Aperte le adesioni alla rete "Occhio al Ponte" contro il progetto di RFI. Grande evento il 18 con una fiaccolata
Si prepara un grande evento "Per un ponte che unisca davvero" il 18 aprile. Tutte le associazioni aderenti alla rete "Occhio al Ponte", amministrazioni comunali, cittadini, dalle 18 fino al tramonto si troveranno lungo via Airoldi per incontri e confronti. Al termine una fiaccolata di "Abbraccio al San Michele". Tutti possono aderire, singolarmente o come associazioni alla rete "Occhio al Ponte".

Qui sotto oltre al comunicato della Rete trovate la modalità per aderire al Gruppo. Il progetto messo a punto da Rete Ferroviaria Italiana, approvato dalla Provincia di Lecco col parere contrario di tutti i comuni della zona, lecchesi e monzesi, prevede un nuovo ponte ferro-stradale, doppia corsia doppio binario a 30 metri dall'attuale. Dall'assessora regionale alle infrastrutture della Lega Claudia Maria Terzi (evidentemente il Carroccio versione Salvini è particolarmente attratto dai ponti) fino al delegato provinciale Mattia Micheli, tutti sembrano ignorare non solo il parere del territorio ma anche il buon senso espresso nei numeri: aumento del traffico del 135%, nelle 24 ore da 4.900 a 14.700 veicoli di cui duemila mezzi pesanti; un convoglio merci dietro l'altro, lungo anche 700 metri che sferraglia in piena notte; un numero imprecisato di case da abbattere. Nonostante questo quadro, e i numeri sono regionali non di parte, la Terzi ha già assegnato l'incarico di Commissario straordinario a Aldo Isi, niente meno che amministratore delegato di RFI, giusto per scongiurare il rischio di un conflitto di interesse. E ha deciso di stringere i tempi senza ascoltare nessuno. Anche se poi, sempre secondo dati regionali, il nuovo ponte sarà pronto per il 2034 mentre il San Michele sarà chiuso nel 2030. Come sempre la programmazione regionale è di una precisione assoluta.

Qui sotto oltre al comunicato della Rete trovate la modalità per aderire al Gruppo. Il progetto messo a punto da Rete Ferroviaria Italiana, approvato dalla Provincia di Lecco col parere contrario di tutti i comuni della zona, lecchesi e monzesi, prevede un nuovo ponte ferro-stradale, doppia corsia doppio binario a 30 metri dall'attuale. Dall'assessora regionale alle infrastrutture della Lega Claudia Maria Terzi (evidentemente il Carroccio versione Salvini è particolarmente attratto dai ponti) fino al delegato provinciale Mattia Micheli, tutti sembrano ignorare non solo il parere del territorio ma anche il buon senso espresso nei numeri: aumento del traffico del 135%, nelle 24 ore da 4.900 a 14.700 veicoli di cui duemila mezzi pesanti; un convoglio merci dietro l'altro, lungo anche 700 metri che sferraglia in piena notte; un numero imprecisato di case da abbattere. Nonostante questo quadro, e i numeri sono regionali non di parte, la Terzi ha già assegnato l'incarico di Commissario straordinario a Aldo Isi, niente meno che amministratore delegato di RFI, giusto per scongiurare il rischio di un conflitto di interesse. E ha deciso di stringere i tempi senza ascoltare nessuno. Anche se poi, sempre secondo dati regionali, il nuovo ponte sarà pronto per il 2034 mentre il San Michele sarà chiuso nel 2030. Come sempre la programmazione regionale è di una precisione assoluta.
Adesione alla rete "Occhio al Ponte"
RFI, in stretta collaborazione con Regione Lombardia, sta elaborando il progetto per la costruzione di un nuovo ponte stradale e ferroviario sull'Adda, che affiancherà l'attuale Ponte San Michele e lo sostituirà.
Siamo convinti che un collegamento tra le due sponde dell'Adda sia indispensabile, ma il progetto attuale prevede un nuovo ponte posizionato a 30 metri dall'attuale storico San Michele, che consentirà il passaggio di autoveicoli, camion, autoarticolati, treni passeggeri e treni merci, ad ogni ora del giorno e della notte.
30 metri sono meno della metà della larghezza di un campo da calcio di un oratorio.
Tale opera porterà ad un aumento significativo del traffico, senza migliorare lo scorrimento su nessuna strada del meratese e neppure aumentare la velocità di percorrenza. Basti pensare che solo sulla via Festini a Paderno, che diventerà l'arteria principale di collegamento al ponte nel territorio lecchese, l’aumento del traffico nelle ore di punta sarà del 135% e l'aumento sul ponte stesso dell'86%. Sulle 24 ore i transiti passeranno da 4.900 a 14.700, tra questi ultimi più di 2.000 sarebbero camion.
La scelta del posizionamento del ponte a ridosso dell’attuale e dell’abitato di Paderno d’Adda è stata presa senza considerare le proposte alternative avanzate dalle amministrazioni locali, pensate per difendere la salute dei cittadini, salvaguardare la vivibilità dei nostri paesi, proteggere l’integrità del territorio e tutelare il valore del ponte storico.
Noi, cittadini, associazioni, comitati, imprese, partiti ed enti locali, aderenti alla rete “Occhio al ponte” vogliamo che:
• Il Ponte San Michele, simbolo storico e culturale del nostro territorio, monumento di archeologia industriale di importanza nazionale e internazionale, posto nel contesto unico della Forra dell’Adda, venga tutelato e difeso e non sia oscurato da un imponente nuovo ponte collocatogli a ridosso;
• Si eviti l’insostenibile aumento del traffico leggero e, soprattutto, pesante, in attraversamento dei centri abitati, con il conseguente incremento della congestione delle strade e dell'inquinamento atmosferico e acustico;
• Venga garantita la vocazione a trasporto passeggeri della linea ferroviaria che attraversa il centro abitato di Paderno
• Si impedisca la frammentazione dei paesi, sia sulla sponda bergamasca sia su quella lecchese, dovuta all’incremento di traffico e alla chiusura senza alternative di passaggi a livello;
• Si tutelino le abitazioni e attività commerciali che con questo progetto rischiano l’abbattimento.
Chiediamo con forza un ponte che sia sostenibile per i paesi che lo ospitano, il cui posizionamento risponda alle necessità di chi i nostri territori li attraversa e di noi che li viviamo.
Ci mobiliteremo perché la costruzione del nuovo ponte non comporti danni irreversibili al nostro territorio e perché la sua bellezza, la qualità della vita nei nostri paesi, rimanga anche per le generazioni che verranno.
Per questo aderiamo alla rete "Occhio al Ponte", iniziativa di sensibilizzazione, mobilitazione e assunzione di responsabilità, per fare pressione sulle istituzioni provinciali, regionali e nazionali, affinché il territorio venga ascoltato e coinvolto. Esigiamo che i nostri rappresentanti istituzionali, a partire dai Sindaci dei Comuni più coinvolti abbiano parola ovunque si discute del nuovo ponte e dei suoi impatti.
Chiediamo che si proceda ad una revisione del progetto e alla valutazione di soluzioni alternative per l’attraversamento dell’Adda, che rispettino la nostra storia, l’ambiente e il benessere delle nostre comunità.
Il sostegno di tutti e di tutte è fondamentale per portare avanti questa battaglia.
(se cittadini singoli, compilare la Sezione 1 - CITTADINI; se soggetti collettivi, compilare la Sezione 2 - ASSOCIAZIONI, SOGGETTI PRIVATI e ALTRI SOGGETTI)
Aderendo alla rete "Occhio al ponte" aderisco anche all'iniziativa "Per un Ponte che unisca davvero", organizzata per sabato 18 aprile 2026 dalle ore 18:00 fino al tramonto (si terminerà con una fiaccolata di abbraccio al ponte), lungo via Airoldi a Paderno d'Adda (LC) e chiedo di essere informato/a di tutti gli eventi che verranno di volta in volta organizzati
Per INFO
mail: occhioalponte@gmail.com
blog: https://insiemeperilpontesanmichele.blogspot.com
facebook: Occhio al Ponte
Date evento
sabato, 18 aprile 2026
























