Ponte: ascoltare il territorio e preservare il paesaggio

Oggi in V Commissione Territorio, Infrastrutture e Mobilità di Regione Lombardia si è svolta un’audizione con Rete Ferroviaria Italiana sul nuovo Ponte San Michele, alla presenza dell’Assessore regionale alle Infrastrutture e Opere Pubbliche Claudia Terzi. Nel corso dell’incontro sono state illustrate le ipotesi progettuali per la nuova infrastruttura e RFI ha confermato che non sarà possibile arrivare alla realizzazione dell’opera prima del 2034. Regione Lombardia punta a garantire il mantenimento del collegamento tra le due province e ad aumentarne l’efficienza; nelle prossime settimane verrà inoltre aperto un concorso internazionale di progettazione, che potrà valutare anche soluzioni migliorative rispetto a quelle emerse dal Dibattito Pubblico.
Il Consigliere Regionale lecchese Giacomo Zamperini (FdI) ha ringraziato RFI per la disponibilità, sottolineando la necessità di affrontare un’opera così strategica con responsabilità, visione e concretezza. “I cittadini chiedono serietà, sinergia, collaborazione e velocità per un’opera fortemente strategica e necessaria per il collegamento delle province di Lecco, Bergamo e Monza, come per tutta la Lombardia: ascolto e confronto con il territorio non sono mai tempo perso, ma il presupposto per costruire fiducia e partecipazione attiva. Per questo ho chiesto che, in tempi brevi, venga organizzato un incontro dedicato al tema delle opere di mitigazione con sindaci, stakeholder e comunità locali, per condividere in modo chiaro intenzioni e progettazioni e accompagnare il percorso nei suoi prossimi passaggi. In questa direzione, trovo molto positivo l’annincio di RFI di voler aprire un concorso internazionale di progettazione volto a trovare eventuali soluzioni migliorative rispetto a quanto già emerso nel corso del Dibattito Pubblico.”.
Zamperini ha poi richiamato l’attenzione sul cronoprogramma, “Le infrastrutture sono indispensabili, ma vanno realizzate con intelligenza e coordinamento, evitando sovrapposizioni che possano generare una vera e propria ‘tempesta perfetta’ e aggravare quel rischio di collasso viabilistico che oggi si respira già nel nostro Capoluogo manzoniano”.
Non solo viabilità, però. Il Consigliere ha ribadito l’importanza di realizzare il nuovo ponte nel pieno rispetto del paesaggio e della storia di un’area di straordinario valore, che comprende la ciclovia dell’Adda e luoghi legati anche alla presenza di Leonardo da Vinci. “Parliamo di spazi meravigliosi, identitari, a forte vocazione ambientale e turistica. Ogni intervento deve custodire e valorizzare il paesaggio, integrandosi con i progetti di turismo lento sull’Adda e con le strategie di promozione del territorio”.
Infine, Zamperini ha richiamato la necessità di una vera sinergia territoriale, avvertendo che senza una visione condivisa il rischio è quello di realizzare un’opera importante ma inefficace. “Se, ad esempio, il Comune di Paderno dovesse vietare il transito dei mezzi pesanti e il nuovo ponte non fosse accompagnato da adeguati raccordi nelle opere di mitigazione, potremmo trovarci di fronte a una barriera viabilistica paradossale: camion autorizzati ad attraversare il ponte ma senza una strada sulla quale proseguire. È per questo che serve coordinamento tra Enti e una programmazione sinergica e complessiva, affinché l’infrastruttura sia davvero funzionale al territorio e al suo sviluppo”.
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