"Prospettive": sull’ospedale Salvioni verifichi la sostanza
In merito alla sospensione del medico di cooperativa in servizio presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Mandic di Merate, come gruppo di minoranza riteniamo doveroso che il Consiglio Comunale venga messo pienamente a conoscenza delle dinamiche che hanno portato a questo provvedimento. Non basta prendere atto dell’accaduto: servono chiarezza, trasparenza e responsabilità politica. Per questo auspichiamo che il Sindaco relazioni al più presto, in modo puntuale, l'Aula.
Questo episodio non è un fatto isolato, ma l’ennesimo segnale di un sistema che da tempo mostra criticità evidenti. Il ricorso strutturale ai cosiddetti “gettonisti” non può più essere considerato una soluzione emergenziale: è diventato un modello ordinario che espone il servizio a fragilità organizzative e rischi sulla continuità assistenziale. Anche l’Assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha recentemente richiamato la necessità di superare questo meccanismo. Tuttavia, alle dichiarazioni devono seguire atti concreti e tempistiche certe, che ad oggi non vediamo, perlomeno a Merate.
Parlare di ricostruire un pool stabile di medici e infermieri dipendenti è condivisibile, ma occorre spiegare come e quando questo obiettivo sarà realmente perseguito. Senza un piano chiaro di assunzioni, incentivi e valorizzazione professionale, non vorremmo che resti solo un auspicio.
In previsione dei lavori di ampliamento del Pronto Soccorso già programmati, investire sulle strutture senza garantire stabilità e qualità del personale rischia di essere un’operazione incompleta, se non contraddittoria.
Il Pronto Soccorso di Merate rappresenta un presidio strategico e imprescindibile per il territorio. Proprio per questo riteniamo che la sicurezza dei pazienti, la qualità delle cure e il rispetto dei requisiti professionali non possano essere oggetto di compromessi né di soluzioni tampone. Come minoranza continueremo a vigilare affinché dalle interlocuzioni istituzionali non emergano solo rassicurazioni, ma impegni verificabili e risultati concreti nell’interesse della comunità.
Soltanto dieci giorni fa, il Sindaco Salvioni tranquillizzava la cittadinanza definendo il nostro ospedale “vivo e dinamico”. Oggi, davanti alla notizia scioccante di un medico condannato per omicidio volontario in due gradi di giudizio in servizio al Pronto Soccorso, quelle parole suonano come una beffa.
Com'è possibile che durante le sue visite “approfondite” non sia emersa la fragilità di un sistema che affida la vita dei meratesi a cooperative senza i dovuti controlli? Non basta oggi puntare il dito contro il sistema dei gettonisti: un'amministrazione attenta dovrebbe verificare la sostanza dietro la facciata, prima di fare propaganda sulla pelle dei pazienti. I cittadini non cercano un ospedale “dinamico” nelle dichiarazioni, ma un ospedale sicuro nei fatti.
Nessuno auspica o evoca allarmismi, ma nemmeno narrazioni edulcorate. La tutela della salute pubblica richiede rigore, dati oggettivi e assunzione di responsabilità. Il Pronto Soccorso è un presidio strategico per la comunità: proprio per questo servono chiarezza, impegni concreti e una visione di medio-lungo periodo, non solo slogan rassicuranti e autocelebrativi.
Questo episodio non è un fatto isolato, ma l’ennesimo segnale di un sistema che da tempo mostra criticità evidenti. Il ricorso strutturale ai cosiddetti “gettonisti” non può più essere considerato una soluzione emergenziale: è diventato un modello ordinario che espone il servizio a fragilità organizzative e rischi sulla continuità assistenziale. Anche l’Assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha recentemente richiamato la necessità di superare questo meccanismo. Tuttavia, alle dichiarazioni devono seguire atti concreti e tempistiche certe, che ad oggi non vediamo, perlomeno a Merate.
Parlare di ricostruire un pool stabile di medici e infermieri dipendenti è condivisibile, ma occorre spiegare come e quando questo obiettivo sarà realmente perseguito. Senza un piano chiaro di assunzioni, incentivi e valorizzazione professionale, non vorremmo che resti solo un auspicio.
In previsione dei lavori di ampliamento del Pronto Soccorso già programmati, investire sulle strutture senza garantire stabilità e qualità del personale rischia di essere un’operazione incompleta, se non contraddittoria.
Il Pronto Soccorso di Merate rappresenta un presidio strategico e imprescindibile per il territorio. Proprio per questo riteniamo che la sicurezza dei pazienti, la qualità delle cure e il rispetto dei requisiti professionali non possano essere oggetto di compromessi né di soluzioni tampone. Come minoranza continueremo a vigilare affinché dalle interlocuzioni istituzionali non emergano solo rassicurazioni, ma impegni verificabili e risultati concreti nell’interesse della comunità.
Soltanto dieci giorni fa, il Sindaco Salvioni tranquillizzava la cittadinanza definendo il nostro ospedale “vivo e dinamico”. Oggi, davanti alla notizia scioccante di un medico condannato per omicidio volontario in due gradi di giudizio in servizio al Pronto Soccorso, quelle parole suonano come una beffa.
Com'è possibile che durante le sue visite “approfondite” non sia emersa la fragilità di un sistema che affida la vita dei meratesi a cooperative senza i dovuti controlli? Non basta oggi puntare il dito contro il sistema dei gettonisti: un'amministrazione attenta dovrebbe verificare la sostanza dietro la facciata, prima di fare propaganda sulla pelle dei pazienti. I cittadini non cercano un ospedale “dinamico” nelle dichiarazioni, ma un ospedale sicuro nei fatti.
Nessuno auspica o evoca allarmismi, ma nemmeno narrazioni edulcorate. La tutela della salute pubblica richiede rigore, dati oggettivi e assunzione di responsabilità. Il Pronto Soccorso è un presidio strategico per la comunità: proprio per questo servono chiarezza, impegni concreti e una visione di medio-lungo periodo, non solo slogan rassicuranti e autocelebrativi.
I consiglieri comunali - Massimo Panzeri – Paola Panzeri – Alfredo Casaletto
























