Montevecchia: l'anfiteatro verde non si farà. Il sindaco Pendeggia: "Scegliamo di stare dalla parte della cittadinanza"
A pochi giorni dall'assemblea pubblica del 20 febbraio, in cui una parte significativa della cittadinanza aveva espresso un netto dissenso, arriva la decisione ufficiale: l'anfiteatro verde di via del Fontanile non verrà realizzato. Ad annunciarlo è stato il sindaco Ivan Pendeggia durante il consiglio comunale di lunedì 23 febbraio a Montevecchia, nel corso della discussione della mozione presentata dal gruppo consiliare "Montevecchia Sempre Insieme". Una comunicazione attesa, ma non scontata, che segna la conclusione di una vicenda capace di animare per mesi il dibattito pubblico locale.

Sospendere i lavori, attivare ulteriori modalità di confronto pubblico anche attraverso un consiglio comunale aperto e assicurare piena trasparenza sulla provenienza e composizione dei materiali di riporto utilizzati nell'area. Queste sono le tre richieste contenute nella mozione consegnata a fine gennaio e commentata dalla consigliera di minoranza Carmela Palella, che ha scelto aggiungere di non limitarsi alla dimensione tecnica. Dopo aver riconosciuto le finalità positive del progetto, ovvero creare uno spazio di aggregazione in un contesto naturale di pregio, Palella ha introdotto il tema del "bene comune", richiamando i lavori della Commissione Rodotà del 2007. Il punto sollevato non era tanto la legittimità formale dell'opera, quanto la sua legittimazione sostanziale: uno spazio naturale, in quanto bene pubblico funzionale all'esercizio dei diritti e al benessere collettivo, richiede una forma di amministrazione condivisa, fondata sulla collaborazione tra cittadini e istituzione. Un passaggio che ha spostato il confronto dal piano urbanistico a quello culturale e politico. La risposta della vicesindaco Francesca Colombo ha sottolineato come il progetto fosse noto da mesi anche ai consiglieri di minoranza, essendo stato illustrato in commissione territorio già nel giugno 2025. L'intervento, ha ribadito Colombo, nasceva per valorizzare uno spazio oggi sottoutilizzato, offrendo un luogo strutturato per eventi scolastici e culturali. Quanto ai materiali, l'Amministrazione ha confermato la piena conformità alle normative ambientali, con certificazioni già acquisite e documentazione disponibile.
Il confronto si è poi spostato sul metodo. Carmelo La Torre ha evidenziato come la vicenda abbia monopolizzato il dibattito pubblico per mesi, distogliendo l'attenzione da altri temi ritenuti strategici, come il Piano di Governo del Territorio, chiedendo un coinvolgimento più precoce della minoranza nelle fasi di elaborazione dei progetti.

È stato poi il sindaco Ivan Pendeggia a segnare la svolta con una dichiarazione di voto che ha assunto i contorni di un vero e proprio comunicato politico rivolto alla cittadinanza. Il punto di partenza della sua analisi è stato l’esito dell’assemblea del 20 febbraio, che “ha dato un messaggio molto chiaro da parte di quei cittadini che vi hanno partecipato: l'opera così come è stata presentata non piace, non piacciono le scelte architettoniche né l'utilizzo di terra di riporto per rimodulare la riva, nondimeno è piaciuta la mancata condivisione preventiva del progetto per apportarvi dei correttivi prima dell'approvazione”. Un riconoscimento esplicito non solo del dissenso sull’opera in sé, ma anche del malcontento rispetto al metodo. Pur sottolineando che “le persone presenti non rappresentassero la totalità dei cittadini di Montevecchia”, il Sindaco ha chiarito come quella voce sia stata ritenuta “importante in quanto ne rappresentavano una parte che ha scelto di metterci la faccia”. Da qui la scelta, già maturata nei giorni precedenti, di fermare i lavori per aprire un momento di ascolto: “Quando di comune accordo con l'impresa abbiamo deciso di fermare i lavori per ascoltare l'opinione dei contrari al progetto, ci siamo aperti alla democrazia, consci che il confronto con un'assemblea pubblica non sarebbe stato semplice”. Il passaggio decisivo è arrivato con l’annuncio della scelta definitiva: “È in virtù del valore più alto di democrazia che abbiamo condiviso di non proseguire i lavori di riqualificazione”. Una decisione che il Sindaco ha motivato spiegando che: “Non proseguiremo perchè il valore dell'opera in cantiere sarebbe stato tale se utilizzato, capito e apprezzato dalla cittadinanza, diversamente, nonostante siamo convinti che un luogo di aggregazione socio-culturale per Montevecchia sia di fondamentale importanza, proseguire in qualcosa che è considerato come dannoso dai destinatari dello stesso, non ha alcun senso”.

Pendeggia ha inoltre precisato che “da un punto di vista economico l'opera in quanto gratuita non sposta gli equilibri di bilancio del Comune di Montevecchia, quindi non mette a rischio l'Ente e questo è un altro punto a favore di un'uscita senza danni”, chiarendo così che la scelta non comporta conseguenze finanziarie per il Comune. "Fare un passo indietro oggi è segno di profondo rispetto verso la propria cittadinanza da parte della maggioranza consiliare, è un atto di amore verso il territorio che si amministra in un percorso di crescita che vogliamo affrontare insieme alla cittadinanza. Rispondendo alla provocazione di venerdì scorso, l'Amministrazione Comunale tra la legge e la propria cittadinanza non ha dubbi sul da che parte stare, starà sempre dalla parte della cittadinanza” ha concluso Pendeggia, riportando poi tutte le firme dei membri del gruppo di maggioranza.

A poco più di un anno al termine della legislatura, l’Amministrazione ha chiarito quali saranno le priorità sulle quali intende concentrarsi, spostando l’attenzione su interventi già programmati e ritenuti condivisibili e strategici per la comunità. Tra questi, i principali sembrerebbero essere: l’efficientamento della Palestra Comunale grazie al bando SEED PA; la realizzazione della rotonda di via Kennedy cofinanziata con la Provincia di Lecco e il Comune di Missaglia; un’area per allenamento calisthenics; una ciclabile in via del Rosmarino con il bando Bici in Comune; la realizzazione del parcheggio di via Donzelli; aderire alla CER Provinciale. Altre priorità, oltre ai lavori di risanamento conservativo alla Scuola Primaria, comprendono: la riqualificazione degli ex spogliatoi, per trarne un ambulatorio medico, una stanza sensoriale per disabilità, un’area polifunzionale e un ambulatorio a disposizione per eventuali specialisti; la realizzazione di una pump track al campo di terra battuta, con relativo campetto di calcio ridotto; la progettazione di nuova biblioteca/piazza della cultura nei pressi dell’ex pub alle Quattro Strade, per cui si prevede un percorso partecipato con concorso di idee progettuali da consegnare alla prossima legislatura.

Si chiude così una delle vicende più vissute e divisive degli ultimi anni amministrativi a Montevecchia. L'anfiteatro verde rimane un progetto non realizzato, ma il dibattito che lo ha accompagnato lascia un segno politico chiaro: il tema della condivisione preventiva e del coinvolgimento della cittadinanza entra stabilmente nel confronto pubblico locale.

Se l'assemblea del 20 febbraio aveva rappresentato il momento della voce collettiva, il consiglio comunale di ieri ne ha sancito l'effetto istituzionale. Non una semplice rinuncia a un'opera, ma la conclusione di un passaggio che ridefinisce, almeno in parte, il rapporto tra amministrazione e comunità.

Sospendere i lavori, attivare ulteriori modalità di confronto pubblico anche attraverso un consiglio comunale aperto e assicurare piena trasparenza sulla provenienza e composizione dei materiali di riporto utilizzati nell'area. Queste sono le tre richieste contenute nella mozione consegnata a fine gennaio e commentata dalla consigliera di minoranza Carmela Palella, che ha scelto aggiungere di non limitarsi alla dimensione tecnica. Dopo aver riconosciuto le finalità positive del progetto, ovvero creare uno spazio di aggregazione in un contesto naturale di pregio, Palella ha introdotto il tema del "bene comune", richiamando i lavori della Commissione Rodotà del 2007. Il punto sollevato non era tanto la legittimità formale dell'opera, quanto la sua legittimazione sostanziale: uno spazio naturale, in quanto bene pubblico funzionale all'esercizio dei diritti e al benessere collettivo, richiede una forma di amministrazione condivisa, fondata sulla collaborazione tra cittadini e istituzione. Un passaggio che ha spostato il confronto dal piano urbanistico a quello culturale e politico. La risposta della vicesindaco Francesca Colombo ha sottolineato come il progetto fosse noto da mesi anche ai consiglieri di minoranza, essendo stato illustrato in commissione territorio già nel giugno 2025. L'intervento, ha ribadito Colombo, nasceva per valorizzare uno spazio oggi sottoutilizzato, offrendo un luogo strutturato per eventi scolastici e culturali. Quanto ai materiali, l'Amministrazione ha confermato la piena conformità alle normative ambientali, con certificazioni già acquisite e documentazione disponibile.
Il confronto si è poi spostato sul metodo. Carmelo La Torre ha evidenziato come la vicenda abbia monopolizzato il dibattito pubblico per mesi, distogliendo l'attenzione da altri temi ritenuti strategici, come il Piano di Governo del Territorio, chiedendo un coinvolgimento più precoce della minoranza nelle fasi di elaborazione dei progetti.

È stato poi il sindaco Ivan Pendeggia a segnare la svolta con una dichiarazione di voto che ha assunto i contorni di un vero e proprio comunicato politico rivolto alla cittadinanza. Il punto di partenza della sua analisi è stato l’esito dell’assemblea del 20 febbraio, che “ha dato un messaggio molto chiaro da parte di quei cittadini che vi hanno partecipato: l'opera così come è stata presentata non piace, non piacciono le scelte architettoniche né l'utilizzo di terra di riporto per rimodulare la riva, nondimeno è piaciuta la mancata condivisione preventiva del progetto per apportarvi dei correttivi prima dell'approvazione”. Un riconoscimento esplicito non solo del dissenso sull’opera in sé, ma anche del malcontento rispetto al metodo. Pur sottolineando che “le persone presenti non rappresentassero la totalità dei cittadini di Montevecchia”, il Sindaco ha chiarito come quella voce sia stata ritenuta “importante in quanto ne rappresentavano una parte che ha scelto di metterci la faccia”. Da qui la scelta, già maturata nei giorni precedenti, di fermare i lavori per aprire un momento di ascolto: “Quando di comune accordo con l'impresa abbiamo deciso di fermare i lavori per ascoltare l'opinione dei contrari al progetto, ci siamo aperti alla democrazia, consci che il confronto con un'assemblea pubblica non sarebbe stato semplice”. Il passaggio decisivo è arrivato con l’annuncio della scelta definitiva: “È in virtù del valore più alto di democrazia che abbiamo condiviso di non proseguire i lavori di riqualificazione”. Una decisione che il Sindaco ha motivato spiegando che: “Non proseguiremo perchè il valore dell'opera in cantiere sarebbe stato tale se utilizzato, capito e apprezzato dalla cittadinanza, diversamente, nonostante siamo convinti che un luogo di aggregazione socio-culturale per Montevecchia sia di fondamentale importanza, proseguire in qualcosa che è considerato come dannoso dai destinatari dello stesso, non ha alcun senso”.

Pendeggia ha inoltre precisato che “da un punto di vista economico l'opera in quanto gratuita non sposta gli equilibri di bilancio del Comune di Montevecchia, quindi non mette a rischio l'Ente e questo è un altro punto a favore di un'uscita senza danni”, chiarendo così che la scelta non comporta conseguenze finanziarie per il Comune. "Fare un passo indietro oggi è segno di profondo rispetto verso la propria cittadinanza da parte della maggioranza consiliare, è un atto di amore verso il territorio che si amministra in un percorso di crescita che vogliamo affrontare insieme alla cittadinanza. Rispondendo alla provocazione di venerdì scorso, l'Amministrazione Comunale tra la legge e la propria cittadinanza non ha dubbi sul da che parte stare, starà sempre dalla parte della cittadinanza” ha concluso Pendeggia, riportando poi tutte le firme dei membri del gruppo di maggioranza.

A poco più di un anno al termine della legislatura, l’Amministrazione ha chiarito quali saranno le priorità sulle quali intende concentrarsi, spostando l’attenzione su interventi già programmati e ritenuti condivisibili e strategici per la comunità. Tra questi, i principali sembrerebbero essere: l’efficientamento della Palestra Comunale grazie al bando SEED PA; la realizzazione della rotonda di via Kennedy cofinanziata con la Provincia di Lecco e il Comune di Missaglia; un’area per allenamento calisthenics; una ciclabile in via del Rosmarino con il bando Bici in Comune; la realizzazione del parcheggio di via Donzelli; aderire alla CER Provinciale. Altre priorità, oltre ai lavori di risanamento conservativo alla Scuola Primaria, comprendono: la riqualificazione degli ex spogliatoi, per trarne un ambulatorio medico, una stanza sensoriale per disabilità, un’area polifunzionale e un ambulatorio a disposizione per eventuali specialisti; la realizzazione di una pump track al campo di terra battuta, con relativo campetto di calcio ridotto; la progettazione di nuova biblioteca/piazza della cultura nei pressi dell’ex pub alle Quattro Strade, per cui si prevede un percorso partecipato con concorso di idee progettuali da consegnare alla prossima legislatura.

Si chiude così una delle vicende più vissute e divisive degli ultimi anni amministrativi a Montevecchia. L'anfiteatro verde rimane un progetto non realizzato, ma il dibattito che lo ha accompagnato lascia un segno politico chiaro: il tema della condivisione preventiva e del coinvolgimento della cittadinanza entra stabilmente nel confronto pubblico locale.

Se l'assemblea del 20 febbraio aveva rappresentato il momento della voce collettiva, il consiglio comunale di ieri ne ha sancito l'effetto istituzionale. Non una semplice rinuncia a un'opera, ma la conclusione di un passaggio che ridefinisce, almeno in parte, il rapporto tra amministrazione e comunità.
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M.Pen.
























