Calco: viabilità e urbanistica al centro del primo incontro  elettorale della lista Progetto

La campagna elettorale a Calco si è aperta ufficialmente nella serata di giovedì 12 marzo quando, presso la sala civica del polo culturale di Arlate, decine di cittadini si sono radunati per prendere parte alla prima delle quattro serate organizzate dalla lista dell’attuale sindaco Stefano Motta: “Progetto Calco”. Presenti all’evento – a tema urbanistica, viabilità e ambiente – oltre al primo cittadino, gli assessori Roberta Brambilla, Maria Suraci, Pietro Pozzoni e Ilaria Ravasi, e il capogruppo Stefano Riva. Insieme a loro moltissimi sostenitori della lista e semplici residenti interessati a farsi un’idea in visita delle elezioni che si terranno il prossimo 24 e 25 maggio. 
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Nel corso della serata condotta da Motta non è stato svelato il nome del nuovo candidato, ma al termine dell’incontro il sindaco ha fatto sapere di non aver ancora sciolto la propria riserva. “Devo risolvere delle questioni in famiglia. Se le cose vanno per il meglio, darò la mia disponibilità, altrimenti avremo altri candidati”. Inoltre è stato reso noto che dell’attuale gruppo di maggioranza, solo il 50% circa ha dato la propria disponibilità a rimettersi in gioco. Come ricordato, la presentazione delle liste candidate dovrà avvenire 30 giorni prima delle elezioni, dunque entro il 24 aprile si avrà un’idea precisa rispetto a chi concorrerà per la guida del paese. 
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Quanto alla serata, Motta, giunto ormai al termine del suo quarto mandato come sindaco – due volte a Brivio e due volte a Calco – ha voluto affrontare il confronto con i cittadini in un modo differente dal solito, non parlando solo di quali siano i progetti futuri, ma mettendo a fuoco soprattutto quale sia la situazione attuale del paese. “Siamo abituati a vedere la campagna elettorale come un momento di contrasto tra gruppi, può però diventare occasione utile per approfondire temi e fare un momento di esame di autocoscienza collettiva” ha esordito, ricordando che il suo gruppo amministra Calco ininterrottamente ormai dal 2015.
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“È un momento significativo per noi amministratori perché nonostante si cerchi di non fare del Comune un luogo chiuso, ma aperto al confronto con tutti, ci si trova abbastanza soli ad amministrare. Ci sono luoghi come le commissioni comunali che consentono il confronto, ma ormai oggi è stato tutto trasferito sui social” ha proseguito, parlando anche di come sia cambiato il modo di amministrare dal 2001 – quando si era insediato per la prima volta a Brivio – ad oggi. “È diventato più difficoltoso se mancano due condizioni: il gruppo e i dipendenti comunali”. E collegandosi a questo tema il sindaco ha parlato di quelli che per lui sono i due problemi fondamentali del paese: il numero di dipendenti comunali e l’urbanistica. 
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“Non serve come scusante” spiegando però che lavorare con meno 16 dipendenti quando in un Comune ne servirebbero 30, risulta difficoltoso. Il problema si deve a ragioni normative. “Si prende il riferimento di un triennio e il Ministero stabilisce quel numero. A Calco si è cristallizzato il numero di 16 dipendenti, ma governare con questo numero, quando Comuni come Brivio ne hanno 24, è un problema”. Il tema della serata però è stato il secondo problema esposto: l’urbanistica. “È una questione che viene dal passato. Non è solo un problema morfologico dato dal fatto che abbiamo una collina di mezzo che rende complicato gestire il paese” ha detto, illustrando come il numero di abitanti sia passato da 4.000 circa nel 2001 a 5.200 nel 2011. “Il numero è cresciuto troppo in fretta e non c'è stata sufficiente programmazione urbanistica. È stata una crescita forte e sregolata che non ha avuto eguali in provincia”. Motta non ha esitato a definire la gestione urbanistica passata come “scellerata”, puntando il dito contro le scelte di ex primi cittadini.
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Secondo il sindaco in anni che vanno dall’85 al ’95 circa sono stati approvati piani di lottizzazione importanti per il paese, ma con oneri di urbanizzazione che erano i meno cari della provincia. Per questo motivo il paese è diventato una meta ambita per i costruttori. “Se le amministrazioni all’epoca avessero fatto pagare gli oneri in vigore negli altri paesi, Calco avrebbe le strade lastricate d’oro” ha proseguito, facendo notare che molto spesso dunque, a seguito di costruzioni, non sono state previste opere a servizio della collettività, come marciapiedi, sottoservizi, illuminazione, rotonde. Tra i PL menzionati, Saint Germain Laprade, Calco Alta, e qualche porzione di Arlate. 
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“Tutte le amministrazioni che si sono succedute si sono trovate a gestire problemi. Certe scelte però sono irreversibili. C'è qualcuno che non ha ancora i servizi allacciati dopo 30 anni e quello che più mi dà fastidio è chi ha approvato i PL anni fa e adesso si lamenta per la mancanza di marciapiedi” ha proseguito Motta, con una non molto velata critica all’ex sindaco Giuseppe Magni, che recentemente era tornato a chiedere il marciapiede per via Privata Calchi. 
Ma come ha cercato di gestire questo problema l’amministrazione in carica? Motta ha riproposto in breve una presentazione del nuovo Piano di Governo del Territorio, spiegando le scelte che sono state prese insieme ai tecnici. La presentazione era avvenuta lo scorso luglio in municipio e Motta ne ha ripercorso i punti salienti. La sintesi? Mantenere l’equilibrio. “Per il futuro ci siamo immaginati un paese che non cresca, ma che neanche diminuisca” ha proseguito, parlando dell’interesse per la tutela delle aree paesaggistiche e l’attenzione che è stata posta ai vincoli sovraccomunali. 
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Passando al tema della viabilità, il sindaco ha inevitabilmente parlato del traffico di Largo Pomeo, il centro di Calco in cui si intersecano la Como - Bergamo e la Milano - Lecco. “Passano 25 mila mezzi al giorno. Il traffico è molto, ma abbiamo cercato di alleggerirlo” ha detto citando la corsia di immissione di via Trento e la bretella di collegamento. Le cose da fare sono ancora molte secondo Motta, ma ci sono delle priorità, come l’accesso della località Boffalora, la rotonda alla curva dello sport e il marciapiede su via Ghislanzioni, per cui è già stato dato incarico di redarre il progetto. A questo si aggiungono delle migliorie attuabili in via Roma, l’illuminazione di via Papa Giovanni XXIII° e altro ancora. “Vogliamo sentire anche voi” ha sollecitato il pubblico. “Serve rispetto delle competenze però, perché da leoni da tastiera si è tutti bravi a parlare”. 
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Parlando di ciò che è stato fatto, invece, Motta ha menzionato la riduzione degli allagamenti in paese grazie agli interventi in via Trieste e in via Rabolini. “C’è ancora una parte di Arlate in cui intervenire, vicino al cimitero. Ma lì servirà un laghetto di laminazione”. Quanto all’Ambiente, il sindaco ha citato l’ammodernamento della piazzola ecologica, il miglioramento dei risultati di raccolta dei rifiuti e i relativi premi ottenuti da Silea, l’organizzazione di giornate Plasticfree e l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle scuole, oltre all’intervento di relamping in tutti gli edifici comunali e la costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile. Secondo Motta rimarrebbe da fare la separazione delle acqua tra Largo Pomeo e via San Carlo, definendo questo come un intervento prioritario. A seguire, il rifacimento dell’impianto di riscaldamento al palazzetto dello sport, che risale al 2007. 
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Non è mancata un breve commento anche al tratto della SS342 dove poche settimane fa hanno perso la vita Mirco Formenti e Francesco Bonfanti in un tragico incidente. “Cercherò di essere il più delicato possibile. Se c'è una strada formata da due corsie separate da doppia striscia continua e c'è un veicolo che invade un’altra corsia, il problema non è la strada” ha detto il sindaco, spiegando tuttavia che non sono mancati i tentativi di dialogo con Anas per cercare di intervenire sulla strada. “Anas non ne vuole sentire di apportare modifiche. Abbiamo chiesto la possibilità di installare un portale lungo la strada su cui installare telecamere per poter sanzionare. Ci è stato detto che se paga il Comune si può fare, quindi abbiamo chiesto un preventivo. Solo per il materiale servono 50.000 euro. Ci stiamo ragionando”. 
La serata si è conclusa con alcune domande poste dal pubblico, tra cui quella del consigliere di minoranza di Olgiate Molgora Pierantonio Galbusera, che ha chiesto aggiornamenti proprio in merito al tema della SS342. Altri cittadini della frazione Arlate hanno chiesto invece un marciapiede raso da via dei Pini a via Mulini e la già citata illuminazione in via Papa Giovanni XXIII°. 
A tutti è stato dato appuntamento al prossimo 26 marzo, quando si parlerà di Servizi alla Persona.
E.Ma.
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