Insostenibili Olimpiadi. Boicottiamo il passaggio della fiaccola

Martedì 3 febbraio la fiamma olimpica attraverserà il territorio del meratese. Le amministrazioni locali si preparano ad accoglierla con festeggiamenti che coinvolgono scuole e associazioni sportive, come sarebbe giusto per un evento che celebra l’amicizia tra i popoli e lo spirito sportivo, oltre le barriere. Ma il condizionale è d’obbligo perché questi Giochi portano ben altro con sé. Queste Olimpiadi invernali, infatti, lasceranno ai luoghi ospitanti grosse ferite e a tutta la cittadinanza considerevoli costi da pagare, non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale e sociale.
Partiamo dalle conseguenze economiche: il costo per la realizzazione delle grandi opere connesse alle Olimpiadi ha oggi superato di oltre un miliardo di euro quanto preventivato in fase di presentazione della candidatura. Soldi che verranno presi dalle nostre tasse per realizzare infrastrutture ed interventi non strutturali, che non danno benefici alla collettività sul lungo periodo. Si tratta bensì di interventi a macchia di leopardo, la cui appropriatezza e possibilità di realizzazione rimangono tutte da verificare. 
Inoltre, neanche la metà di queste opere saranno pronte entro l’inizio imminente dei giochi; ben il 57% sarà completato dopo la fine delle Olimpiadi, e molte non verranno concluse prima del 2030, con alcuni progetti che prevedono colate di cemento addirittura fino al 2033. 
Ma c’è di più: il loro ritardo ha portato ad una semplificazione delle procedure di appalto, con conseguente riduzione dei controlli sulla sicurezza dei lavoratori, sulla regolarità delle gare ed aumentando il pericolo di infiltrazioni mafiose. L’associazione Libera nei suoi report denuncia il rischio concreto di queste infiltrazioni ed il dirottamento di centinaia di milioni di euro ad assegnazioni poco chiare, per le quali non si potrà procedere con i dovuti controlli, vista l’imminenza del grande evento. La volontà di accelerare ha fatto anche sì che molte di queste infrastrutture siano state realizzate senza una VAS, Valutazione Ambientale Strategica, permettendo di costruire senza nessun controllo sul benessere del territorio. 
E questo ci porta all’impatto ambientale di queste olimpiadi invernali. I territori montani, e le Alpi in particolare, sono già tra le aree maggiormente colpite e impattate dalla crisi climatica per via della pressione antropica, innescando processi di degrado dell’ambiente montano. Le infrastrutture volute per questo evento hanno aumentato la pressione su un territorio già fragile per via di questi cambiamenti; il rischio concreto è che queste opere, invece di portare benefici, siano una pietra tombale per le comunità montane e il loro ambiente. I dati sulle emissioni prodotte, poi, sono introvabili, come ha sottolineato il report Open Olympics 2026. Insomma, a Cortina, a due settimane dall’inizio dei giochi, ci sono più cantieri aperti che neve. 
Ma per andare nel concreto: di che opere stiamo parlando? L’esempio più eclatante e seguito dai media è stato sicuramente la pista da bob di Cortina, con centinaia di larici secolari abbattuti e lo stravolgimento del paesaggio per una struttura inutile; se invece vogliamo rimanere in Lombardia, pensiamo al nuovo bacino artificiale costruito sopra Livigno, sventrando completamente la cima d'una montagna per assicurare l’innevamento artificiale durante le gare e i profitti degli impianti sciistici negli anni a venire. Pensiamo per esempio che pressoché tutte le opere previste per il miglioramento della viabilità e il potenziamento del sistema ferroviario non sono ancora state completate - e non lo saranno per molti anni ancora. Come sempre, poi, la maggioranza dei cantieri aperti riguardano la costruzione di strade e svincoli, invece che lo sviluppo di una mobilità sostenibile, che tutti i pendolari della nostra zona sanno bene essere in una situazione disastrosa. Senza considerare, poi, le colate di cemento per le nuove strutture a Milano, tra stadi e villaggio olimpico, che rimarranno in gestione a privati. 
Dobbiamo però aggiungere un ulteriore tassello: il percorso della fiaccola sarà accompagnato dai main sponsor dell’Olimpiade, aziende che cercano di ripulirsi l’immagine inserendosi in questa manifestazione. Aziende come Eni e Coca-Cola, infatti, sono coinvolte attivamente in azioni di devastazione climatica su larga scala e sono complici, per esempio, di realtà genocidarie come Israele. Realtà queste ultime che sono presenti senza nessuna sanzione all’interno dei Giochi (strumento che si è dimostrato che possa essere utilizzato, vedasi il caso russo), un chiaro tradimento dei valori di pace e rinuncia alla guerra che le Olimpiadi dovrebbero rappresentare. 
La fiamma porta dunque con sé guerra, corruzione, spreco e devastazione ambientale. Contestare il suo passaggio non è un attacco alle Olimpiadi in quanto tali, ma un desiderio di difendere il suo significato e valore intrinseco di rispetto, pace, amicizia fra i popoli e spirito sportivo. 
Non è accettabile che i soldi pubblici vengano dirottati su grandi opere dannose, costose e mal gestite, invece che venire utilizzati per le esigenze reali delle comunità. Non è accettabile che la montagna venga sacrificata a modelli di sviluppo che hanno fatto il loro tempo. Non è accettabile che, dietro l'aura olimpica di pace e comunione tra i popoli, si nascondano stati e aziende genocidi ed ecocidi.
Per questo invitiamo la cittadinanza a boicottare le iniziative celebrative per il passaggio della fiaccola olimpica. Invitiamo invece la cittadinanza a partecipare alle seguenti iniziative pubbliche:
Mercoledì 28 gennaio alle 20:45: presentazione del libro “Oro Colato, "L'eredità per pochi delle Olimpiadi di Milano Cortina" presso il circolo Arci La Lo.Co. ad Osnago, con Duccio Facchini, direttore di Altraeconomia e coautore del libro.
Sabato 7 febbraio dalle ore 15:00: corteo nazionale a Milano indetto dal Comitato Insostenibili Olimpiadi.
Le associazioni:
Arci La Lo.Co.
Extinction Rebellion Brianza
Circolo Gaia Legambiente Usmate
Circolo Legambiente Meratese
La Tassa Degenere
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