CHIUSURA DEL PONTE/4. Bar ‘Delizie di passione’: ho aperto a ottobre a Cisano e vivo a Beverate. Un dramma

Il 4 maggio, tra un mese, il ponte di Brivio chiuderà per lavori di manutenzione straordinaria che, secondo Anas, non dovrebbero durare meno di 15 mesi. L’azienda durante la recente riunione avvenuta nel palazzo della Regione alla presenza dei consiglieri regionali del territorio ha promesso che i lavori andranno avanti senza soste, 24 ore al giorno, sette giorni su sette, no stop. 

Anche ponendo che le cose vadano così – e vista la situazione, è la migliore delle ipotesi – si tratterà comunque di più di un anno di disagio per migliaia di persone. Ciò che però causa più rabbia, rammarico, dispiacere e poca fiducia verso la politica non è tanto la realizzazione dei lavori in sé – senza dubbio necessari – quanto la mancata organizzazione di soluzioni alternative, se non per tutti, almeno per una parte. 

Nell’assemblea pubblica organizzata dal Comune di Cisano si era parlato della possibilità di installare un ponte a barche galleggiante che avrebbe permesso, temporaneamente, alle auto di passare. L’idea pare essere caduta in uno degli oblii più profondi, ma ha dato il via ad altre idee analoghe. Molti, infatti, si sono domandati se non si potesse realizzare almeno una passerella pedonale prima di iniziare i lavori al ponte. 
La risposta è stata no. O meglio, sì alla passerella, ma dopo i lavori al ponte e con un costo di 8 milioni di euro pagati di tasca dai contribuenti. Se invece la risposta fosse stata sì, con la realizzazione immediata di una passerella pedonale, anche provvisoria, almeno una parte delle persone che usano il ponte di Brivio si sarebbe potuta risparmiare non poco disagio. 
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Ne è un esempio è la titolare del bar “Delizie di passione” di Cisano Bergamasco, aperto lo scorso ottobre in via Milano, a pochi metri di distanza dal ponte di Brivio. “Abito a Beverate, i miei figli vanno a scuola a Brivio e io da pochi mesi ho aperto il bar a Cisano” ci racconta. Le premesse sono già abbastanza eloquenti se uno prova a immaginarsi nei suoi panni dal 4 maggio in poi. “Io avrei anche una barchetta per attraversare il fiume, ma non saprei neanche dove attraccare”. Una passerella pedonale, o una qualsiasi altra soluzione similare, in un caso come questo – ma come in tanti altri – avrebbe fatto la differenza. 

Il bar si trova proprio accanto al ristorante “La Sicilia in Bocca”, a cui abbiamo dedicato un altro articolo. Proprio come il titolare del ristorante, anch’esso aperto da 5 mesi, anche la giovane di ‘Delizie di passione’ non aveva idea di quello che sarebbe successo. “Quando ho aperto non sapevo effettivamente della chiusura del ponte. Non mi è stato detto niente, eppure sono di Brivio. La situazione ora è preoccupante. Quando ci sono state le giornate con il senso unico alternato le code arrivavano fino a Beverate. Non oso immaginare come sarà quando sarà chiuso del tutto il ponte”. 

Oltre ai problemi relativi alla propria attività, la titolare del bar dal prossimo mese dovrà gestire anche l’uscita di scuola dei figli a Brivio. Con il ponte aperto si tratterebbe di un 'impegno' da 10 minuti al massimo. Con il cantiere, invece, ci si metterà almeno il triplo del tempo, se non di più. Eppure, si ricorderà il sindaco di Brivio Federico Airoldi aveva chiesto ad Anas di posticipare i lavori almeno a dopo la fine dell’anno scolastico. Ma niente da fare. Durante il vertice avvenuto in Prefettura a Lecco mercoledì 8 aprile è stato confermato l'inizio lavori al 4 maggio, in modo tale da usare il primo mese di cantiere come "prova" per aggiustare quello che non va in vista di settembre.

“Non lo so davvero cosa farò” conclude la titolare. “Forse resterò aperta solo al mattino. Forse chiuderò. Non ne ho idea. Dobbiamo vedere come si mette. Intanto però il numero di clienti è già calato, molto mi hanno già detto che non riusciranno più a venire”.
E.Ma.
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