ci sono divisioni in capitoli, né paragrafi o cambi di scena. Per 260 pagine non c’è un’azione diretta "in tempo reale", ma solo un ipnotizzante monologo: Dolores, la protagonista dell'opera, parla dentro un ufficio di polizia, davanti a un agente e a uno stenografo.
Le convenzioni narrative vengono ribaltate: le generalità e i dettagli formali si scoprono solo alla fine, mentre la verità sulla vicenda è chiara fin da subito. Già a pagina ottanta sappiamo praticamente tutto: chi è morto e chi è il colpevole, manca solo il come. E quando Dolores descrive l'atto cruento con cui ha pensato di uccidere il marito Joe, King ci catapulta con una precisione chirurgica dentro la sua testa. Nonostante la durezza del racconto, sotto la superficie scorre sempre una corrente di amore profondo. La protagonista è una donna del popolo, burbera, con un linguaggio schietto e attinto dal gergo operaio. Come fa Stephen King, un uomo, a dar voce a una donna in modo così autentico e viscerale? La risposta sta nella sua storia personale. Da giovane l'autore ha lavorato per diversi anni in una lavanderia industriale ed è stato cresciuto da una madre single: una donna semplice, diretta, abituata a farsi valere. Attraverso le sue parole imperfette, Dolores racconta una storia d'amore spropositata per la vita e per i figli, per i quali è disposta a sacrificare qualsiasi cosa.

Il libro affronta il tema drammatico e attualissimo della violenza contro le donne. Un ciclo di sofferenza che Dolores ha visto nella propria infanzia, con il padre che picchiava la madre in quelle che ai tempi venivano chiamate "correzioni casalinghe". Dolores sapeva che non era giusto, ma lo tollerava, subendolo poi lei stessa dal marito Joe, un uomo che, col senno di poi, non capisce nemmeno perché abbia sposato, se non per "una bella fronte”. I temi del lavoro domestico, della cura degli anziani e della gestione del fine vita sorreggono l'intera architettura del racconto. Vera Donovan, ricca e nevrotica possidente che passa le estati sull'isola e di cui Dolores è la domestica, è una vera e propria "carogna", rasentando il sadismo con la sua mania per le mollette del bucato e un godimento per le sofferenze altrui. Eppure, la storia tra queste due donne è profonda e struggente, unite da una cruda verità: certe volte fare la carogna è tutto ciò che può fare una donna. Nel romanzo, gli oggetti quotidiani diventano specchi in cui vedere riflesso ben altro rispetto alla loro semplice funzione. Anche la geografia ha un ruolo cruciale: Little Tall Island è un'isola inventata al largo del Maine, la terra che King conosce meglio. È un luogo immaginario ma incredibilmente realistico, con confini reali: il fantasma di un'isola che avrebbe potuto davvero esistere.

Alla fine, spogliata dal sangue e dal peso delle accuse, quella di Dolores Claiborne si rivela per ciò che è veramente: la storia di un amore prezioso, ruvido e silente, la testimonianza di una donna semplice e del suo duro riscatto.
I.Bi.

























