Brivio: Gabriele Mandelli con la Torcia Olimpica a Venezia

Nel lungo viaggio della fiaccola olimpica, che unisce luoghi, persone e valori in vista dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026, anche Venezia è stata teatro di un momento carico di significato. Lo scorso 22 dicembre, tra calli e riflessi d’acqua, Gabriele Mandelli di Brivio, socio e dirigente del Gruppo Escursionisti Briviesi, ha avuto l’onore di essere scelto come tedoforo, percorrendo un tratto di questo straordinario cammino simbolico.

Un’esperienza intensa e unica, capace di lasciare un segno profondo non solo in chi la vive in prima persona, ma anche nella comunità che viene rappresentata. Nei pensieri che seguono, Gabriele racconta le emozioni, le riflessioni e i valori che hanno accompagnato quel breve tratto di strada, trasformandolo in un momento destinato a rimanere nel tempo.

Buongiorno

Essere Tedoforo, è stata una di quelle esperienze da "una volta nella vita". Un gesto semplice, “ti ritieni in grado di portare una torcia di circa 1,5 kg per circa 300 metri?”, così c’era scritto sul modulo della candidatura per diventare tedoforo. Alla fine, si tratta di un oggetto fisicamente leggero e dal design semplice ma intriso di un significato più pesante di una montagna. 
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Portare la fiaccola è stato un onore e motivo di orgoglio del me. In quel momento quando hai la fiaccola nelle mani, diventi il custode del simbolo olimpico e quindi l’ambasciatore dei valori delle olimpiadi. Non ho realizzato subito questa cosa, il mio primo pensiero quando ho guardato il fuoco scaturirne dalla cima è stato che mi era stata data la possibilità di lasciare un segno, seppur piccolo, nella storia. In quel momento ero parte di un’idea che mi stava portando a rappresentare il mio paese davanti a tutto il mondo, una piccola azione che unita a molte altre analoghe ci avrebbe portato a raggiungere un grande risultato simbolico, portare il fuoco olimpico da Olimpia a Milano facendolo vedere a tutta l’Italia.  

Durante la presentazione dello svolgimento della manifestazione e del funzionamento della fiaccola, da parte dello staff di volontari di Milano Cortina 2026, ci sono stati elencati i valori dei tedofori: passione, talento, energia e rispetto. Proprio gli ultimi due sono quelli ai quali mi sono trovato più affine. 
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L'energia è importante, non solo quella fisica per alimentare il corpo ma anche quella mentale per perseguire una strada e raggiungere un obbiettivo. In un gruppo l'energia di un singolo può contagiare tutti per raggiungere un obbiettivo comune. Il rispetto credo sia il valore fondamentale, non solo negli sport competitivi dove, a mio parere, non c'è vittoria senza il rispetto dell'avversario. Ma anche negli sport “non competitivi”, il rispetto e la cura dell'ambiente dove pratichi il tuo sport come le montagne, i laghi i boschi e il mare, ti rendono fiero custode di essi e Tu che pratichi il tuo sport preferito in quel luogo hai il dovere di preservarlo per te e per tutti gli altri che condividono la tua stessa passione.
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In conclusione, durante il trasporto della fiaccola sei avvolto da mille pensieri e emozioni, anche contrastanti tra di loro. Non hai il tempo per pensare a discorsi filosofici e di spessore morale, nel momento in cui stringi tra le mani quell’oggetto sei spinto solo dal desiderio di proteggerlo e di muoverti in avanti, camminare, trasportare quel simbolo più lontano di dove lo hai preso e lasciarlo nelle mani di qualcuno che lo porterà più lontano ancora. Assicurarti che quel fuoco completi il suo viaggio in mezzo alla gente e sia di ispirazione, in un modo in un altro, per chiunque lo veda. 

Gabriele Mandelli

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