Scuola, musica, scrittura poi d'improvviso la SLA. Un libro dal "letto 41" di Corrado Martorana

Il primo segnale che qualcosa non andava era arrivato poco più di due anni e mezzo fa quando, tornando dal mare con la moglie, non era riuscito a posizionare le valigie sulla rastrelliera del treno.
Mancava la forza e quella che c'era non era sufficiente per sollevare un peso in maniera stabile.
Poi con il passare dei giorni crampi e intorpidimento agli arti erano diventati sempre più frequenti e intensi. Fino alla caduta, banale, a scuola. Che è risultata tutt'altro che banale.
Gli accertamenti fatti hanno presto sentenziato senza possibilità di interpretazione: SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica).
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Corrado con la moglie Francesca

Per Corrado Martorana, classe 1967, di Varese la vita che fino a quel giorno aveva viaggiato come un treno (come quello su cui si era manifestato il primo segnale della malattia) tra lavoro, famiglia e hobby, ha un brusco arresto.
Maestro elementare, Corrado aveva sentito parlare di ALS (Sla in inglese) e l'aveva sperimentata indirettamente perchè ai mariti di due colleghe era toccata la stessa sorte.
E la prima esternazione quando ha letto la diagnosi è stata un “accidente” decisamente colorito.
Sposato con Francesca, padre di tre figli, nonno di 2 nipoti e zio/prozio di 18 ragazzi, dopo un primo ricovero alla Maugeri di Milano, ora risiede a Villa dei Cedri di Merate nel reparto di eccellenza SLA che da anni offre sostegno e sollievo ai pazienti e alle loro famiglie.
Musicista (suonava la chitarra e il pianoforte), produttore, creatore di animazioni, insomma un'indole sempre in movimento e vulcanica di idee, ha dovuto lasciare tutto perchè il decorso, a volte lento altre più veloce, ma comunque inesorabile della malattia, gli ha impedito l'utilizzo degli arti e la loro coordinazione.
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Una passione, però, Corrado la sta portando avanti: la scrittura. E' già autore di diversi libri: “Pensare e produrre il multimediale a scuola” (dedicato agli insegnanti), “Altopiano misterioso”, “The precedent life” (racconti scritti nel corso del tempo) e infine “"The Grief Journey" scritto con la figlia e che parla del processo di elaborazione del lutto.
Dotato di un grande spirito di umorismo, che se non fosse salvifico metterebbe la pelle d'oca, ha deciso di “ammazzare il tempo prima che sia lui ad ammazzare me” e si è messo a scrivere un altro libro.
Si intitola “Letto 41. ALS tales”.
Il letto 41 è stato il suo primo giaciglio dal momento della “s-partenza” alla clinica Maugeri.
Poesie, racconti, immagini in uno stile noir, “come è il mio umore” non manca di specificare Corrado utilizzando il comunicatore oculare, condensati in 189 pagine e acquistabile su amazon (CLICCA QUI).
E' dedicato alla famiglia, a chi combatte ogni giorno, a chi cura e a chi cerca la cura.
E' un libro tutto da assorbire dove il dolore e la rabbia per un corpo intrappolato (“quello che mi manca di più è poter suonare”) si mescolano a uno spirito libero e indomito che cerca con l'umorismo, saggezza, passione di trovare comunque ogni giorno un perchè per andare avanti e apprezzare la vita.
“Sono un animista e questo mi aiuta perchè in fondo la morta è un cambio di forma” conclude Corrado prima di ammettere che non si fermerà e il prossimo libro è già in cantiere e sarà un libro per bambini. La speranza del domani.
S.V.
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