Monastero della Bernaga: gli interventi e la raccolta fondi
Lo stato del monastero della Bernaga, dopo i lavori di pulizia, raccolta e smaltimento dei rifiuti, a seguito del disastroso incendio dell'11 ottobre 2025 è stato presentato durante la conferenza stampa di giovedì 19 marzo, condotta da Paolo dell'Oro della Fondazione Comunitaria del Lecchese.


Un intervento iniziato il 24 novembre e terminato il 3 marzo, che in 412 ore ha sgomberato la struttura da tutte le macerie e detriti grazie al grande impegno della Polizia Locale, dei Vigili del Fuoco, dei volontari del monastero e della Protezione Civile di La Valletta, che si sono oltretutto occupati della tutela delle opere d'arte e dei suppellettili. “L'attività è stata sia di sicurezza nei confronti della popolazione sia di sgombero del monastero e di tutela del suo patrimonio, un'esperienza non solo fisica ma umana per i volontari” ha commentato Giacomo Carmagnani della Protezione Civile.


Un lavoro reso possibile grazie al contributo di cinque aziende del territorio, Il trasporto Spa, Scavi Villa, Noveusato.com, Del Curto e Stamp Edil Srl che hanno prestato gratuitamente la loro opera, quantificata ad un totale di 123.065 euro e dei tecnici che hanno predisposto la documentazione necessaria: l'ingegnere Gianluigi Merone dello studio tecnico di Barzanò, l'architetto Marco Fumagalli da Santa Maria Hoè e il geometra Massimo Pirola di Colle Brianza, che hanno fornito gratuitamente la loro prestazione dal valore di 86.278 euro.


Contestualmente ai lavori, il 15 ottobre è stata avviata la raccolta fondi proposta dal comune di La Valletta, la Comunità Pastorale Sant'Antonio Abate, il Fondo di Comunità La Valletta Brianza e la Fondazione Comunitaria del Lecchese, che ad oggi ammonta a 368.365 euro grazie a 566 donazioni, che sommati ai 400 mila euro messi a disposizione dal comune di La Valletta danno un totale di 768.356 euro da investire per i lavori di messa in sicurezza, salvataggio dell'edificio, restauro di ciò che non è andato perduto e sostegno delle monache romite.
Il sindaco di La Valletta Marco Panzeri ha chiarito che già la scorsa settimana i tecnici hanno presentato ai tre enti competenti – Sovraintendenza, Parco del Curone e Comune – tutte le richieste di autorizzazione necessarie per far partire i lavori di messa in sicurezza, che potrebbero iniziare già nel mese di aprile, con il ripristino, entro la fine di maggio, della viabilità al Lissolo, sulla strada prossima al monastero ad oggi chiusa al traffico. Un progetto che ha il prospetto di un anno di realizzazione, un primo intervento importante che sarà soggetto ad ulteriori migliorie e studi negli anni successivi.


La combustione e crollo totale della copertura di legno, il cedimento dei solai in legno con crollo di elementi strutturali e danneggiamenti estesi alle murature del primo piano del monastero hanno portato all'elaborazione, da parte dell'ingegnere Gianluigi Meroni, di un piano con tre obbiettivi principali: la protezione dell'edificio dagli agenti atmosferici, il sostegno strutturale alle murature e interventi futuri di consolidamento strutturale e di restauro. “Verrà montato un ponteggio per permettere la creazione di una copertura in capriate reticolari in acciaio rivestite di un manto di lamiera grecata che fungerà da tetto provvisorio” ha specificato Meroni, “si procederà poi a una stabilizzazione di colonne e murature per evitare ribaltamenti e collassi”.


Un grande grazie per la vicinanza e la prontezza di intervento a seguito dell'incendio è stato manifestato, con un po' di commozione, da suor Maria Alessandra, madre superiora delle romite. “San Paolo VI diceva dei monasteri, che se fedeli alla loro vocazione diventano con le pareti di cristallo. Attraverso ciò che è accaduto le pareti del nostro monastero si sono rivelate tali anche ad occhi che forse prima non ci avevano fatto caso. A noi monache sono apparse trasparenti le pareti del cuore di tante persone che hanno rivelato una comprensione profonda nella nostra missione, nella chiesa e nel nostro voto. La carità è il veicolo della perfezione, solo per essa si può portare a compimento duraturo qualsiasi cosa, per questo motivo ringrazio tutti, in particolare il Sindaco per la sua attività di coordinamento volta al recupero di una struttura che per i monaci rappresenta una scelta definitiva stabile e per il rispetto della nostra realtà e le nostre esigenze”.


Anche don Raffaele Lazzara ha espresso gratitudine per tutti coloro che sono intervenuti e per la cittadinanza che ha rappresentato un fiume di generosità. Mauro Brivio, presidente del Fondo di Comunità della Valletta, l'ente che maggiormente ha spinto verso la raccolta fondi, ha ricordato, insieme a Maria Grazia Nasazzi, presidente della Fondazione Comunitaria Lecchese, la possibilità di continuare a donare alla raccolta fondi, che come dice il suo nome “Una memoria da custodire” vuole ripristinare un punto di riferimento storico e religioso per il territorio.


A seguito della conferenza stampa i presenti, dotati di elmetto protettivo, hanno potuto visitare il monastero, per ammirare i grandi progressi ottenuti fino ad oggi in vista dei prossimi lavori che daranno ufficialmente il via al recupero dell'edificio.
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Mauro Brivio, don Raffaele Lazzara suor Maria Alessandra, Maria Grazia Nasazzi e il sindaco Marco Panzeri

Un intervento iniziato il 24 novembre e terminato il 3 marzo, che in 412 ore ha sgomberato la struttura da tutte le macerie e detriti grazie al grande impegno della Polizia Locale, dei Vigili del Fuoco, dei volontari del monastero e della Protezione Civile di La Valletta, che si sono oltretutto occupati della tutela delle opere d'arte e dei suppellettili. “L'attività è stata sia di sicurezza nei confronti della popolazione sia di sgombero del monastero e di tutela del suo patrimonio, un'esperienza non solo fisica ma umana per i volontari” ha commentato Giacomo Carmagnani della Protezione Civile.

Giacomo Carmagnani

Un lavoro reso possibile grazie al contributo di cinque aziende del territorio, Il trasporto Spa, Scavi Villa, Noveusato.com, Del Curto e Stamp Edil Srl che hanno prestato gratuitamente la loro opera, quantificata ad un totale di 123.065 euro e dei tecnici che hanno predisposto la documentazione necessaria: l'ingegnere Gianluigi Merone dello studio tecnico di Barzanò, l'architetto Marco Fumagalli da Santa Maria Hoè e il geometra Massimo Pirola di Colle Brianza, che hanno fornito gratuitamente la loro prestazione dal valore di 86.278 euro.


Il sindaco di La Valletta Marco Panzeri
Contestualmente ai lavori, il 15 ottobre è stata avviata la raccolta fondi proposta dal comune di La Valletta, la Comunità Pastorale Sant'Antonio Abate, il Fondo di Comunità La Valletta Brianza e la Fondazione Comunitaria del Lecchese, che ad oggi ammonta a 368.365 euro grazie a 566 donazioni, che sommati ai 400 mila euro messi a disposizione dal comune di La Valletta danno un totale di 768.356 euro da investire per i lavori di messa in sicurezza, salvataggio dell'edificio, restauro di ciò che non è andato perduto e sostegno delle monache romite.
Il sindaco di La Valletta Marco Panzeri ha chiarito che già la scorsa settimana i tecnici hanno presentato ai tre enti competenti – Sovraintendenza, Parco del Curone e Comune – tutte le richieste di autorizzazione necessarie per far partire i lavori di messa in sicurezza, che potrebbero iniziare già nel mese di aprile, con il ripristino, entro la fine di maggio, della viabilità al Lissolo, sulla strada prossima al monastero ad oggi chiusa al traffico. Un progetto che ha il prospetto di un anno di realizzazione, un primo intervento importante che sarà soggetto ad ulteriori migliorie e studi negli anni successivi.


La combustione e crollo totale della copertura di legno, il cedimento dei solai in legno con crollo di elementi strutturali e danneggiamenti estesi alle murature del primo piano del monastero hanno portato all'elaborazione, da parte dell'ingegnere Gianluigi Meroni, di un piano con tre obbiettivi principali: la protezione dell'edificio dagli agenti atmosferici, il sostegno strutturale alle murature e interventi futuri di consolidamento strutturale e di restauro. “Verrà montato un ponteggio per permettere la creazione di una copertura in capriate reticolari in acciaio rivestite di un manto di lamiera grecata che fungerà da tetto provvisorio” ha specificato Meroni, “si procederà poi a una stabilizzazione di colonne e murature per evitare ribaltamenti e collassi”.

Suor Maria Alessandra

Un grande grazie per la vicinanza e la prontezza di intervento a seguito dell'incendio è stato manifestato, con un po' di commozione, da suor Maria Alessandra, madre superiora delle romite. “San Paolo VI diceva dei monasteri, che se fedeli alla loro vocazione diventano con le pareti di cristallo. Attraverso ciò che è accaduto le pareti del nostro monastero si sono rivelate tali anche ad occhi che forse prima non ci avevano fatto caso. A noi monache sono apparse trasparenti le pareti del cuore di tante persone che hanno rivelato una comprensione profonda nella nostra missione, nella chiesa e nel nostro voto. La carità è il veicolo della perfezione, solo per essa si può portare a compimento duraturo qualsiasi cosa, per questo motivo ringrazio tutti, in particolare il Sindaco per la sua attività di coordinamento volta al recupero di una struttura che per i monaci rappresenta una scelta definitiva stabile e per il rispetto della nostra realtà e le nostre esigenze”.


Anche don Raffaele Lazzara ha espresso gratitudine per tutti coloro che sono intervenuti e per la cittadinanza che ha rappresentato un fiume di generosità. Mauro Brivio, presidente del Fondo di Comunità della Valletta, l'ente che maggiormente ha spinto verso la raccolta fondi, ha ricordato, insieme a Maria Grazia Nasazzi, presidente della Fondazione Comunitaria Lecchese, la possibilità di continuare a donare alla raccolta fondi, che come dice il suo nome “Una memoria da custodire” vuole ripristinare un punto di riferimento storico e religioso per il territorio.


A seguito della conferenza stampa i presenti, dotati di elmetto protettivo, hanno potuto visitare il monastero, per ammirare i grandi progressi ottenuti fino ad oggi in vista dei prossimi lavori che daranno ufficialmente il via al recupero dell'edificio.
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I.Bi.

























