Novate: è morta Graziella Pozzi, caduta nella bocca di lupo aperta da un ladro
Non ce l'ha fatta Graziella Pozzi, la donna classe 1957, che la vigilia dell'Epifania era caduta nella bocca di lupo della sua abitazione, dopo una incursione dei ladri.
Dopo un mese nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Lecco, in condizioni gravissime, il suo cuore ha cessato di battere. Un epilogo tragico, che ha lasciato tutti senza parole e nel dolore grande di una perdita incomprensibile.
Residente a Novate in una villetta di via donatori di organi, all'inizio del breve rettilineo che conduce al cimitero, viveva con il marito Erminio Viscardi, e aveva due figli, ormai grandi, Andrea e Matteo.
La sera della vigilia dell'Epifania, tornata a casa dopo una serie di commissioni, era uscita in giardino per accendere un'ultima volta l'albero di Natale, vista la conclusione imminente delle festività.
La donna, però, non sapeva che la sua casa era stata violata dal passaggio dei ladri che, nel tentativo di entrare tramite una bocca di lupo, dopo avere sollevato la griglia e forzato la finestra, erano fuggiti per l'attivazione dell'allarme, lasciando però la botola aperta.
Il piede messo in fallo aveva provocato la caduta in una buca di circa un metro e mezzo con conseguenze risultate poi fatali. Sul posto era confluito personale del servizio sanitario, vigili del fuoco e carabinieri che subito avevano compreso la gravità della situazione.
Le ferite alla testa riportate nel violento impatto con il suolo e le pareti della cavità non le hanno lasciato scampo.
In rianimazione per un mese, Graziella Pozzi non aveva mai dato segnali di ripresa. Quest'oggi è infine sopraggiunto il decesso.
Ora sarà necessario attendere il nulla osta da parte del magistrato prima di poter dare alla donna, che aveva lavorato per tanti anni in ospedale come inserviente, l'ultimo saluto.
Non è escluso, infatti, che vengano avviate indagini a carico di ignoti con accuse pesantissime, per la morte della donna a seguito di evento delittuoso.
Dopo un mese nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Lecco, in condizioni gravissime, il suo cuore ha cessato di battere. Un epilogo tragico, che ha lasciato tutti senza parole e nel dolore grande di una perdita incomprensibile.
Residente a Novate in una villetta di via donatori di organi, all'inizio del breve rettilineo che conduce al cimitero, viveva con il marito Erminio Viscardi, e aveva due figli, ormai grandi, Andrea e Matteo.
La sera della vigilia dell'Epifania, tornata a casa dopo una serie di commissioni, era uscita in giardino per accendere un'ultima volta l'albero di Natale, vista la conclusione imminente delle festività.
La donna, però, non sapeva che la sua casa era stata violata dal passaggio dei ladri che, nel tentativo di entrare tramite una bocca di lupo, dopo avere sollevato la griglia e forzato la finestra, erano fuggiti per l'attivazione dell'allarme, lasciando però la botola aperta.
Il piede messo in fallo aveva provocato la caduta in una buca di circa un metro e mezzo con conseguenze risultate poi fatali. Sul posto era confluito personale del servizio sanitario, vigili del fuoco e carabinieri che subito avevano compreso la gravità della situazione.
Le ferite alla testa riportate nel violento impatto con il suolo e le pareti della cavità non le hanno lasciato scampo.
In rianimazione per un mese, Graziella Pozzi non aveva mai dato segnali di ripresa. Quest'oggi è infine sopraggiunto il decesso.
Ora sarà necessario attendere il nulla osta da parte del magistrato prima di poter dare alla donna, che aveva lavorato per tanti anni in ospedale come inserviente, l'ultimo saluto.
Non è escluso, infatti, che vengano avviate indagini a carico di ignoti con accuse pesantissime, per la morte della donna a seguito di evento delittuoso.
S.V.
























