Ospedali Comunità Merate e Introbio: infermieri presi con una mobilità interna
L’avvio degli “ospedali di comunità” di Merate e Introbio, anziché rappresentare un passo in avanti nella sanità territoriale, rischia di mettere in crisi gli ospedali “veri” quelli per acuti, a partire dal San Leopoldo Mandic. Questo perché il reperimento del personale infermieristico è rivolto più all’interno che all’esterno. Tradotto infermieri in servizio nei presidi ospedalieri di Lecco e Merate potrebbero preferire lavorare in queste strutture caratterizzate da un livello di assistenza a bassa complessità.

L’informativa a tutto il personale infermieristico è firmata dal dr. Giorgio Beretta, responsabile facente funzioni della Direzione Aziendale delle Professioni Sanitarie e Sociosanitarie (DAPSS).
Il personale interessato a lavorare negli ODC di Merate e Introbio deve inoltrare la domanda tramite la piattaforma “Mobility” entro il 15 maggio prossimo.
Le strutture di comunità sono a gestione prevalentemente infermieristica e, come detto, caratterizzate da un livello assistenziale a bassa complessità. Devono garantire la continuità assistenziale attraverso una organizzazione articolata su tre turni giornalieri, con copertura h 24.
L’eventuale migrazione di personale infermieristico in servizio nei presidi per acuti verso queste strutture impoverirà ulteriormente i servizi ospedalieri, già alle prese con notevoli carenze.
Mentre le strutture murarie hanno beneficiato di finanziamenti PNRR, già si sapeva che il problema sarebbe poi stato quello di trovare personale in numero adeguato. E per soddisfare la necessità urgente di assicurare un organico alle due strutture di imminente apertura si “pesca” dagli ospedali.
Con quali conseguenze le vedremo nei prossimi mesi.

L’informativa a tutto il personale infermieristico è firmata dal dr. Giorgio Beretta, responsabile facente funzioni della Direzione Aziendale delle Professioni Sanitarie e Sociosanitarie (DAPSS).
Il personale interessato a lavorare negli ODC di Merate e Introbio deve inoltrare la domanda tramite la piattaforma “Mobility” entro il 15 maggio prossimo.
Le strutture di comunità sono a gestione prevalentemente infermieristica e, come detto, caratterizzate da un livello assistenziale a bassa complessità. Devono garantire la continuità assistenziale attraverso una organizzazione articolata su tre turni giornalieri, con copertura h 24.
L’eventuale migrazione di personale infermieristico in servizio nei presidi per acuti verso queste strutture impoverirà ulteriormente i servizi ospedalieri, già alle prese con notevoli carenze.
Mentre le strutture murarie hanno beneficiato di finanziamenti PNRR, già si sapeva che il problema sarebbe poi stato quello di trovare personale in numero adeguato. E per soddisfare la necessità urgente di assicurare un organico alle due strutture di imminente apertura si “pesca” dagli ospedali.
Con quali conseguenze le vedremo nei prossimi mesi.
























