Elezioni provinciali: la miseria politica di Lecco

Sabato 24 gennaio 2026 si è votato per la Presidenza della Provincia di Lecco. Alessandra Hofmann, candidata del centrodestra, è stata confermata sul filo di lana per altri due anni; Matteo Salvini, sul territorio in preda ad aperture e inaugurazioni, le aveva posato sul braccio la sua mano benedicente; inoltre i Fratelli d’Italia di Fabio Mastroberardino, noto collettore di prebende di Stato, sono da sempre filoleghisti. A breve si voterà anche per il rinnovo del Consiglio provinciale.

La legge elettorale infima in base alla quale sindaci, assessori e consiglieri comunali si votano tra di loro, mettendo in atto bieche manovre di piccolo palazzo per vincere.

Il tripudio dopo la vittoria fatto di dichiarazioni roboanti e sorrisi di compiacimento, strette di mano, complimenti da lacchè di provincia; come se fossero stati i cittadini ad esprimere il consenso alla fine di una lunga ed estenuante campagna elettorale.

L’astensionismo a Villa Locatelli; gli aventi diritto sono 1029 amministratori locali e si sono presentati alle urne in 921; una piaga, che affligge da tempo l’Italia, comprensibile nel caso di elettori cittadini insoddisfatti e stanchi di una politica inconcludente, ma inaccettabile in quello di elettori facenti parte delle amministrazioni comunali.

I Miserabili, romanzo storico di Victor Hugo pubblicato nel 1862 e ambientato nella prima metà del secolo in Francia, ha al centro la miseria sociale mai risolta in cui vivono i suoi personaggi. Siamo nella Lecco del 2026 e la miseria, che pare irrisolvibile, è quella della sua politica.

Se avessero votato i cittadini, come dovrebbe essere in uno Stato di diritto, Alessandra Hofmann avrebbe vinto?
Patrizia Ernani Locatelli
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