Cernusco:ponte San Michele, traffico (+ 30%) ma Toto e i suoi disertano la Consulta. Critiche alla Soprintendenza

Nella serata di martedì 31 marzo, la Consulta Urbanistica, Lavori Pubblici, Edilizia Pubblica e Privata, Gestione del Patrimonio Edilizio Comunale, la Consulta Ecologia, Ambiente e Territorio di Cernusco sono state convocate per incontrare i rappresentanti della Consulta Congiunta dei Comuni di Imbersago, Paderno, Robbiate e Verderio, per aprire un dibattito intorno alla costruzione di un nuovo San Michele.
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Immediatamente è stata notata la completa assenza dei membri dell'Amministrazione, presente al contrario la Minoranza. “Siamo qui nella sala Consigliare di Cernusco per parlare del problema, dell'incremento del traffico del 30% che interesserà tutto il territorio e non ci sono rappresentanti dell'Amministrazione, non c'è interesse, niente, zero” è stato rimarcato. “Già nel 2022 avevamo contattato il sindaco, come tutti gli altri amministratori, sul problema” ha commentato il Comitato Cittadini Ponti “Toto ha deciso di non riceverci, due volte”. Il presidente della Consulta Ambiente Paolo Proserpio ha spiegato che l'Amministrazione non è stata espressamente invitata a partecipare ma che, come da prassi, ha ricevuto la convocazione.CernuscoConsultaPonte__2_.jpg (407 KB)
Ha seguito un esaustivo excursus del presidente della Consulta Congiunta, il consigliere di Paderno Giorgio Mazzola, partito dal marzo 2025 con la presentazione di Rfi di tre scenari di progetto, fino alla chiusura del dibattito pubblico ad ottobre e la relazione conclusiva di Rfi che non ha accolto le proposte e le posizioni dei Comuni di “prima fascia” (Imbersago, Paderno, Robbiate e Verderio), rimandando eventuali soluzioni ai problemi alla viabilità a un secondo momento. I sindaci del territorio hanno quindi risposto con un'analisi del flusso del traffico sul territorio locale, che ha denotato un aumento del traffico dell'86% sul nuovo ponte e un “incremento” della velocità di percorrenza da 20 a 21 chilometri orari.
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Diverse sono state le osservazioni espresse durante la serata, in primis l'ipocrisia della sopraintendenza, che nel 2016 aveva rifiutato un'ipotesi di riqualificazione del San Michele perché prevedeva l'istallazione di piastre di rinforzo che avrebbero deturpato l'estetica dello storico viadotto, per poi sostenere l'ipotesi di Rfi di collocare il nuovo viadotto a 30 metri dal San Michele oscurandolo completamente. Una decisione che ha causato la perdita della candidatura Unesco che nessun ente superiore ha cercato di difendere. “Gli altri ponti Unesco, che erano candidati come il San Michele, di cinque solo uno è stato chiuso, gli altri sono in essere. Se quelli funzionano cosa è successo al nostro?” si sono domandati i presenti. Sottolineata l'indifferenza di Regione e della Provincia, la seconda sostenitrice dello studio del traffico solamente “per sollevarsi dall'imbarazzo di essere l'unica a non aderire”, che hanno affidato a Rfi non solo l'assetto ferroviario, ma anche quello stradale non di loro competenza.
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“I paesi limitrofi al ponte vengono additati di voler rimanere al 1950, di volere il ponte da un'altra parte. Questa non è la verità, noi sappiamo che il ponte serve e non chiediamo che venga spostato in un altro territorio, ma semplicemente che venga collocato nel posto giusto con soluzioni adeguate per la viabilità, purtroppo non siamo mai stati ascoltati ma noi continueremo a far sentire la nostra voce con questa rete che si sta facendo sempre più fitta” è stato concluso.
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Il prossimo appuntamento organizzato dalle Consulte è per sabato 18 aprile con una fiaccolata sul San Michele per promuovere la costruzione sostenibile di un nuovo ponte che non danneggi irreversibilmente il territorio.
I.Bi.
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