Sui temi sovracomunali Merate non ritrova il ruolo di capofila
Leggere nel comunicato di “Prospettive per Merate – Panzeri sindaco” che Mattia Salvioni dovrebbe verificare i medici inviati dalle cooperative, nella migliore delle reazioni possibili, fa sorridere. Soprattutto se pensiamo che di fronte a una articolata interrogazione dell’allora gruppo di minoranza “Cambia Merate” sulla situazione del San Leopoldo Mandic, Massimo Panzeri, in veste di sindaco, si era fatto preparare le risposte da Paolo Favini che dell’ASST era il direttore generale.
Al lettore attento non saranno sfuggite le lettere tendenziose sull’argomento con in coda le riposte alle quali qui ci rifacciamo.
Ben altro, a nostro parere, le minoranze dovrebbero contestare al Sindaco in carica: l’assenza sui grandi temi sovracomunali. Merate ha da sempre svolto il ruolo di comune capofila del circondario omonimo. Ruolo perso negli anni precedenti a causa della contrapposizione tra il sindaco leghista e la maggior parte dei suoi colleghi di centrosinistra.
Col cambio della guardia a Palazzo Tettamanti ci si poteva aspettare un ritorno della centralità di Merate, che andasse oltre quel vuoto contenitore che si chiama “Brianza Valley”.
Invece Mattia Salvioni non ha ancora assunto una posizione precisa e concreta sul progetto di RFI – in delega dalla Regione – per il nuovo ponte Paderno-Calusco né, tanto meno, ha sprecato una parola sulla prossima chiusura del ponte di Brivio.
In prima linea ci sono solo i quattro comuni di prima fascia, come se il traffico provenisse dal nulla prima di imboccare via Festini. Viene il dubbio che i sindaci di seconda fascia, tra cui Merate, Cernusco, Calco, Olgiate, Brivio, Airuno, Montevecchia, stiano valutando il piatto di ceci. Ossia, qualche contentino promesso da RFI e Regione per tacitarli. Una rotonda, qua, un sottopasso là, qualche marciapiede, un po’ di manutenzione straordinaria. Qualche osso, insomma, per impedire al cane di abbaiare.
Considerato come la visione sovracomunale sia largamente minoritaria rispetto alla cura del proprio orticello c’è da temere che i programmi RFI-Anas-Regione procederanno spediti poi, una volta terminate le opere, quelle definite “compensative” – variante Olgiate/Brivio, peduncolo Scarpone-Cicognola – saranno accantonate, come sempre è accaduto con le promesse regionali (prolungamento tangenziale Est – interramento ex SS36 ecc.).
Sollecitare il Sindaco di Merate a guidare la protesta del territorio proponendo valide alternative dovrebbe essere uno dei temi centrali dell’opposizione che siede a Palazzo Tettamanti.
Viene il dubbio, però, che essendo opposizioni di centrodestra non abbiano troppa voglia – nonostante le evidenze – di scontrarsi con gli omologhi altolocati in Provincia e in Regione.
Quindi tacciono, non sfruttano quest’arma e finiscono per coprirsi di ridicolo accusando il Sindaco di non controllare i medici delle Cooperative. Ma Paola Panzeri e Alfredo Casaletto concordano o concedono solo la propria firma?
Al lettore attento non saranno sfuggite le lettere tendenziose sull’argomento con in coda le riposte alle quali qui ci rifacciamo.
Ben altro, a nostro parere, le minoranze dovrebbero contestare al Sindaco in carica: l’assenza sui grandi temi sovracomunali. Merate ha da sempre svolto il ruolo di comune capofila del circondario omonimo. Ruolo perso negli anni precedenti a causa della contrapposizione tra il sindaco leghista e la maggior parte dei suoi colleghi di centrosinistra.
Col cambio della guardia a Palazzo Tettamanti ci si poteva aspettare un ritorno della centralità di Merate, che andasse oltre quel vuoto contenitore che si chiama “Brianza Valley”.
Invece Mattia Salvioni non ha ancora assunto una posizione precisa e concreta sul progetto di RFI – in delega dalla Regione – per il nuovo ponte Paderno-Calusco né, tanto meno, ha sprecato una parola sulla prossima chiusura del ponte di Brivio.
In prima linea ci sono solo i quattro comuni di prima fascia, come se il traffico provenisse dal nulla prima di imboccare via Festini. Viene il dubbio che i sindaci di seconda fascia, tra cui Merate, Cernusco, Calco, Olgiate, Brivio, Airuno, Montevecchia, stiano valutando il piatto di ceci. Ossia, qualche contentino promesso da RFI e Regione per tacitarli. Una rotonda, qua, un sottopasso là, qualche marciapiede, un po’ di manutenzione straordinaria. Qualche osso, insomma, per impedire al cane di abbaiare.
Considerato come la visione sovracomunale sia largamente minoritaria rispetto alla cura del proprio orticello c’è da temere che i programmi RFI-Anas-Regione procederanno spediti poi, una volta terminate le opere, quelle definite “compensative” – variante Olgiate/Brivio, peduncolo Scarpone-Cicognola – saranno accantonate, come sempre è accaduto con le promesse regionali (prolungamento tangenziale Est – interramento ex SS36 ecc.).
Sollecitare il Sindaco di Merate a guidare la protesta del territorio proponendo valide alternative dovrebbe essere uno dei temi centrali dell’opposizione che siede a Palazzo Tettamanti.
Viene il dubbio, però, che essendo opposizioni di centrodestra non abbiano troppa voglia – nonostante le evidenze – di scontrarsi con gli omologhi altolocati in Provincia e in Regione.
Quindi tacciono, non sfruttano quest’arma e finiscono per coprirsi di ridicolo accusando il Sindaco di non controllare i medici delle Cooperative. Ma Paola Panzeri e Alfredo Casaletto concordano o concedono solo la propria firma?
Claudio Brambilla

























