Cernusco: il 7 alla primaria il “Giardino della Memoria e della Speranza” apre alla popolazione

banner bglobohomebig-33400.jpg
Sabato 7 febbraio – dalle 9 alle 12 – la scuola primaria “G. Rodari” di Cernusco Lombardone aprirà le sue porte alla cittadinanza per un evento speciale. Verrà concessa la possibilità di visitare la mostra “Le mille Emilia. Giardino della Memoria e della Speranza”, un’intensa installazione visiva e sonora realizzata dagli alunni delle due classi quinte insieme a insegnanti e personale scolastico al termine di un lungo percorso educativo durato mesi.
Cernusco_Giardino_Memoria3.jpg (1.18 MB)
Cernusco_Giardino_Memoria2.jpg (566 KB)
La mostra è stata inaugurata ufficialmente martedì scorso, in occasione della Giornata della Memoria, e dal giorno successivo è stata aperta anche ai genitori, riscuotendo grande interesse e apprezzamenti. Da qui la decisione di aprire il “Giardino” a tutta la comunità, invitando ciascun visitatore a fermarsi, ascoltare e ricordare.
Cernusco_Giardino_Memoria1.jpg (415 KB)
Il progetto ha preso spunto dal libro “Emilia Levi – Fiore di speranza” di Marzia Lodi, illustrato da Giorgio Carrubba. Il volume era stato portato a Cernusco Lombardone dalla professoressa Paola Vita Finzi, ex rifugiata, che da tempo collabora con il Comune e con l’Istituto Comprensivo, incontrando ogni anno gli studenti in occasione della Giornata della Memoria per condividere la propria testimonianza. La stessa aveva fatto avere il libro alla vicesindaca Renata Valagussa, assessore all’Istruzione, che lo ha proposto alla dirigenza scolastica. Da lì è nato un percorso che ha coinvolto profondamente gli alunni. Ognuno di loro ha ricevuto una copia del libro dall’autrice Marzia Lodi, lo ha letto, discusso e ha poi avuto modo di incontrare online l’autrice stessa. Da quelle pagine è germogliata l’idea della mostra.
Cernusco_Giardino_Memoria4.jpg (1021 KB)
Cernusco_Giardino_Memoria5.jpg (921 KB)
Il lavoro con le classi è iniziato lo scorso novembre e ha portato alla realizzazione di disegni, un video, dei pannelli che raccontano la storia di oppressi di oggi e di ieri, e soprattutto una grande installazione: un enorme planisfero su cui fioriscono decine di fiori simbolici. Alcuni di essi sono accompagnati da un QR code che, una volta scansionato, attiva una voce registrata proprio dagli alunni. Ogni fiore racchiude una storia: sono quelle di bambini e persone che hanno vissuto genocidi, guerre, persecuzioni e la negazione dei diritti umani. Altri fiori, invece, restano silenziosi: sono i fiori della speranza, presenze mute ma cariche di significato.
Cernusco_Giardino_Memoria6.jpg (1.25 MB)
Cernusco_Giardino_Memoria7.jpg (519 KB)
Le voci non si propongono come documenti storici tradizionali, non spiegano e non mostrano immagini violente. Chiedono soltanto di essere ascoltate. Ogni fiore diventa così un punto di ascolto. Il percorso prende avvio proprio dalla storia di Emilia Levi, la bambina ebrea deportata ad Auschwitz – di cui parla Primo Levi in “Se questo è un uomo” –  e dal suo “Io sono Emilia”, che è diventato modello per tutte le altre voci della mostra. Per questo ogni racconto ha top stesso incipit, affinché ogni storia possa essere vista, riconosciuta e accolta.
Cernusco_Giardino_Memoria8.jpg (598 KB)
All’interno dell’installazione i fiori colorati – realizzati durante le vacanze di Natale dagli studenti – rappresentano le storie in cui la speranza e i diritti riescono a sopravvivere; i fiori in bianco e nero raccontano invece le storie finite tragicamente, dove il colore – simbolo dei diritti – scompare. La mostra può essere vissuta in modo individuale, ascoltando una voce alla volta, ma anche in modo collettivo. Quando più persone ascoltano insieme, le voci si sovrappongono e creano una dimensione corale, potente ed emozionante.
Cernusco_Giardino_Memoria9.jpg (623 KB)
Cernusco_Giardino_Memoria10.jpg (1.01 MB)
Chi lo vorrà potrà entrare nel “Giardino" in punta di piedi, togliendo le scarpe. Si tratta di un gesto simbolico che permette di diventare parte dell’opera e di avvicinarsi con leggerezza e rispetto alle storie che fioriscono nello spazio. L’opera del resto nasce con lo scopo di non dimenticare nessuno, né le vittime del passato, né quelle del presente. È un invito a considerare la memoria come un bene universale, uno strumento per contrastare l’indifferenza e per ricordare che ogni vita merita ascolto, rispetto e protezione. 

Cernusco_Giardino_Memoria11.jpg (1.08 MB)
Cernusco_Giardino_Memoria12.jpeg (613 KB)
Paola Vita Finzi mentre visita la mostra accompagnata dai ragazzi
Paola Vita Finzi è stata ospite a Osnago, dove ha incontrato gli studenti dell’Istituto Comprensivo “A. Bonfanti e A. Valagussa” portando loro la sua testimonianza delle discriminazioni avvenute in seguito alla promulgazione delle leggi razziali. Successivamente ha visitato la mostra a Cernusco, rimanendo profondamente colpita dal lavoro svolto. Un’emozione ancora più intensa se si considera che Paola Vita Finzi aveva conosciuto personalmente Emilia Levi.
“Ha apprezzato molto il lavoro che è stato svolto” ha commentato la vicesindaca Renata Valagussa. “Del resto hanno lavorato molto bene docenti, studenti ed educatori. È proprio per questo che è stato deciso di aprire la mostra a tutta la comunità”. Sabato 7 febbraio, dunque, la scuola “G. Rodari” diventerà un luogo aperto e condiviso, dove la memoria non è solo ricordo del passato, ma seme di consapevolezza e speranza per il futuro.
E.Ma.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.