La Valletta: mostra di foto di Maria Luisa Lamanna
In occasione della Giornata internazionale della donna, il Comune di La Valletta Brianza ha inaugurato la mostra fotografica “Al netto della neve” di Maria Luisa Lamanna, vincitrice del concorso Stepping Stone-Memorial Marisa Contardi e finalista nella sezione Fotografia al Premio Internazionale di Letteratura Città di Como (V edizione).
Un viaggio introspettivo e poetico nell'universo femminile, che sarà visitabile dal 10 al 14 marzo negli orari di apertura della biblioteca comunale.

A offrire una chiave di lettura è stato Carlo Orsi, architetto appassionato di estetica e socio del Circolo Fotografico di Como, che ha accompagnato il pubblico in una riflessione sul senso profondo dell’arte. «Già nel IV secolo Platone e Aristotele avviarono importanti riflessioni sul significato del bello e dell’arte», ha ricordato Orsi. «Più tardi Plotino, nel III secolo d.c, elaborò un’idea destinata a influenzare il pensiero fino ad oggi: l’arte ha il pregio di farci vedere l’invisibile». E’ proprio in questa dimensione che si colloca lo sguardo di Lamanna.
«L’osservatore è chiamato ad andare oltre la forma esteriore dell’opera per coglierne il significato più profondo: se ci si ferma alla superficie, l’opera rimane semplice decorazione. E’ invece lo sguardo di chi osserva a completare il senso» ha concluso l’esperto.

Il percorso espositivo dialoga idealmente con la canzone di Paul Simon “The sound of silence”. Il suono del silenzio diventa qui una metafora potente: «Mi sono rivolta al suono del silenzio femminile troppo spesso ignorato, inascoltato, oppresso. Ho voluto invece esaltarlo, celebrarlo nella sua pienezza» ha spiegato l’artista.
Il titolo della mostra, Al netto della neve, non rimanda direttamente a un elemento reale presente negli scatti, ma invita piuttosto a interrogarsi su ciò che Lamanna ha voluto rendere visibile oltre la superficie. Il concetto cardine dell’intero progetto è infatti l’ascolto: solo ascoltando davvero si può vedere, perché vedere non significa semplicemente guardare, ma entrare nell’anima delle persone, delle cose e dei luoghi.

«Molti degli scatti sono stati realizzati a Palermo, città multietnica in cui la presenza femminile emerge con forza tra volti, strade e luoghi della quotidianità». Tra le immagini più rappresentative, quella di una bambina fotografata nel mercato della Vucciria: gli occhi chiusi, il corpo raccolto su se stesso, come in un momento di silenziosa introspezione. Un attimo colto dall’artista con la delicatezza di chi sa fermarsi ad ascoltare. Accanto a questa immagine, emergono altri simboli: la statua di Santa Rosalia, figura profondamente legata alla storia di Palermo, celebrata ogni anno per aver salvato la città dalla peste, ma anche murales e dettagli urbani, come le mani incatenate e le bambole gettate a terra, immagini che evocano temi di libertà, fragilità e denuncia sociale.
All’inaugurazione erano presenti il sindaco Marco Panzeri, il vicesindaco Peter Sironi e l’assessore alla cultura Anna Maria Perego, che ha voluto esprimere un ringraziamento particolare alle donne che animano la biblioteca comunale: «Donne che, con il loro impegno quotidiano, contribuiscono a trasformare la biblioteca in uno spazio vivo, aperto e condiviso».
Un viaggio introspettivo e poetico nell'universo femminile, che sarà visitabile dal 10 al 14 marzo negli orari di apertura della biblioteca comunale.

L'assessore alla cultura Anna Maria Perego e Maria Luisa Lamanna
A offrire una chiave di lettura è stato Carlo Orsi, architetto appassionato di estetica e socio del Circolo Fotografico di Como, che ha accompagnato il pubblico in una riflessione sul senso profondo dell’arte. «Già nel IV secolo Platone e Aristotele avviarono importanti riflessioni sul significato del bello e dell’arte», ha ricordato Orsi. «Più tardi Plotino, nel III secolo d.c, elaborò un’idea destinata a influenzare il pensiero fino ad oggi: l’arte ha il pregio di farci vedere l’invisibile». E’ proprio in questa dimensione che si colloca lo sguardo di Lamanna.
«L’osservatore è chiamato ad andare oltre la forma esteriore dell’opera per coglierne il significato più profondo: se ci si ferma alla superficie, l’opera rimane semplice decorazione. E’ invece lo sguardo di chi osserva a completare il senso» ha concluso l’esperto.

Carlo Orsi
Il percorso espositivo dialoga idealmente con la canzone di Paul Simon “The sound of silence”. Il suono del silenzio diventa qui una metafora potente: «Mi sono rivolta al suono del silenzio femminile troppo spesso ignorato, inascoltato, oppresso. Ho voluto invece esaltarlo, celebrarlo nella sua pienezza» ha spiegato l’artista.
Il titolo della mostra, Al netto della neve, non rimanda direttamente a un elemento reale presente negli scatti, ma invita piuttosto a interrogarsi su ciò che Lamanna ha voluto rendere visibile oltre la superficie. Il concetto cardine dell’intero progetto è infatti l’ascolto: solo ascoltando davvero si può vedere, perché vedere non significa semplicemente guardare, ma entrare nell’anima delle persone, delle cose e dei luoghi.

Maria Luisa Lamanna
«Molti degli scatti sono stati realizzati a Palermo, città multietnica in cui la presenza femminile emerge con forza tra volti, strade e luoghi della quotidianità». Tra le immagini più rappresentative, quella di una bambina fotografata nel mercato della Vucciria: gli occhi chiusi, il corpo raccolto su se stesso, come in un momento di silenziosa introspezione. Un attimo colto dall’artista con la delicatezza di chi sa fermarsi ad ascoltare. Accanto a questa immagine, emergono altri simboli: la statua di Santa Rosalia, figura profondamente legata alla storia di Palermo, celebrata ogni anno per aver salvato la città dalla peste, ma anche murales e dettagli urbani, come le mani incatenate e le bambole gettate a terra, immagini che evocano temi di libertà, fragilità e denuncia sociale.
All’inaugurazione erano presenti il sindaco Marco Panzeri, il vicesindaco Peter Sironi e l’assessore alla cultura Anna Maria Perego, che ha voluto esprimere un ringraziamento particolare alle donne che animano la biblioteca comunale: «Donne che, con il loro impegno quotidiano, contribuiscono a trasformare la biblioteca in uno spazio vivo, aperto e condiviso».
F.Ri.

























