A Madonna del bosco la veglia dei Martiri missionari 2026
I decanati di Brivio e Merate si sono riuniti martedì sera per il tradizionale momento di preghiera e commemorazione dei "Martiri missionari" nella giornata a loro dedicata.

Nella penitenzieria del santuario di Madonna del Bosco un folto numero di fedeli ha partecipato alla serata che è stata scandita dai canti, dalle riflessioni e soprattutto dai nomi di coloro che, lo scorso anno, hanno perso la vita testimoniando la loro Fede e per la loro opera di Pace, nei diversi angoli del mondo (CLICCA QUI per l'elenco).
"Il tema della Giornata dei Missionari Martiri 2026 “Gente di primavera” si ispira al messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2025" si legge sul sito dedicato "Il Papa ci ricorda che la missione è un’azione comunitaria: tutta la Chiesa è chiamata a dare continuità alla missione di Cristo. Superando difficoltà e debolezze, essa è spinta dall’amore di Cristo a camminare unita a Lui e a farsi carico, insieme a Lui, del grido che sale dall’umanità. “Siamo battezzati nella morte e risurrezione redentrice di Cristo, nella Pasqua del Signore che segna l’eterna primavera della storia. Siamo allora “gente di primavera”, con uno sguardo sempre pieno di speranza da condividere con tutti perché in Cristo crediamo e sappiamo che la morte e l’odio non sono le ultime parole sull’esistenza umana” (dal messaggio del Santo Padre Francesco per la XCIX Giornata Missionaria Mondiale 2025)".

A guidare la riflessione è stato monsignor Giorgio Bertin, vescovo emerito di Gibuti, vicario di Mogadiscio, presidente Caritas Medio Oriente-Nord Africa e vice presidente della commissione internazionale cattolica per i migranti con base a Ginevra.

Una serata molto toccante e ricca di spunti di riflessione, che ha consentito ai presenti di prendere consapevolezza come ancora oggi operatori di Pace e missionari mettano la loro vita a repentaglio per testimoniare il loro Credo e portare speranza a popolazioni afflitte da fame e guerra.

Nella penitenzieria del santuario di Madonna del Bosco un folto numero di fedeli ha partecipato alla serata che è stata scandita dai canti, dalle riflessioni e soprattutto dai nomi di coloro che, lo scorso anno, hanno perso la vita testimoniando la loro Fede e per la loro opera di Pace, nei diversi angoli del mondo (CLICCA QUI per l'elenco).
"Il tema della Giornata dei Missionari Martiri 2026 “Gente di primavera” si ispira al messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2025" si legge sul sito dedicato "Il Papa ci ricorda che la missione è un’azione comunitaria: tutta la Chiesa è chiamata a dare continuità alla missione di Cristo. Superando difficoltà e debolezze, essa è spinta dall’amore di Cristo a camminare unita a Lui e a farsi carico, insieme a Lui, del grido che sale dall’umanità. “Siamo battezzati nella morte e risurrezione redentrice di Cristo, nella Pasqua del Signore che segna l’eterna primavera della storia. Siamo allora “gente di primavera”, con uno sguardo sempre pieno di speranza da condividere con tutti perché in Cristo crediamo e sappiamo che la morte e l’odio non sono le ultime parole sull’esistenza umana” (dal messaggio del Santo Padre Francesco per la XCIX Giornata Missionaria Mondiale 2025)".

A guidare la riflessione è stato monsignor Giorgio Bertin, vescovo emerito di Gibuti, vicario di Mogadiscio, presidente Caritas Medio Oriente-Nord Africa e vice presidente della commissione internazionale cattolica per i migranti con base a Ginevra.

Una serata molto toccante e ricca di spunti di riflessione, che ha consentito ai presenti di prendere consapevolezza come ancora oggi operatori di Pace e missionari mettano la loro vita a repentaglio per testimoniare il loro Credo e portare speranza a popolazioni afflitte da fame e guerra.
























