''Guardia medica'': in una sede fatiscente un servizio che assicura solo assistenza primaria
Per accedervi bisogna aver preventivamente avvisato telefonicamente il medico di turno e, in molti casi, bisogna anche attendere che, lo stesso, dopo aver ricevuto la chiamata, apra dall'interno la porta dell'ambulatorio.
Prima di farsi aprire, però, bisogna essere riusciti a trovare dove andare. Ed una volta arrivati a destinazione, non stare troppo a badare ai dettagli tipo il colorino e lo stato delle pareti, la presenza di gradini segnalati con tanto di nastro adesivo giallo e nero che non permetterebbero a un disabile di accedere al servizio, il bagno in condivisione maschietti e femminucce, il pavimento e la porta "nascosta" in un angusto corridoio che fa pensare di essere nello scantinato di una vecchia casa più che in uno stabile a pochi passi dall'ormai "famoso" blocco operatorio al "top di gamma" e a quel grande cantiere proiettato verso il futuro che è oggi l'ospedale Mandic. Ma ciò di cui ci stiamo occupando ora, non ha nulla a che fare con il nosocomio dedicato a San Leopoldo.
Stiamo infatti parlando del servizio di guardia medica erogato dal dipartimento Cure primarie dell'Asl e tornato tristemente alla ribalta nel corso dei giorni scorsi dopo il caso di Oscar Marmori, morto dopo tre chiamate e senza essere stato visitato dall'operatore di turno.
La situazione sopra descritta è dunque quella degli ambienti in cui viene offerto il servizio ambulatoriale a Merate, all'interno della così detta "palazzina Asl" sulla destra di chi accede alla portineria dell'ospedale, la stessa dove si trovano anche, giusto per fare qualche esempio, l'Unità operativa veterinaria o il servizio sicurezza e ambienti di lavoro. Li il tempo sembra essersi fermato e il livello di ammodernamento delle strutture pure. "Quei locali fanno parte del progetto di ristrutturazione dell'Ospedale Mandic", affermano dall'Asl seppure in realtà quelle stanze sono state affidate, in una sorta di "comodato d'uso", all'Azienda Sanitaria di Lecco al momento dell'introduzione della legge che separò i servizi ospedalieri in capo all'Ao da quelli territoriali.
Risale invece ai primi anni 2000 l'idea, con tanto di progetto esecutivo approvato e concessioni edilizie, di mettere mano alla "palazzina Asl" e ai capannoni dell'ex centro prelievi per creare la nuova sede distrettuale dell'Asl, idea finita però nel dimenticatoio dopo il no della Regione alla richiesta di finanziamento del tutto. Da quasi 10 anni, quindi, la manutenzione è ridotta al minimo e si vede. Come detto in apertura, dunque, chi necessita della guardia medica e si reca personalmente all'ambulatorio di Merate, non si deve aspettare un ambiente di tipo ospedaliero. E deve "annunciarsi" telefonicamente anche semplicemente per farsi aprire la porta, specie se vuole accedere al servizio di notte quando, per ragioni di sicurezza, l'unico medico in servizio si "barrica" all'interno dell'ambulatorio.
Nell'ASL di Lecco il Servizio di Continuità Assistenziale ( così si chiama tecnicamente la guardia medica) assicura infatti gli "interventi domiciliari e ambulatoriali di assistenza primaria durante le ore notturne, festive e prefestive nei seguenti orari: dalle ore 8 del sabato alle ore 8 del lunedì successivo; dalle ore 10 del giorno prefestivo alle ore 8 del giorno successivo al giorno festivo; dalle ore 20 alle ore 8 di tutti i giorni feriali" come si legge sul sito internet.
Ma che cos'è l'assistenza primaria? L'assistenza primaria è quella garantita dai professionisti che operano sul territorio e costituisce il primo punto di contatto del cittadino con il sistema sanitario. Quindi interventi di primo livello non strettamente caratterizzati dal criterio dell'urgenza (per questo c'è il 118). Ci riferiamo principalmente ai medici di medicina generale e pediatri di famiglia. Nei periodi in cui non sono presenti (notte, prefestivi e festivi) opera il medico di continuità assistenziale (guardia medica). Egli effettua le prestazioni sanitarie ai cittadini dell'ambito territoriale a cui fa riferimento la postazione.
Per esempio, all'ambulatorio di Merate possono rivolgersi i residenti in città e nei comuni di Olgiate Molgora, Brivio, Rovagnate, Osnago, Robbiate, Paderno d'Adda, Verderio Superiore, Verderio Inferiore, Airuno, Calco, S. Maria Hoè, Cernusco e Imbersago. Le attività della guardia medica sono per certi versi simili e sovrapponibili a quelle del medico di famiglia (anche se in questo caso non esiste una conoscenza particolare del paziente) e si riassumono in questo modo: prescrizioni farmaceutiche limitatamente ai farmaci che trovano indicazione per una terapia d'urgenza ed al numero di confezioni necessarie per coprire un ciclo di terapia non superiore a 48/72 ore; rilascio certificazioni di malattia per i lavoratori esclusivamente nei casi di assoluta necessità e limitatamente ai turni festivi e prefestivi, per un massimo di 3 giorni proposta di ricovero in caso di necessità.
Non interviene, dunque, in situazioni di emergenze-urgenza, situazioni per le quali bisogna rivolgersi al 118. Il medico di turno, però, ricevuta la chiamata del paziente che richiede il suo aiuto può optare per un consulto semplicemente telefonico, per invitare il richiedente a raggiungerlo in ambulatorio oppure scegliere di raggiungerlo a casa. La visita domiciliare viene eseguita se il medico ne riscontra la necessità e quindi è legata ad una sua esclusiva valutazione. La decisione di "uscire", quindi, in base alle informazioni fornite direttamente dall'Asl, spetta alla discrezionalità del medico in relazione al quadro clinico prospettato dal paziente e al dato anamnestico chiesto dal medico al paziente stesso.
Ad 31 ottobre 2011, alla guardia medica di Merate, si sono rivolti 3328 persone, la maggior parte delle quali per una consultazione telefonica (1349). 1177 le visite ambulatoriali effettuate e 802 quelle invece a domicilio.
Prima di farsi aprire, però, bisogna essere riusciti a trovare dove andare. Ed una volta arrivati a destinazione, non stare troppo a badare ai dettagli tipo il colorino e lo stato delle pareti, la presenza di gradini segnalati con tanto di nastro adesivo giallo e nero che non permetterebbero a un disabile di accedere al servizio, il bagno in condivisione maschietti e femminucce, il pavimento e la porta "nascosta" in un angusto corridoio che fa pensare di essere nello scantinato di una vecchia casa più che in uno stabile a pochi passi dall'ormai "famoso" blocco operatorio al "top di gamma" e a quel grande cantiere proiettato verso il futuro che è oggi l'ospedale Mandic. Ma ciò di cui ci stiamo occupando ora, non ha nulla a che fare con il nosocomio dedicato a San Leopoldo.

Stiamo infatti parlando del servizio di guardia medica erogato dal dipartimento Cure primarie dell'Asl e tornato tristemente alla ribalta nel corso dei giorni scorsi dopo il caso di Oscar Marmori, morto dopo tre chiamate e senza essere stato visitato dall'operatore di turno.
La situazione sopra descritta è dunque quella degli ambienti in cui viene offerto il servizio ambulatoriale a Merate, all'interno della così detta "palazzina Asl" sulla destra di chi accede alla portineria dell'ospedale, la stessa dove si trovano anche, giusto per fare qualche esempio, l'Unità operativa veterinaria o il servizio sicurezza e ambienti di lavoro. Li il tempo sembra essersi fermato e il livello di ammodernamento delle strutture pure. "Quei locali fanno parte del progetto di ristrutturazione dell'Ospedale Mandic", affermano dall'Asl seppure in realtà quelle stanze sono state affidate, in una sorta di "comodato d'uso", all'Azienda Sanitaria di Lecco al momento dell'introduzione della legge che separò i servizi ospedalieri in capo all'Ao da quelli territoriali.

Risale invece ai primi anni 2000 l'idea, con tanto di progetto esecutivo approvato e concessioni edilizie, di mettere mano alla "palazzina Asl" e ai capannoni dell'ex centro prelievi per creare la nuova sede distrettuale dell'Asl, idea finita però nel dimenticatoio dopo il no della Regione alla richiesta di finanziamento del tutto. Da quasi 10 anni, quindi, la manutenzione è ridotta al minimo e si vede. Come detto in apertura, dunque, chi necessita della guardia medica e si reca personalmente all'ambulatorio di Merate, non si deve aspettare un ambiente di tipo ospedaliero. E deve "annunciarsi" telefonicamente anche semplicemente per farsi aprire la porta, specie se vuole accedere al servizio di notte quando, per ragioni di sicurezza, l'unico medico in servizio si "barrica" all'interno dell'ambulatorio.

Nell'ASL di Lecco il Servizio di Continuità Assistenziale ( così si chiama tecnicamente la guardia medica) assicura infatti gli "interventi domiciliari e ambulatoriali di assistenza primaria durante le ore notturne, festive e prefestive nei seguenti orari: dalle ore 8 del sabato alle ore 8 del lunedì successivo; dalle ore 10 del giorno prefestivo alle ore 8 del giorno successivo al giorno festivo; dalle ore 20 alle ore 8 di tutti i giorni feriali" come si legge sul sito internet.
Ma che cos'è l'assistenza primaria? L'assistenza primaria è quella garantita dai professionisti che operano sul territorio e costituisce il primo punto di contatto del cittadino con il sistema sanitario. Quindi interventi di primo livello non strettamente caratterizzati dal criterio dell'urgenza (per questo c'è il 118). Ci riferiamo principalmente ai medici di medicina generale e pediatri di famiglia. Nei periodi in cui non sono presenti (notte, prefestivi e festivi) opera il medico di continuità assistenziale (guardia medica). Egli effettua le prestazioni sanitarie ai cittadini dell'ambito territoriale a cui fa riferimento la postazione.
Per esempio, all'ambulatorio di Merate possono rivolgersi i residenti in città e nei comuni di Olgiate Molgora, Brivio, Rovagnate, Osnago, Robbiate, Paderno d'Adda, Verderio Superiore, Verderio Inferiore, Airuno, Calco, S. Maria Hoè, Cernusco e Imbersago. Le attività della guardia medica sono per certi versi simili e sovrapponibili a quelle del medico di famiglia (anche se in questo caso non esiste una conoscenza particolare del paziente) e si riassumono in questo modo: prescrizioni farmaceutiche limitatamente ai farmaci che trovano indicazione per una terapia d'urgenza ed al numero di confezioni necessarie per coprire un ciclo di terapia non superiore a 48/72 ore; rilascio certificazioni di malattia per i lavoratori esclusivamente nei casi di assoluta necessità e limitatamente ai turni festivi e prefestivi, per un massimo di 3 giorni proposta di ricovero in caso di necessità.

Non interviene, dunque, in situazioni di emergenze-urgenza, situazioni per le quali bisogna rivolgersi al 118. Il medico di turno, però, ricevuta la chiamata del paziente che richiede il suo aiuto può optare per un consulto semplicemente telefonico, per invitare il richiedente a raggiungerlo in ambulatorio oppure scegliere di raggiungerlo a casa. La visita domiciliare viene eseguita se il medico ne riscontra la necessità e quindi è legata ad una sua esclusiva valutazione. La decisione di "uscire", quindi, in base alle informazioni fornite direttamente dall'Asl, spetta alla discrezionalità del medico in relazione al quadro clinico prospettato dal paziente e al dato anamnestico chiesto dal medico al paziente stesso.
Ad 31 ottobre 2011, alla guardia medica di Merate, si sono rivolti 3328 persone, la maggior parte delle quali per una consultazione telefonica (1349). 1177 le visite ambulatoriali effettuate e 802 quelle invece a domicilio.

Alice Mandelli
























