Mandic: nuovi spazi DAMA. La Ministra Locatelli in visita
Nella mattinata di lunedì 20 aprile la Ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha fatto visita all’ospedale San Leopoldo Mandic di Merate in occasione della presentazione del progetto “Disabilità e Dolore”, un’iniziativa innovativa promossa dalla ASST di Lecco in collaborazione con l’Associazione Cancro Primo Aiuto ETS ODV e con il supporto dell’Associazione “La Nostra Famiglia” di Bosisio Parini.


Il progetto rappresenta un modello avanzato di collaborazione clinica tra specialisti della terapia del dolore e fisiatri interventisti dell’Istituto “La Nostra Famiglia”, centro di riferimento nazionale per la riabilitazione delle persone con disabilità. Cuore dell’iniziativa è il trattamento della spasticità, rivolto a pazienti di tutte le età, attraverso tecniche di crioneurolisi selettiva sui nervi motori, eseguite in sala operatoria in sedazione e in condizioni di massima sicurezza.


L’attività si inserisce all’interno del servizio DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance), dedicato alle persone con disabilità grave e finalizzato a garantire percorsi di cura personalizzati e accessibili. All’interno del Mandic, al quarto piano del Blocco C, sono attualmente in corso lavori di riqualificazione per trasformare spazi precedentemente inutilizzati in un’area interamente dedicata a questo servizio. I nuovi ambienti, per una superficie complessiva di 410 metri quadrati, ospiteranno due ambulatori odontoiatrici, di cui uno attrezzato per operare in sedazione e dotato di una pedana che consente interventi direttamente su carrozzina; un locale per la preparazione e il risveglio dei pazienti sottoposti a sedazione; l'ambulatorio DAMA; l'ambulatorio di terapia del dolore; l'ambulatorio M.A.C. (Macroattività Ambulatoriale Complessa); un ambulatorio per visite specialistiche; oltre a locali amministrativi e sale d’attesa progettate per rispondere alle esigenze di utenti fragili.


Ad accogliere la Ministra Locatelli sono stati il direttore generale della Asst Lecco Marco Trivelli, la direttrice sanitaria Alessandra Grappiolo, il direttore sociosanitario Gianluca Peschi e numerosi professionisti coinvolti nel progetto, tra cui il dottor Paolo Maniglia, responsabile della Terapia del Dolore, e la dottoressa Francesca Cortinovis, referente delle Cure Palliative Pediatriche. Presenti anche il sindaco di Merate Mattia Salvioni, il sottosegretario regionale Mauro Piazza e il consigliere regionale Gian Mario Fragomeli, che hanno preso parte alla visita guidata dei nuovi spazi.


Durante la conferenza stampa, ospitata sulla terrazza del quarto piano, il direttore generale Trivelli ha sottolineato come il progetto sia nato dall’ascolto dei bisogni emergenti sul territorio: “Nei domicili intercettiamo moltissime necessità. Da qui è nato anche l’approccio alle cure palliative pediatriche. Si è creato un contesto di competenze che ci fa pensare a una nuova stagione, in cui la disabilità trova finalmente una ‘casa’”. Un percorso che, ha aggiunto, punta a coinvolgere attivamente associazioni e famiglie, non tanto come sostenitori economici, ma come parte integrante del processo di cura e attenti “suggeritori” per migliorare sempre di più il servizio.


La dottoressa Cortinovis ha evidenziato il valore del modello DAMA, nato nel 2000 come intuizione pionieristica e oggi riconosciuto anche a livello internazionale: “Le strutture ospedaliere non sono sempre adeguate ad accogliere persone con disabilità grave. Il DAMA nasce proprio per facilitare l’accesso e costruire percorsi su misura, con tempi individualizzati e un’organizzazione centrata sul paziente”. Attivo a Merate dalla fine del 2022, il servizio è ora in fase di potenziamento, con l’obiettivo di ampliare la platea dei beneficiari.







Una testimonianza diretta ha segnato uno dei momenti più significativi dell’incontro. Andrea, padre del piccolo Claudio, ha raccontato l’importanza concreta del supporto ricevuto: “Claudio compirà sette anni tra due settimane. È un bambino con problemi complessi, ma grazie alle competenze dei medici qui presenti abbiamo trovato un aiuto fondamentale”. Un appello, il suo, rivolto alla Ministra Locatelli affinché realtà di questo tipo vengano sostenute e valorizzate.

Nel suo intervento conclusivo, la Ministra Locatelli ha ribadito la necessità di rafforzare la rete tra sanitario e sociale: “Queste strutture un tempo non esistevano. Oggi rappresentano un patrimonio da far conoscere e far crescere. Non parliamo solo di disabilità visibili, ma anche di patologie che spesso restano nell’ombra. Curare significa garantire una vita dignitosa, e questo è possibile solo lavorando insieme”. Un impegno che passa anche attraverso la definizione di protocolli condivisi e l’obiettivo di garantire equità nei percorsi di cura.
Il progetto “Disabilità e Dolore” si configura così come una delle prime esperienze strutturate in Italia di utilizzo della crioneurolisi sui nervi motori all’interno di un percorso integrato ospedale-riabilitazione. Un modello che mette al centro la persona e che punta a superare la logica dell’intervento isolato, promuovendo una presa in carico globale e multidisciplinare. L’ambizione, ora, è consolidare questa esperienza e renderla replicabile in altri contesti, contribuendo alla diffusione di nuove buone pratiche nel trattamento della spasticità e, più in generale, nella cura delle disabilità complesse.


Il progetto rappresenta un modello avanzato di collaborazione clinica tra specialisti della terapia del dolore e fisiatri interventisti dell’Istituto “La Nostra Famiglia”, centro di riferimento nazionale per la riabilitazione delle persone con disabilità. Cuore dell’iniziativa è il trattamento della spasticità, rivolto a pazienti di tutte le età, attraverso tecniche di crioneurolisi selettiva sui nervi motori, eseguite in sala operatoria in sedazione e in condizioni di massima sicurezza.

La Ministra Alessandra Locatelli e il dottor Paolo Maniglia

L’attività si inserisce all’interno del servizio DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance), dedicato alle persone con disabilità grave e finalizzato a garantire percorsi di cura personalizzati e accessibili. All’interno del Mandic, al quarto piano del Blocco C, sono attualmente in corso lavori di riqualificazione per trasformare spazi precedentemente inutilizzati in un’area interamente dedicata a questo servizio. I nuovi ambienti, per una superficie complessiva di 410 metri quadrati, ospiteranno due ambulatori odontoiatrici, di cui uno attrezzato per operare in sedazione e dotato di una pedana che consente interventi direttamente su carrozzina; un locale per la preparazione e il risveglio dei pazienti sottoposti a sedazione; l'ambulatorio DAMA; l'ambulatorio di terapia del dolore; l'ambulatorio M.A.C. (Macroattività Ambulatoriale Complessa); un ambulatorio per visite specialistiche; oltre a locali amministrativi e sale d’attesa progettate per rispondere alle esigenze di utenti fragili.


Ad accogliere la Ministra Locatelli sono stati il direttore generale della Asst Lecco Marco Trivelli, la direttrice sanitaria Alessandra Grappiolo, il direttore sociosanitario Gianluca Peschi e numerosi professionisti coinvolti nel progetto, tra cui il dottor Paolo Maniglia, responsabile della Terapia del Dolore, e la dottoressa Francesca Cortinovis, referente delle Cure Palliative Pediatriche. Presenti anche il sindaco di Merate Mattia Salvioni, il sottosegretario regionale Mauro Piazza e il consigliere regionale Gian Mario Fragomeli, che hanno preso parte alla visita guidata dei nuovi spazi.


Durante la conferenza stampa, ospitata sulla terrazza del quarto piano, il direttore generale Trivelli ha sottolineato come il progetto sia nato dall’ascolto dei bisogni emergenti sul territorio: “Nei domicili intercettiamo moltissime necessità. Da qui è nato anche l’approccio alle cure palliative pediatriche. Si è creato un contesto di competenze che ci fa pensare a una nuova stagione, in cui la disabilità trova finalmente una ‘casa’”. Un percorso che, ha aggiunto, punta a coinvolgere attivamente associazioni e famiglie, non tanto come sostenitori economici, ma come parte integrante del processo di cura e attenti “suggeritori” per migliorare sempre di più il servizio.


La dottoressa Cortinovis ha evidenziato il valore del modello DAMA, nato nel 2000 come intuizione pionieristica e oggi riconosciuto anche a livello internazionale: “Le strutture ospedaliere non sono sempre adeguate ad accogliere persone con disabilità grave. Il DAMA nasce proprio per facilitare l’accesso e costruire percorsi su misura, con tempi individualizzati e un’organizzazione centrata sul paziente”. Attivo a Merate dalla fine del 2022, il servizio è ora in fase di potenziamento, con l’obiettivo di ampliare la platea dei beneficiari.

La dottoressa Francesca Cortinovis

Il dottor Paolo Maniglia
Dal punto di vista clinico, il dottor Maniglia ha raccontato come la collaborazione con “La Nostra Famiglia” sia nata quasi per caso, ma abbia dato vita a un percorso innovativo: “Spasticità e dolore, quando diventano cronici, si trasformano in vere e proprie malattie. Il nostro obiettivo è affrontarli insieme, con un approccio integrato”. Negli ultimi anni sono stati avviati trattamenti con pompe intratecali e, più recentemente, tecniche mini-invasive come la crioneurolisi, oggi applicata anche ai nervi motori.
Il dottor Luigi Piccini

Il signor Andrea, papà di Claudio
A completare il percorso è l’intervento riabilitativo presso il polo di Bosisio Parini dell’IRCCS Eugenio Medea, dove i pazienti vengono inseriti dopo la procedura per valorizzare al massimo i benefici ottenuti. Ad oggi sono circa venti le persone trattate, con una media prevista di cinque o sei interventi al mese. I primi risultati clinici indicano una riduzione significativa della spasticità, un miglioramento della mobilità e una maggiore efficacia dei percorsi riabilitativi, con ricadute positive sulla qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie.
Il Ministro Alessandra Locatelli
Il dottor Luigi Piccinini dell’IRCCS “Eugenio Medea”, fsiatra, ha sottolineato a sua volta il percorso virtuoso nato tra i due istituti e ha spiegato nel dettaglio le fasi di cura dei pazienti, sin dalla presa in carico. Quanto al futuro, gli obbiettivi sono incrementare la casistica di pazienti sottoposti a crioneurolisi favorendo la precocità dell’intervento, incrementare interventi per terapia del dolore e anche contribuire all’informazione e diffusione delle conoscenze attraverso produzione scientifica. 

Una testimonianza diretta ha segnato uno dei momenti più significativi dell’incontro. Andrea, padre del piccolo Claudio, ha raccontato l’importanza concreta del supporto ricevuto: “Claudio compirà sette anni tra due settimane. È un bambino con problemi complessi, ma grazie alle competenze dei medici qui presenti abbiamo trovato un aiuto fondamentale”. Un appello, il suo, rivolto alla Ministra Locatelli affinché realtà di questo tipo vengano sostenute e valorizzate.

Nel suo intervento conclusivo, la Ministra Locatelli ha ribadito la necessità di rafforzare la rete tra sanitario e sociale: “Queste strutture un tempo non esistevano. Oggi rappresentano un patrimonio da far conoscere e far crescere. Non parliamo solo di disabilità visibili, ma anche di patologie che spesso restano nell’ombra. Curare significa garantire una vita dignitosa, e questo è possibile solo lavorando insieme”. Un impegno che passa anche attraverso la definizione di protocolli condivisi e l’obiettivo di garantire equità nei percorsi di cura.
Il progetto “Disabilità e Dolore” si configura così come una delle prime esperienze strutturate in Italia di utilizzo della crioneurolisi sui nervi motori all’interno di un percorso integrato ospedale-riabilitazione. Un modello che mette al centro la persona e che punta a superare la logica dell’intervento isolato, promuovendo una presa in carico globale e multidisciplinare. L’ambizione, ora, è consolidare questa esperienza e renderla replicabile in altri contesti, contribuendo alla diffusione di nuove buone pratiche nel trattamento della spasticità e, più in generale, nella cura delle disabilità complesse.
E.Ma.
























