Brivio, morte di Giorgia e di Milena: il PM chiede 2 anni e 8 per l'investitore polacco

La sentenza del giudice per le udienze preliminari Gianluca Piantadosi è attesa per il prossimo 8 luglio. In quella data si conoscerà il destino processuale di Krzystof Jan Lewandoski, il 34enne polacco alla guida del carroattrezzi che lo scorso 20 settembre travolse mortalmente Giorgia Cagliani e Milena Marangon, le due 21enni di Paderno che, in compagnia di un'altra amica, stavano raggiungendo a piedi, in fila indiana, la festa di Brivio, percorrendo Via per Airuno.
Stamani, definite le questioni preliminari, l'udienza è entrata nel vivo alla presenza dell'imputato, tradotto in Aula dalla comunità milanese nella quale sta scontando gli arresti domiciliari (con braccialetto elettronico), dopo alcune settimane trascorse in carcere. 
La parola dunque alle parti, con la requisitoria del sostituto procuratore Chiara Stoppioni – che al termine del proprio intervento ha chiesto la condanna del polacco a 2 anni e 8 mesi, in abbreviato - e l'arringa della parte civile (rappresentata dall'avvocato Paolo Bassano che assiste le famiglie delle due giovani vittime ndr) e a seguire della difesa.
Come prevedibile in aula le parti si sono confrontate sulla sussistenza o meno dell'aggravante di cui all'articolo 589-bis del codice penale (omicidio stradale) comma 2, vale a dire se l'imputato quella sera si fosse posto alla guida in stato di alterazione conseguente all'utilizzo di sostanze stupefacenti.
Sul punto negli scorsi mesi erano state depositate due consulenze tecniche con conclusioni opposte. Secondo quella disposta dal Pubblico Ministero, il livello di THC rilevato nel sangue del conducente circa cinque ore dopo il sinistro sarebbe stato ancora significativo e consentirebbe di ritenere probabile uno stato di alterazione psicofisica al momento della guida.
Divergente invece la posizione della difesa, secondo la quale il valore di THC riscontrato sarebbe minimo e non idoneo a determinare alterazioni psicofisiche; quella sera, insomma, Lewandoski si presentava in condizioni di lucidità.
Con la propria decisione, attesa per le prossime settimane, il dottor Piantadosi dovrà dirimere questo aspetto. Del resto non sarebbero emerse neppure oggi contestazioni circa la responsabilità dell'imputato (che si trovava in Italia per la consegna di uno scooter) nella causazione del sinistro mortale, né sulla ricostruzione della dinamica dei fatti emersa dalle indagini dei Carabinieri, anche grazie all'ausilio della videosorveglianza e delle testimonianze acquisite. 
Quella maledetta sera il carroattrezzi condotto dal polacco, giunto nei pressi della laterale vicino a una palestra, si sarebbe avvicinato progressivamente al margine destro della carreggiata, scontrandosi con un altro veicolo posteggiato alla sua destra, per impattare infine sulle due ragazze in maniera decisamente violenta. Si era rivelato inutile ogni tentativo di soccorso.
Al termine della discussione odierna il giudice ha aggiornato l'udienza all'8 luglio per eventuali repliche, poi si passerà alla lettura del dispositivo.
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