Montevecchia, anfiteatro: assemblea a decisione già presa. Sbagliato il metodo
Gentile Direttore, sulla vicenda dell’anfiteatro previsto nell’area del Fontanile credo sia necessario riportare il confronto su un punto semplice e verificabile: **i cittadini sono stati informati quando le decisioni erano già state prese**. Dalla documentazione ufficiale emerge infatti che, al momento della presentazione pubblica del progetto, l’iter amministrativo era sostanzialmente concluso e le firme già apposte. Questo dato, da solo, spiega il disagio e la protesta di molti residenti, senza bisogno di scomodare categorie come l’arretratezza culturale o la paura del cambiamento. Qui non si contesta in astratto l’idea di una riqualificazione, né i richiami a sostenibilità, paesaggio o futuro. Si contesta il **metodo**: un metodo che ha escluso la comunità dalle scelte, relegando il confronto a una fase successiva, quando ormai lo spazio per incidere era nullo. Ancora più problematica è apparsa la comunicazione istituzionale diffusa alla vigilia dell’assemblea dei cittadini, dal tono fortemente assertivo e definitivo. Un testo che ha dato l’impressione non di voler ascoltare, ma di voler chiudere il dibattito prima ancora che si aprisse. Le preoccupazioni emerse riguardano aspetti molto concreti: l’entità del movimento terra, il passaggio di centinaia di mezzi pesanti, la durata del cantiere, l’impatto su un’area verde vissuta quotidianamente. Non sono timori ideologici. Sono domande legittime, che avrebbero meritato risposte **prima**, non a giochi fatti. La partecipazione non consiste nell’essere informati a decisioni già prese. Consiste nel poter contribuire alle scelte che incidono sul territorio e sulla vita quotidiana di una comunità. Finché questo passaggio non verrà riconosciuto con onestà, sarà difficile parlare di dialogo.
Cordiali saluti
Cordiali saluti
Piero

























