Parco del Curone: confini più ampi a La Valletta. Proteste da cacciatori e ambientalisti

Nuovi incarichi operativi ai consiglieri e un passo avanti decisivo per l’allargamento dei confini a La Valletta Brianza. È il bilancio dell’ultima seduta della Comunità del Parco del Curone, svoltasi lunedì sera al Butto in un clima di confronto acceso, nonostante l’assenza del Comune di Montevecchia.
MtvSedutaParcoCurone__1_.jpg (556 KB)
MtvSedutaParcoCurone__10_.jpg (486 KB)
 Il presidente Giovanni Zardoni ha aperto i lavori con una comunicazione tecnica ma di forte valenza politica: l'affidamento di incarichi specifici ai membri del Consiglio di gestione. Non trattandosi di deleghe formali, al momento non previste dallo statuto, il Presidente ha optato per l'assegnazione di "funzioni" sperimentali valide fino al 31 dicembre 2026. Paolo Belletti seguirà il patrimonio immobiliare e le opere pubbliche; a Giulio Facchi sono andate le partite su economia circolare, transizione energetica (comprese le CER) e crediti di carbonio; Maria Silvia Sesana si occuperà di educazione ambientale e rapporti con l’università e la Regione. Infine, Valerio Galbusera farà da tramite con il comparto agricolo. L'obiettivo è chiaro: dare una spinta a progetti rimasti in sospeso nell'ultimo anno.
MtvSedutaParcoCurone__8_.jpg (376 KB)
MtvSedutaParcoCurone__5_.jpg (443 KB)
 Primo a sinistra Giovanni Zardoni
Il punto centrale della serata ha riguardato l’aggiornamento del documento per l’ampliamento territoriale nel comune di La Valletta Brianza. Su richiesta di Regione Lombardia, l'ente ha dovuto uniformare la terminologia: l'area indicata non sarà semplicemente "parco regionale" ma Parco Naturale. Una dicitura che comporta un cambiamento sostanziale, ovvero l'introduzione immediata del divieto di caccia. Per questo motivo, il Parco ha già programmato un confronto con le associazioni venatorie per il prossimo 20 aprile, data in cui verrà convocata la conferenza programmatica per chiudere l'iter entro l'estate.
MtvSedutaParcoCurone__3_.jpg (498 KB)
MtvSedutaParcoCurone__2_.jpg (472 KB)
 Nonostante l'approvazione all'unanimità, il progetto ha sollevato le dure critiche delle associazioni di categoria. Sergio Limonta, per il mondo venatorio, ha definito "ridicola" l'operazione su quella specifica porzione di territorio: “Si tratta di una striscia di terra sotto la provinciale Como-Bergamo, un roveto senza pregio coperto dai ruderi di ex allevamenti di maiali pieni di eternit da smaltire”. Dello stesso tenore l'intervento di Giuseppe Sardi (ambientalisti), che ha chiesto se il Parco non stia diventando un “contenitore di aree degradate” e se la Regione sia consapevole della presenza di amianto e suoli inquinati. Zardoni ha risposto precisando che l'inclusione nel Parco non sposta l'onere della bonifica dai privati all'ente, ma serve a sbloccare situazioni di stallo decennali. “Dopo anni — ha sottolineato il Presidente — siamo finalmente riusciti a riaprire un canale di dialogo con la proprietà della Fornace, e questo è un segnale di speranza per il recupero dell'area”.
MtvSedutaParcoCurone__9_.jpg (512 KB)
MtvSedutaParcoCurone__4_.jpg (431 KB) 

La seduta si è conclusa con il passaggio alla fase operativa del Consiglio di gestione, chiamato ora a tradurre questi indirizzi in atti concreti.
M.Pen.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.