Montevecchia, "Anfiteatro": progetto nel luogo sbagliato. Fontanile o fumo negli occhi?

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L’attuale Amministrazione Pendeggia ed i progettisti del progetto “Fontanile” o “Anfiteatro” hanno pubblicato le loro considerazioni relative alle critiche sollevate da più parti al progetto indicato.
Esprimo anch’io, come altri, le mie opinioni in merito. Prima di tutto, sono convinto, come altri, che non si sia utilizzato il metodo giusto per giungere alla redazione del progetto “Fontanile-Anfiteatro”. Vorrei però anche sgomberare subito il dubbio che io sia personalmente prevenuto nei confronti del progetto indicato. Pertanto, affermo che il progetto, che ho potuto visionare nei suoi documenti, è bello.
Un progetto bello, ma che contiene criticità ed è collocato nel luogo sbagliato, sbagliato per l’area indicata e sbagliato per il paese Montevecchia.
Citare a sostegno del suddetto progetto "Anfiteatro - Fontanile" il confronto e l'assimilazione con la riqualificazione di Governors Island non è corretto oppure sostenuto in malafede. Questo perché  là  si trattava di una ex base militare (qualcuno ha esperienza di quali residui vengano lasciati sul terreno da mezzi, automezzi, ecc. e comunque da quel tipo di attività antropica?) qui invece si tratta di un bellissimo prato in declivio a completa disposizione dei bambini, senza pietre o cemento atti a produrre danni in caso di caduta. Qui sopra, non ci sono mai state attività antropiche, militari o industriali, al massimo ci potrebbero correre lepri e scoiattoli quando non disturbati dai bambini. Piacerebbe sapere quanti Comuni dispongono di una simile perla di prato dove ogni primavera crescono margherite a profusione, a completa disposizione dei bambini. Lì, a Governors Island, hanno creato nuovi spazi verdi, qui abbiamo già tutta l'area a prato verde, circondata da boschi e boschetti. Le due aree non sono minimamente confrontabili.
Non rientra nel Landscape design perché questa porzione di area del Fontanile non è un territorio fragile (salvo che necessita di normale manutenzione, come ogni territorio. Questa Amministrazione, provvede a farla?), non vi sono ferite ambientali, non vi sono spazi dimenticati, bensì spazi aperti, aperti ai giochi, aperti alla creatività dei bambini.
L’Amministrazione sa bene che le parti fragili del territorio riguardano, come noto, almeno la parte finale di via del Belsedere, attualmente a senso alternato, la via ora semaforizzata del Belvedere, la cosiddetta area della “Frana” in via Alta Collina, e l’area delle “Miniere”.
Ancora: la formazione dell’anfiteatro riduce l’area a prato disponibile e inoltre “spacca” letteralmente in due il prato. Non ci sarebbe più un unico prato in declivio, ma un prato ridotto ed un anfiteatro.
Che dire poi della lodevole attività dell’economia circolare in merito alle terre estratte dagli scavi? Se si intende lavorare nell'ottica dell'economia circolare e del riuso delle terre, perché  non si sanano le ferite e le fragilità  del territorio, quelle sì  reali e vere?
Non abbiamo bisogno di lezioni, tipo "ridurre il consumo di suolo, ridurre i trasporti, ridurre l'impronta  ecologica, trasformare uno scarto in struttura, uno spostamento di terra in costruzione di valore", come se noi cittadini tutti dovessimo essere educati ad un approccio ecologico che solo progettista ed Amministrazione conoscono. Sappiamo bene che tutto ciò serve prioritariamente per custodire e sanare, il territorio. Ma, modellamenti, o alterazioni, del paesaggio, soprattutto se comportano la movimentazione con mezzi pesanti di 8.000 metri cubi di terre di scavo su un prato, che non è in degrado, non è operazione di cui andare fieri, né orgogliosi e nulla ha a che vedere con scelte virtuose. E poi, l’alterazione profonda del paesaggio e l'occupazione non dettata da motivi di emergenza di spazi pubblici molto frequentati vanno concordati con tutta la cittadinanza.
La questione terre di scavo: si progetta un Anfiteatro, cioè area da adibire a spettacoli e favorire luoghi di aggregazione, perché  a Montevecchia non vi sono luoghi utilizzabili allo scopo ( Es: area tra la palestra e la scuola, già pensata e gradinata allo scopo, e la bellissima  panoramica spettacolare area alla collina del Butto, per non citare le gradinate di fronte alla Casetta, sul campetto informale di calcio), oppure perché questo progetto è  gradito a qualche Associazione (che in ogni caso non rappresenta tutta la cittadinanza), oppure ancora perché qualcuno ha la necessità di collocare 8.000 mc di terre di scavo ?
Ma quanti doppioni si devono fare ?
Leggiamo: "Difendere un luogo non significa congelarlo in un’istantanea romantica.
Significa dotarlo degli strumenti per sopravvivere ai prossimi cinquant’anni."
Come leggere questa affermazione ? Che per difendere quel luogo (che non necessita delle "difese" proposte) gli strumenti per sopravvivere sarebbero contenuti nel modellamento realizzato con 8.000 mc di terre di scavo ?
Detto ciò, ritengo che la questione sia dare una risposta alla domanda: si è  fatto un progetto perché l'anfiteatro è  prioritario ed essenziale alla cittadinanza, o perché  qualcuno ha necessità  di collocare 8.000 mc di terre di scavo ? Ci è stato descritto un “Progetto Fontanile e Anfiteatro” oppure un “Progetto Fumo negli occhi”?
Sandro Capra
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