Airuno, Brivio, Calco e Olgiate insieme per l’81° anniversario della Liberazione. Fratangeli: ‘la festa di chi non si arrende’
Nella mattinata di sabato 25 aprile le comunità di Airuno, Brivio, Calco e Olgiate Molgora si sono ritrovate unite per celebrare l’81° anniversario della Liberazione d’Italia, rinnovando una tradizione condivisa che ogni anno rafforza il legame tra memoria storica e vita civile.


Come da consuetudine, la giornata è iniziata nei singoli comuni con la deposizione delle corone ai monumenti ai caduti, sia nei centri cittadini sia nelle frazioni, in un momento raccolto e partecipato. Successivamente, intorno alle 10:30, amministratori, cittadini e rappresentanti delle associazioni si sono riuniti nel parcheggio della Casa dei Ragazzi IAMA Onlus, punto di partenza del corteo commemorativo.


Guidato dagli agenti della Polizia Locale, con il supporto della Protezione Civile e il coordinamento dell'Alpino Marco Panzeri, il corteo si è snodato lungo le vie del paese in un clima di partecipazione composta. Ad accompagnare il cammino, le note del Corpo Musicale Giulia Recli, che ha arricchito il percorso con diversi brani, rendendo ancora più solenne il momento.


Il tragitto ha attraversato via Cesare Cantù, per poi proseguire lungo via della Corna, via Collodi, via Stoppani e via Padre Vittorio Mauri, fino a ricongiungersi nuovamente su via Cantù e giungere infine in via XXV Aprile. Da qui, il corteo ha raggiunto il Cippo dei Partigiani, nei pressi della rotonda lungo la SS 342 a Brivio, luogo simbolico dove il 26 aprile 1945 Enrico Mandelli e Pietro Ripamonti persero la vita per la libertà.


Davanti al monumento si è svolto il momento più solenne della cerimonia, l’alzabandiera e la benedizione della corona, impartita da don Giuseppe Sala, che ha guidato i presenti in un momento di preghiera.


Presenti, in rappresentanza dei Comuni, il sindaco di Airuno Gianfranco Lavelli, il sindaco di Brivio Federico Airoldi, il sindaco di Calco Stefano Motta e il vicesindaco di Olgiate Molgora Matteo Fratangeli, incaricato quest’anno del discorso ufficiale, oltre al comandante della stazione dei Carabinieri di Brivio, maresciallo Umberto Bonetto.


Nel suo intervento, Fratangeli ha offerto una riflessione ampia e profonda sul significato contemporaneo del 25 aprile, sottolineando come “non sia una ricorrenza, ma una data e una funzione vitale della nostra democrazia» e ribadendo la necessità di difendere i valori della convivenza civile in un contesto internazionale sempre più complesso.


Ha richiamato con forza il valore della pace e del diritto internazionale, affermando che “non si può combattere il terrore calpestando la dignità e la vita di un intero popolo” e che “l’alleanza non è sottomissione”, rivendicando l’autonomia dell’Italia nelle scelte politiche. Centrale anche il riferimento alla Costituzione: “L’articolo 11 ci ricorda che l’Italia ripudia la guerra, e questo ripudio deve tradursi in scelte politiche concrete”.




A concludere gli interventi è stato il sindaco di Calco, Stefano Motta, che ha ringraziato sentitamente i presenti e tutte le associazioni coinvolte — Pro Loco, AIDO, AVIS, gruppi alpini, associazione carabinieri in congedo, marinai d’Italia — con un’attenzione particolare per l’impegno creativo e simbolico dell’associazione Artelab e del gruppo “Fili e Trame”. Le loro decorazioni all’uncinetto, con papaveri e cuoricini tricolore distribuiti ai partecipanti, hanno dato un tocco visivo e umano alla celebrazione. Particolarmente significativo il dono dei papaveri fatti all’uncinetto contenenti semi veri, simbolo di memoria viva e da coltivare nel tempo.


La cerimonia si è infine conclusa sulle note di “Bella ciao”, eseguita dal corpo musicale, mentre i presenti si sono raccolti in un ultimo momento condiviso. Un 25 aprile che, ancora una volta, ha saputo unire istituzioni e cittadini nel segno della responsabilità verso il futuro.

Da sinistra: il sindaco di Airuno Gianfranco Lavelli , il sindaco di Brivio Federico Airoldi , il vicesindaco di Olgiate Molgora Matteo Fratangeli, il sindaco di Calco Stefano Motta e il Maresciallo Umberto Bonetto

Come da consuetudine, la giornata è iniziata nei singoli comuni con la deposizione delle corone ai monumenti ai caduti, sia nei centri cittadini sia nelle frazioni, in un momento raccolto e partecipato. Successivamente, intorno alle 10:30, amministratori, cittadini e rappresentanti delle associazioni si sono riuniti nel parcheggio della Casa dei Ragazzi IAMA Onlus, punto di partenza del corteo commemorativo.


Guidato dagli agenti della Polizia Locale, con il supporto della Protezione Civile e il coordinamento dell'Alpino Marco Panzeri, il corteo si è snodato lungo le vie del paese in un clima di partecipazione composta. Ad accompagnare il cammino, le note del Corpo Musicale Giulia Recli, che ha arricchito il percorso con diversi brani, rendendo ancora più solenne il momento.


Il tragitto ha attraversato via Cesare Cantù, per poi proseguire lungo via della Corna, via Collodi, via Stoppani e via Padre Vittorio Mauri, fino a ricongiungersi nuovamente su via Cantù e giungere infine in via XXV Aprile. Da qui, il corteo ha raggiunto il Cippo dei Partigiani, nei pressi della rotonda lungo la SS 342 a Brivio, luogo simbolico dove il 26 aprile 1945 Enrico Mandelli e Pietro Ripamonti persero la vita per la libertà.


Davanti al monumento si è svolto il momento più solenne della cerimonia, l’alzabandiera e la benedizione della corona, impartita da don Giuseppe Sala, che ha guidato i presenti in un momento di preghiera.


Presenti, in rappresentanza dei Comuni, il sindaco di Airuno Gianfranco Lavelli, il sindaco di Brivio Federico Airoldi, il sindaco di Calco Stefano Motta e il vicesindaco di Olgiate Molgora Matteo Fratangeli, incaricato quest’anno del discorso ufficiale, oltre al comandante della stazione dei Carabinieri di Brivio, maresciallo Umberto Bonetto.

L'Alpino Marco Panzeri

Nel suo intervento, Fratangeli ha offerto una riflessione ampia e profonda sul significato contemporaneo del 25 aprile, sottolineando come “non sia una ricorrenza, ma una data e una funzione vitale della nostra democrazia» e ribadendo la necessità di difendere i valori della convivenza civile in un contesto internazionale sempre più complesso.

Don Giuseppe Sala

Ha richiamato con forza il valore della pace e del diritto internazionale, affermando che “non si può combattere il terrore calpestando la dignità e la vita di un intero popolo” e che “l’alleanza non è sottomissione”, rivendicando l’autonomia dell’Italia nelle scelte politiche. Centrale anche il riferimento alla Costituzione: “L’articolo 11 ci ricorda che l’Italia ripudia la guerra, e questo ripudio deve tradursi in scelte politiche concrete”.

Al microfono il vicesindaco di Olgiate Matteo Fratangeli

Al microfono il sindaco di Calco Stefano Motta
Il vicesindaco ha poi rivolto un appello alle nuove generazioni, mettendo in guardia dal rischio di una memoria svuotata: “Per voi, la Seconda Guerra Mondiale rischia di essere solo un capitolo di un libro scolastico, una data da ricordare per un'interrogazione, o una parata che blocca il traffico cittadino una volta l'anno. Il rischio più grande che corriamo oggi è la ‘ritualizzazione’ della memoria. Se il 25 aprile diventa solo una corona d'alloro e un inno suonato da una banda, abbiamo tutti fallito”. E ancora: “La Resistenza oggi è il pensiero critico, è l’empatia, è la partecipazione”. Parole che hanno voluto trasformare la commemorazione in un invito attivo alla cittadinanza consapevole. “Il 25 Aprile è la festa di chi non si arrende all’ingiustizia, sia essa quella dei fascisti di ieri o quella dei potenti che oggi decidono le sorti del mondo. Restiamo vigili, restiamo liberi e, soprattutto, restiamo coerenti con i principi di umanità che questa terra ha saputo difendere ottant’anni fa. Lo facciamo per chi c’era, per chi non c’è più e, soprattutto, per chi verrà dopo di noi. Perché la Liberazione non è un evento concluso, ma un cantiere sempre aperto”. 
Due rappresentanti del gruppo "Fili e trame"

A concludere gli interventi è stato il sindaco di Calco, Stefano Motta, che ha ringraziato sentitamente i presenti e tutte le associazioni coinvolte — Pro Loco, AIDO, AVIS, gruppi alpini, associazione carabinieri in congedo, marinai d’Italia — con un’attenzione particolare per l’impegno creativo e simbolico dell’associazione Artelab e del gruppo “Fili e Trame”. Le loro decorazioni all’uncinetto, con papaveri e cuoricini tricolore distribuiti ai partecipanti, hanno dato un tocco visivo e umano alla celebrazione. Particolarmente significativo il dono dei papaveri fatti all’uncinetto contenenti semi veri, simbolo di memoria viva e da coltivare nel tempo.


La cerimonia si è infine conclusa sulle note di “Bella ciao”, eseguita dal corpo musicale, mentre i presenti si sono raccolti in un ultimo momento condiviso. Un 25 aprile che, ancora una volta, ha saputo unire istituzioni e cittadini nel segno della responsabilità verso il futuro.
E.Ma.
























