Montevecchia: cittadini in assemblea sull’anfiteatro. La protesta anche dei bambini

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La vicenda dell’anfiteatro verde previsto nell’area del Fontanile continua a tenere banco a Montevecchia. Dopo la presentazione del progetto avvenuta nel novembre 2025 e l’avvio del cantiere nelle settimane successive, il gruppo di cittadini che da tempo chiede maggiore chiarezza sull’opera si è riunito nuovamente la sera di venerdì 30 gennaio in sala civica, a partire dalle 21, per fare il punto della situazione alla luce di un aggiornamento ritenuto decisivo: la possibilità di consultare finalmente i documenti ufficiali messi agli atti dal Comune.
L’incontro, pubblico e aperto, è stato introdotto chiarendo fin da subito la sua natura: una riunione promossa da cittadini, priva di finalità politiche e orientata esclusivamente alla comprensione del progetto, delle sue ricadute e degli strumenti a disposizione della comunità per affrontare una vicenda che, per dimensioni e impatto, non ha precedenti recenti nella storia del paese.
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Il primo aggiornamento condiviso riguarda proprio l’accesso agli atti. Dopo circa un mese dalla richiesta formale, i cittadini hanno potuto prendere visione dei documenti principali relativi all’anfiteatro verde. La lettura, avvenuta nei punti ritenuti più significativi, ha consentito di ricostruire con precisione la cronologia amministrativa dell’opera. Dagli atti emerge che una prima delibera di Giunta, datata 5 giugno 2025, individua la “riqualificazione di parte dell’area verde di via del Fontanile” come atto amministrativo di indirizzo. Il 17 giugno viene presentata una manifestazione di interesse da parte di un operatore economico, la Greenway 2025, società collegata alla Valsecchi di Osnago. Il progetto esecutivo viene depositato il 22 ottobre e approvato insieme alla relativa convenzione. Pochi giorni dopo, il 27 ottobre, la convenzione viene firmata dal sindaco Ivan Pendeggia e dalla ditta Greenway 2025. Il 29 ottobre arriva l’approvazione paesaggistica, seguita il 24 novembre dall’autorizzazione alla costruzione. È in questo contesto che, il 6 novembre 2025, l’Amministrazione comunale presenta per la prima volta il progetto alla cittadinanza. Una presentazione che avviene quindi a iter amministrativo già ampiamente definito.
Dai documenti risulta che il 18 dicembre la ditta Greenway deposita l’analisi delle terre, mentre il giorno successivo l’area verde viene formalmente consegnata all’impresa. Il 9 gennaio compare una dichiarazione relativa all’utilizzo di terre provenienti da Olgiate Molgora, seguita da un’ulteriore analisi il 17 gennaio. La comunicazione ufficiale di inizio lavori è datata 22 gennaio 2026.
Uno degli aspetti più discussi riguarda le quantità di terreno movimentato: negli atti si parla di circa 8.000 metri cubi di terra, anche se in un altro documento la cifra scende a circa 5.500 metri cubi. Una differenza che, durante l’incontro, è stata tradotta in un’immagine efficace: un volume paragonabile a quello di un condominio di tre piani con 18 appartamenti. In termini pratici, questo si tradurrebbe nel passaggio di circa 700 camion di media grandezza attraverso le strade del paese. La durata stimata del cantiere resta di un anno, un dato che continua a preoccupare molti residenti per le ricadute sulla viabilità, sui parcheggi e sulla fruizione dell’area verde.
Durante la presentazione pubblica del 6 novembre, come ricordato anche nel corso della riunione, il sindaco Pendeggia aveva dichiarato che l’amministrazione lavorava al progetto da circa un anno e mezzo. Un’affermazione che, letta alla luce dei documenti, ha rafforzato tra i cittadini la sensazione di uno scarto significativo tra i tempi della progettazione e quelli della comunicazione pubblica.
È stato inoltre richiamato il tema del contratto a titolo gratuito, strumento utilizzato dall’Amministrazione per la realizzazione dell’opera in assenza di risorse economiche proprie, come indicato negli atti. Un elemento che continua a suscitare interrogativi, soprattutto per quanto riguarda il bilanciamento tra vantaggi economici e impatto complessivo sul territorio.
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Eugenio Mascheroni

A incidere ulteriormente sul clima dell’incontro è stata anche la dichiarazione diffusa dall’Amministrazione comunale la sera stessa, alle 20, dunque un’ora prima della riunione pubblica indetta dai cittadini. Un testo articolato e dal tono fortemente valoriale, firmato dal sindaco Ivan Pendeggia insieme agli assessori, ai consiglieri, ai progettisti e all’impresa coinvolta, veicolato attraverso i canali istituzionali. Nel documento, l’Amministrazione colloca il progetto dell’anfiteatro verde all’interno di una riflessione ampia sul paesaggio come identità profonda di una comunità e come responsabilità verso il futuro, respingendo l’idea di un’area da lasciare immutata e descrivendo il Fontanile come una “pagina aperta” della storia di Montevecchia. L’intervento viene definito un vero e proprio progetto di landscape design, richiamando esperienze internazionali come Governors Island a New York, e presentato come esempio di economia circolare applicata al paesaggio, in linea con i principi dell’European Green Deal.
Ampio spazio è dedicato al tema del riutilizzo delle terre di scavo, interpretato non come un espediente tecnico ma come una scelta culturale, e alla contrapposizione tra progetto e abbandono, sostenendo che il vero consumo di suolo non sarebbe l’intervento in sé, ma il lasciare degradare gli spazi. Il progetto viene inoltre raccontato come pensato per le generazioni future, con riferimenti all’educazione ambientale, alla resilienza e alla bellezza accessibile, e come un’opera che “non chiede consenso emotivo, ma consapevolezza culturale”.
Parole che sono state più volte richiamate nel corso dell’incontro cittadino iniziato poco dopo. Diversi interventi hanno sottolineato come quella comunicazione, arrivata a ridosso della riunione, sia stata percepita da parte della cittadinanza come una presa di posizione netta e definitiva dell’amministrazione, con una narrazione che tende a contrapporre una visione progettuale e culturale del paesaggio a chi esprime dubbi o perplessità. 
Nel confronto pubblico, tuttavia, è stato ribadito da più voci che le critiche sollevate non nascono da un rifiuto ideologico del cambiamento, né da una contrarietà pregiudiziale ai temi ambientali, ma dal metodo con cui il progetto è stato portato avanti, dall’impatto concreto del cantiere e dalla mancanza di un coinvolgimento preventivo della comunità in una scelta destinata a incidere in modo significativo sulla vita quotidiana del paese.
Tra gli interventi più articolati, quello di Eugenio Mascheroni, presente all’incontro e intenzionato a essere considerato – come da lui stesso precisato – un semplice cittadino. Mascheroni ha richiamato una vicenda personale, definita “simile ma al rovescio”, per sottolineare come, in altri casi, siano stati individuati errori procedurali rilevanti. Secondo quanto riferito, l’avvocato che segue il suo caso avrebbe ravvisato gli estremi per impugnare il progetto dell’anfiteatro. Allo stesso tempo, Mascheroni ha riportato come lo stesso legale ritenga improbabile che un eventuale ricorso possa portare allo smantellamento dell’opera. Un passaggio accompagnato da una precisazione ritenuta importante: entro circa quindici giorni scadrebbe il termine utile per un’eventuale azione da parte dei cittadini che intendano muoversi in questa direzione.
Altri cittadini hanno posto l’accento sui possibili dissesti geologici, soprattutto in caso di piogge intense, e sull’idea che l’intervento assomigli sempre più a un’opera di contenimento del terreno piuttosto che a un anfiteatro. È stata inoltre ribadita la preoccupazione per i danni ambientali legati al passaggio dei mezzi pesanti. Tra i contributi dei presenti, una madre ha riportato una delle frasi che più spesso sente dai bambini, le generazioni future a cui si riferisce l'Amministrazione, usciti da scuola: “Ci stanno portando via il parchetto”. Un’espressione che, al di là delle valutazioni tecniche, restituisce il clima emotivo che accompagna la vicenda.
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L’incontro si è chiuso con uno sguardo ai prossimi passaggi. I cittadini sono stati invitati in Comune per un incontro con l'intera amministrazione in data venerdì 6 febbraio alle 10 – dunque non l’assemblea pubblica richiesta dal movimento cittadino, anche a causa dell’orario lavorativo. Un appuntamento che viene visto come un’occasione per proseguire il confronto e verificare se, dopo l’accesso agli atti, possano aprirsi nuovi spazi di dialogo su un progetto che continua a dividere la comunità di Montevecchia o se intraprendere vie legali. In considerazione dei tempi stringenti, il gruppo sta infatti valutando di avvalersi dell’appoggio di un avvocato qualora i dialoghi con l’amministrazione, come finora osservato, dovessero rivelarsi poco fruttuosi.
M.Pen.
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