Merate: Messa per suor Carla con l'invito a tutti a imitarla

Sono tre le dimensioni del discepolo: l'elemosina che richiama l'attenzione al fratello, la preghiera che riporta al rapporto con Dio e il digiuno strettamente legato al rapporto con se stessi.
Queste tre caratteristiche sono state incarnate da Suor Carla Zagato, missionaria meratese morta nella notte tra il 13 e il 14 febbraio in Brasile, terra dove ha speso la sua esistenza.
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Per ricordarla la parrocchia aveva indicato la serata di giovedì 5 marzo come momento per una Messa di suffragio. Celebrazione presieduta da don Mauro e da don Emmanuel che, tuttavia, non è stata particolarmente partecipata visto l'esiguo numero di fedeli presenti.
Il prevosto, che l'aveva incontrata lo scorso anno durante la presenza della religiosa a casa per assistere la mamma, ne ha tracciato un ritratto delicato e profondo, lodando il suo spirito e la sua dedizione.
“La vita di Suor Carla è stata tutta improntata alla missione” ha detto nel corso dell'omelia “partita per il Brasile era poi tornata per assistere la mamma ma anche in questo periodo a casa si era spesa per la sua vocazione, dandosi da fare tra i decanati di Merate e Brivio nei gruppi missionari. All'affetto per la mamma malata aveva affiancato la responsabilità di animare i fratelli nella missione. Suor Carla era una donna decisa, serena, pacata, accogliente, con uno sguardo avanti, che sapeva mettere davanti a sé il Regno di Dio e l'attenzione di fratelli”.
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E, concludendo, don Mauro ha rivolto un invito ai suoi parrocchiani.
“Oggi abbiamo bisogno di donne come Suor Carla che sappiano fare della loro vita un dono agli altri, guardando oltre con quell'ansia missionaria che non trova serenità sino a quando non ha arriva dove la vocazione la porta. Oggi le nostre comunità sono spente, senza entusiasmo, ritirate sull'Aventino. La missione chiede di buttarsi, così come ha fatto Suor Carla che era qui tra noi ma con lo sguardo avanti. La missione è fatica e distacco ma anche entusiasmo e gioia”.
S.V.
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