Il referendum ci riguarda innanzitutto come cittadini
Al di là dei suoi tecnicismi e varie annesse argomentazioni, peraltro non sempre a tutti ben comprensibili, questo importantissimo Referendum sulla Magistratura richiederebbe, penso non solo a mio parere, valutazioni di saggezza popolare ponendosi alcune domande.
La prima e più importante: Perché da decenni si vogliono introdurre modifiche che a vario titolo complicano e depotenziano il lavoro della Magistratura?
Fioccano gli esempi anche per il cittadino meno attento: dalla pluriennale richiesta di separare le carriere e le funzioni dei magistrati, oggetto anche di questo referendum; ai tentativi anche recenti di depotenziare le intercettazioni; all'abolizione dell'abuso d'ufficio; alle limitazioni della cosiddetta “Legge spazzacorrotti”; alla “Gerarchizzazione degli Uffici” (i Capi possono avocare a sé le inchieste); alla riduzione dei termini della prescrizione; alla cosiddetta “Improcedibilità” introdotta dalla legge Cartabia che azzera per scadenza dei termini l'intero percorso giudiziario alla faccia delle vittime; alla recentissima riforma della Corte dei conti che introduce significativi limiti alla responsabilità amministrativa ... e chi più ne ha più ne metta!
Tutto questo a fronte di una cronica sotto dotazione di organici ed altrettanto esigua destinazione di risorse finalizzate al vasto mondo della Giustizia. Elementi strutturali, come anche una perlomeno stentata informatizzazione degli uffici, che contribuiscono, come tutti sanno, al vero “vulnus” della Giustizia Italiana e cioè quello dell'eccessiva durata del percorso processuale.
Quindi il primo e sostanziale dubbio è: a chi giova questo ulteriore tentativo di condizionare la Magistratura da parte della Politica?
Ovviamente per questo referendum voluto dall'attuale Governo sono varie le contro argomentazioni alla tesi che vorrebbero attribuire una funzione salvifica alle modifiche costituzionali introdotte (qui alcuni miei precedenti scritti https://www.casateonline.it/notizie/153430/la-separazione-delle-carriere-quot-a-rovescio-quot, https://www.casateonline.it/notizie/153658/oggiono-interessante-dibattito-sul-referendum, https://www.merateonline.it/notizie/154396/nbsp-a-lupi-e-sisto-chiederei)
ma quello che occorre tener ben presente è che questa battaglia referendaria riguarda direttamente noi Cittadini , più che i magistrati, perché è in gioco un diritto fondamentale e cioè quello dell'uguaglianza di tutti di fronte alla Legge.
Infatti l'indipendenza della Magistratura è il vero baluardo per il Cittadino comune rispetto alle sempre possibili prepotenze della Politica e soprattutto del Potere Esecutivo che quasi fisiologicamente è tentato dall'allargare la propria sfera di potere e di impunità inficiando così l'uguaglianza di ognuno di fronte alla Legge. Come pure l'autonomia della Magistratura è posta a garanzia della tutela dei diritti dei più deboli rispetto ai più forti costituendo così l'altro pilastro di una convivenza Civile degna di tale nome.
A comprova basterebbe solo ricordare alcuni significativi esempi del presidio di legalità svolto anche di recente dalla Magistratura come ben evidenziato da uno scritto di “Sillabe Resistenti” posto sulla vetrina dell'ANPI di Oggiono che ho letto passando: le inchieste dei laboratori tessili dei grandi marchi della moda con spesso condizioni di sfruttamento; lo stesso dicasi per il settore della distribuzione nel quale impera un esecrabile sistema di caporalato digitale che riduce i lavoratori ad appendice delle merci che producono o trasportano; le inchieste sulle “disinvolte” interpretazioni delle norme edilizie a Milano. E si potrebbe ben continuare con altrettanti esempi che da tempo sono sotto gli occhi di tutti e che dimostrano come la Magistratura, anche se soggetta pure lei a umane imperfezioni, rappresenta una garanzia per chi non ha voce e occupa i gradini più bassi della scala sociale.
Sono queste le cose che ogni Cittadino dovrebbe tener ben presente di fronte a quello che la stessa Premier cerca invece di rappresentare come una serie di solo presunti arbitri negativi operati da magistrati , pescando strumentalmente nei fatti di cronaca nera e facendo leva sulla pancia dei destinatari.
Quindi più che una questione di destra o sinistra, che pure ha la sua rilevanza, opporsi a questo ulteriore tentativo di alterare l'equilibrio dei Poteri posto a garanzia di una Democrazia effettiva andrebbe ben tenuto presente da tutti.
Del resto il volto di una relatrice per il SI' ad una mia domanda “in camera caritatis”circa il dubbio se, pur lei in buona fede, non percepisse il rischio di essere strumentalizzata, era già una risposta.
Certo il vasto mondo della Giustizia è sicuramente da migliorare ma non inficiandone i fondamenti posti a tutela specie dei più deboli.
La prima e più importante: Perché da decenni si vogliono introdurre modifiche che a vario titolo complicano e depotenziano il lavoro della Magistratura?
Fioccano gli esempi anche per il cittadino meno attento: dalla pluriennale richiesta di separare le carriere e le funzioni dei magistrati, oggetto anche di questo referendum; ai tentativi anche recenti di depotenziare le intercettazioni; all'abolizione dell'abuso d'ufficio; alle limitazioni della cosiddetta “Legge spazzacorrotti”; alla “Gerarchizzazione degli Uffici” (i Capi possono avocare a sé le inchieste); alla riduzione dei termini della prescrizione; alla cosiddetta “Improcedibilità” introdotta dalla legge Cartabia che azzera per scadenza dei termini l'intero percorso giudiziario alla faccia delle vittime; alla recentissima riforma della Corte dei conti che introduce significativi limiti alla responsabilità amministrativa ... e chi più ne ha più ne metta!
Tutto questo a fronte di una cronica sotto dotazione di organici ed altrettanto esigua destinazione di risorse finalizzate al vasto mondo della Giustizia. Elementi strutturali, come anche una perlomeno stentata informatizzazione degli uffici, che contribuiscono, come tutti sanno, al vero “vulnus” della Giustizia Italiana e cioè quello dell'eccessiva durata del percorso processuale.
Quindi il primo e sostanziale dubbio è: a chi giova questo ulteriore tentativo di condizionare la Magistratura da parte della Politica?
Ovviamente per questo referendum voluto dall'attuale Governo sono varie le contro argomentazioni alla tesi che vorrebbero attribuire una funzione salvifica alle modifiche costituzionali introdotte (qui alcuni miei precedenti scritti https://www.casateonline.it/notizie/153430/la-separazione-delle-carriere-quot-a-rovescio-quot, https://www.casateonline.it/notizie/153658/oggiono-interessante-dibattito-sul-referendum, https://www.merateonline.it/notizie/154396/nbsp-a-lupi-e-sisto-chiederei)
ma quello che occorre tener ben presente è che questa battaglia referendaria riguarda direttamente noi Cittadini , più che i magistrati, perché è in gioco un diritto fondamentale e cioè quello dell'uguaglianza di tutti di fronte alla Legge.
Infatti l'indipendenza della Magistratura è il vero baluardo per il Cittadino comune rispetto alle sempre possibili prepotenze della Politica e soprattutto del Potere Esecutivo che quasi fisiologicamente è tentato dall'allargare la propria sfera di potere e di impunità inficiando così l'uguaglianza di ognuno di fronte alla Legge. Come pure l'autonomia della Magistratura è posta a garanzia della tutela dei diritti dei più deboli rispetto ai più forti costituendo così l'altro pilastro di una convivenza Civile degna di tale nome.
A comprova basterebbe solo ricordare alcuni significativi esempi del presidio di legalità svolto anche di recente dalla Magistratura come ben evidenziato da uno scritto di “Sillabe Resistenti” posto sulla vetrina dell'ANPI di Oggiono che ho letto passando: le inchieste dei laboratori tessili dei grandi marchi della moda con spesso condizioni di sfruttamento; lo stesso dicasi per il settore della distribuzione nel quale impera un esecrabile sistema di caporalato digitale che riduce i lavoratori ad appendice delle merci che producono o trasportano; le inchieste sulle “disinvolte” interpretazioni delle norme edilizie a Milano. E si potrebbe ben continuare con altrettanti esempi che da tempo sono sotto gli occhi di tutti e che dimostrano come la Magistratura, anche se soggetta pure lei a umane imperfezioni, rappresenta una garanzia per chi non ha voce e occupa i gradini più bassi della scala sociale.
Sono queste le cose che ogni Cittadino dovrebbe tener ben presente di fronte a quello che la stessa Premier cerca invece di rappresentare come una serie di solo presunti arbitri negativi operati da magistrati , pescando strumentalmente nei fatti di cronaca nera e facendo leva sulla pancia dei destinatari.
Quindi più che una questione di destra o sinistra, che pure ha la sua rilevanza, opporsi a questo ulteriore tentativo di alterare l'equilibrio dei Poteri posto a garanzia di una Democrazia effettiva andrebbe ben tenuto presente da tutti.
Del resto il volto di una relatrice per il SI' ad una mia domanda “in camera caritatis”circa il dubbio se, pur lei in buona fede, non percepisse il rischio di essere strumentalizzata, era già una risposta.
Certo il vasto mondo della Giustizia è sicuramente da migliorare ma non inficiandone i fondamenti posti a tutela specie dei più deboli.
Germano Bosisio

























