Merate: col dr. Ezio Aceti "La bellezza dell'educare"

Una serata di riflessione profonda, ma tutt’altro che accademica, quella che si è svolta ieri, martedì 20 gennaio, presso l’Auditorium Comunale "Giusi Spezzaferri". Nel cuore della Settimana dell’Educazione 2026, la comunità di Merate si è ritrovata per l’incontro con il dott. Ezio Aceti, psicologo e psicoterapeuta, sul tema "La bellezza dell’educare".
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L’evento, promosso dalla Parrocchia di S. Ambrogio e dall'Oratorio S. Giovanni Bosco e S. Filippo Neri, con il patrocinio del Comune di Merate e in collaborazione con la Polisportiva O.S.G.B.e la Fondazione don Silvano Caccia, ha visto una partecipazione straordinaria di genitori, insegnanti, educatori ed amministratori locali riunitisi per ascoltare uno dei massimi esperti di psicologia dell'età evolutiva.
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“I bambini di oggi sono soli” ha spiegato Aceti “una volta c'era la coerenza educativa: il prete ti diceva una cosa, la scuola e la famiglia la stessa cosa: è facile diventare grandi se tutti ti dicono la stessa cosa”. Ma in un mondo che cambia velocemente, il modello di educazione che conoscevamo noi è diventato fallace su troppi fronti: “Oggi è avvenuta una rivoluzione” ha detto Aceti, citando il filosofo Umberto Galimberti. Ha quindi posto l'accento sulla quantità di stimoli che al giorno d'oggi ricevono i giovanissimi, con l'avvento di internet, i social e la globalizzazione: “non esiste più una coerenza educativa come era un tempo”.
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A fare colpo sulla platea non è stata solo la competenza e la passione del relatore, ma la sua dialettica: vivace, ironico e a tratti dissacrante nei confronti di tutte le categorie presenti in sala. Aceti ha scelto di evitare toni pesanti e tecnicismi, preferendo un linguaggio diretto, una “comunicazione empatica” che ha catturato l'attenzione del pubblico, smantellando molti dei luoghi comuni che oggi circondano il ruolo di genitore e docente.
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“Ci troviamo ad educare bambini di cose dove noi non siamo stati educati” ma ha esortato a non lasciarsi prendere da uno sconforto “siamo andati in crisi, ma io con la parola “crisi” non intendo una cosa negativa: è solo il passaggio da una realtà ad un'altra”.
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Con aneddoti brillanti e una verve trascinante, lo psicologo ha scosso l'uditorio, invitandolo a guardare all’educazione non come a una serie di regole da imporre, ma come a un modo per reinterpretare la vita intera e provare a vederla con gli occhi di un bambino di sette anni. “Non possiamo educare i nostri figli e le generazioni future come siamo stati educati noi”, ha continuato, ribadendo che fino all'età dei sei anni, l'educazione va affrontata come prevenzione e tolleranza “”.
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Ma quindi che cosa vuol dire educare e come bisogna educare? La risposta è arrivata al termine dell'incontro: “dobbiamo fare come San Giovanni Bosco”. Lo psicoterapeuta ha spiegato così i tre “sintomi” che indicano una buona educazione: “fate a gara a vedere le cose belle della gente” ha detto, elencando il primo punto, quello della positività. In una realtà che ci viene raccontata quasi totalmente per le sue peggiori sfaccettature, i bambini hanno bisogno di cogliere gli aspetti positivi, per avere una prospettiva positiva del futuro e di sé stessi; ha quindi esortato genitori ed educatori a vivere nel presente e dimenticarsi dei piccoli screzi; infine a farsi sostenitori dei propri figli.
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L'intervento ha toccato le corde del rispetto, della fiducia e della responsabilità, ricordando che la bellezza dell'educare sta proprio nel saper vedere il potenziale e dare spinte positive, ad avere “uno sguardo di luce” verso ogni bambino: “se non diamo luce noi ai nostri figli, chi gliela deve dare?”. La risposta di Merate è stata entusiasta: un Auditorium gremito che ha seguito con attenzione (e molte risate) le provocazioni del dott. Aceti, partecipando poi attivamente al dibattito finale con domande, curiosità personali e precisazioni su quanto affrontato nel corso della serata.

L'appuntamento con la rassegna per la Settimana dell'Educazione si rinnova a venerdì 23 gennaio, con l'incontro dal titolo “Educare al rispetto, imparare l'ascolto”. Ospiti della serata, rivolta soprattutto ad educatori, allenatori e dirigenti sportivi, saranno la dott.ssa Claudia Alberico, Direttrice Generale della fondazione don Silvano Caccia e membro della commissione formativa della tutela minori della Diocesi di Milano, ed Angelo Bonfrisco, ex arbitro di calcio Serie A e serie B.
F.F.
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