Una madre: mia figlia con patologia cronica lasciata spesso a terra dai bus ASF
Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo accorato appello di una madre di Imbersago. Appello rivolto in particolare al servizio di trasporto pubblico e alla Provincia.
Gentile Direttore,
Le scrivo per sottoporre all’attenzione della Sua redazione e dei lettori un problema che sta assumendo i contorni di una vera emergenza civile nel nostro territorio, in particolare nella zona di Imbersago e del Meratese.
Mia figlia è una giovane lavoratrice appartenente alle Categorie Protette (L. 68/99). A causa di una patologia cronica (epilessia), la legge le impedisce il conseguimento della patente di guida. Per lei, come per molti altri cittadini fragili, il trasporto pubblico gestito da ASF Autolinee non è una scelta, ma l’unico strumento per esercitare il proprio diritto al lavoro e alla partecipazione sociale.
Purtroppo, con frequenza inaccettabile, assistiamo alla soppressione di corse senza alcun preavviso per "mancanza di personale". Questa negligenza organizzativa ha conseguenze pesantissime:
Danno economico e contrattuale: Senza avvisi tempestivi, mia figlia è impossibilitata a organizzarsi diversamente, trovandosi costretta a consumare ore di ferie e permessi per giustificare l'assenza. Ferie che, nel suo caso, dovrebbero essere destinate a controlli specialistici, continui esami e Dio volendo al riposo.
Barriere alla disabilità: Un servizio che "sparisce" nel nulla senza comunicazione digitale o fisica alle fermate crea una discriminazione di fatto per chi non può guidare. Si nega l'autonomia a chi ha già una sfida quotidiana da affrontare.
Nel 2026, con le tecnologie di cui disponiamo, è umiliante che un’azienda di trasporti non garantisca nemmeno l’informazione minima all’utenza.
Con questa lettera non intendo solo denunciare un disservizio, ma invitare tutti i cittadini, i genitori e i lavoratori che vivono la medesima situazione a segnalare formalmente ogni mancanza alle autorità competenti (Agenzia TPL e Difensore Civico). Il silenzio degli utenti è il miglior alleato dell'inefficienza.
Chiedo inoltre alle istituzioni locali (Comune e Provincia) di farsi portavoce di questo disagio presso i tavoli di gestione del trasporto pubblico. Il lavoro è un diritto di tutti, non solo di chi ha la fortuna di poter guidare un’auto.
Ringraziando per lo spazio che vorrà concedere a questa riflessione, porto i miei più distinti saluti.N.C. Imbersago (LC)
























