Merate: in tanti all'incontro per l'educazione al rispetto
Dopo l’incontro di martedì 20 febbraio con il dott. Ezio Aceti sul tema "La bellezza dell’educare", organizzato dalla Parrocchia di S. Ambrogio e dall'Oratorio S. Giovanni Bosco e S. Filippo Neri, con il patrocinio del Comune di Merate e in collaborazione con la Polisportiva O.S.G.B. e la Fondazione don Silvano Caccia per la settimana dell'educazione 2026, venerdì 23 gennaio la parola è passata alla dottoressa Claudia Alberico e all'ex arbitro di serie A e B Angelo Bonfrisco, che hanno proseguito il discorso con la serata “Educare al rispetto, imparare l'ascolto”.

La serata è iniziata con una riflessione dei presenti sul messaggio lasciato dal dottor Aceti di avere uno “sguardo di luce” verso i figli e di mostrare ai giovani la bellezza di essere adulti per poter diventare tali. I giovani di oggi sono rapiti dagli influencer, che osservano e imitano, senza il bisogno di dover ascoltare, perché un vero messaggio non viene lanciato. “I genitori sono i primi 'cattivi' influencer per i giovani, la prima figura di riferimento che negli ultimi anni è stata accusata di aver provocato un'emergenza educativa e che per questo si è auto punita”.
La direttrice generale della Fondazione don Silvano Caccia ha spiegato che i giovani, grandi osservatori, hanno colto il senso di colpa degli adulti e hanno deciso di “giocarci dentro”, perché ogni tipo di disagio viene sempre giustificato da uno sbaglio della figura di riferimento e non da uno del ragazzo. “Non ci sono più limiti, si può sbagliare senza conseguenze, non bisogna più effettuare delle scelte perché tutto viene servito su un piatto d'argento senza vincoli: tutto è legittimo”.

Alberico ha incitato a riprendere in mano le redini, a mettere i paletti, a dare delle regole per far desiderare al bambino di andare oltre. “Il muro spinge i figli a superare i patti chiari ed è proprio questo atto di trasgressione che per loro è un salto evolutivo, perché significa che conoscono le conseguenze e sono disposte ad affrontarle”. La vita fluida, dispersa e senza contenimento che caratterizza questo periodo storico va contro la natura finita dell'uomo, limitata a uno spazio e un tempo e che deriva da un bisogno di sopraffare una paura: la morte, fondamentale è dunque ristabilire l'ordine con delle regole chiare ma non per questo totalmente confinanti.

Anche in ambito sportivo la conoscenza delle regole è fondamentale, ha continuato il commentatore televisivo Angelo Bonfrisco e spesso a non conoscerle sono proprio gli adulti, che sollevano critiche e polemiche fuori luogo verso un'attività che per i figli è un gioco e non una sfida. “Lo sport rappresenta una delle più grandi opportunità di crescita, crea possibilità di divertimento unendo velocemente degli sconosciuti, insegnando il lavoro di squadra in un ambiente sano”.

Importante è includere il genitore nella vita sportiva, mantenendo però salda la consapevolezza che l'avversario non è un nemico e che il divertimento è ciò che conta e non il risultato. “Fondamentale è la collaborazione tra la società sportiva e l'ambiente esterno, perché se si crea una contrapposizione di insegnamenti e ideali con i genitori, il mondo della scuola e le diverse realtà in cui il bambino è immerso, scaturisce solamente confusione e insicurezza”.

Tanti sono stati gli interventi del pubblico durante la serata, per cogliere al meglio come imparare ad ascoltare i figli per crescerli al meglio nonostante qualche volta sia necessario dire “no” e mostrarsi come una figura di riferimento giusta da imitare.

Angelo Bonfrisco e Claudia Alberico
La serata è iniziata con una riflessione dei presenti sul messaggio lasciato dal dottor Aceti di avere uno “sguardo di luce” verso i figli e di mostrare ai giovani la bellezza di essere adulti per poter diventare tali. I giovani di oggi sono rapiti dagli influencer, che osservano e imitano, senza il bisogno di dover ascoltare, perché un vero messaggio non viene lanciato. “I genitori sono i primi 'cattivi' influencer per i giovani, la prima figura di riferimento che negli ultimi anni è stata accusata di aver provocato un'emergenza educativa e che per questo si è auto punita”.
La direttrice generale della Fondazione don Silvano Caccia ha spiegato che i giovani, grandi osservatori, hanno colto il senso di colpa degli adulti e hanno deciso di “giocarci dentro”, perché ogni tipo di disagio viene sempre giustificato da uno sbaglio della figura di riferimento e non da uno del ragazzo. “Non ci sono più limiti, si può sbagliare senza conseguenze, non bisogna più effettuare delle scelte perché tutto viene servito su un piatto d'argento senza vincoli: tutto è legittimo”.

Claudia Alberico
Alberico ha incitato a riprendere in mano le redini, a mettere i paletti, a dare delle regole per far desiderare al bambino di andare oltre. “Il muro spinge i figli a superare i patti chiari ed è proprio questo atto di trasgressione che per loro è un salto evolutivo, perché significa che conoscono le conseguenze e sono disposte ad affrontarle”. La vita fluida, dispersa e senza contenimento che caratterizza questo periodo storico va contro la natura finita dell'uomo, limitata a uno spazio e un tempo e che deriva da un bisogno di sopraffare una paura: la morte, fondamentale è dunque ristabilire l'ordine con delle regole chiare ma non per questo totalmente confinanti.

Anche in ambito sportivo la conoscenza delle regole è fondamentale, ha continuato il commentatore televisivo Angelo Bonfrisco e spesso a non conoscerle sono proprio gli adulti, che sollevano critiche e polemiche fuori luogo verso un'attività che per i figli è un gioco e non una sfida. “Lo sport rappresenta una delle più grandi opportunità di crescita, crea possibilità di divertimento unendo velocemente degli sconosciuti, insegnando il lavoro di squadra in un ambiente sano”.

Angelo Bonfrisco
Importante è includere il genitore nella vita sportiva, mantenendo però salda la consapevolezza che l'avversario non è un nemico e che il divertimento è ciò che conta e non il risultato. “Fondamentale è la collaborazione tra la società sportiva e l'ambiente esterno, perché se si crea una contrapposizione di insegnamenti e ideali con i genitori, il mondo della scuola e le diverse realtà in cui il bambino è immerso, scaturisce solamente confusione e insicurezza”.

Tanti sono stati gli interventi del pubblico durante la serata, per cogliere al meglio come imparare ad ascoltare i figli per crescerli al meglio nonostante qualche volta sia necessario dire “no” e mostrarsi come una figura di riferimento giusta da imitare.
I.Bi.
























