Non cadiamo nell'inganno
E’ sorprendente e nel contempo preoccupante constatare come un personaggio Donald Trump, sia pure Presidente della potenza militare più forte al mondo sia riuscito in un anno a catalizzare sulla sua persona e sulle sue folli scelte, l’intero scacchiere mondiale.
L’ultima trovata di Trump, lanciata a Davos è quella di creare un Club chiamato Board of Peace, da lui permanentemente presieduto, come un sovrano assoluto, che dovrebbe assumersi il compito di ricostruire Gaza ed occuparsi della soluzione dei conflitti globali.
Un progetto che divide profondamente la comunità internazionale e solleva seri interrogativi sulla tenuta delle istituzioni e le funzioni di strutture multilaterali, le Nazioni Unite e non solo, costruite dal secondo dopoguerra.
Molti partner Europei a lui più vicini e conosciuti si sono dissociati, altre Nazioni si sono accodate pur sapendo che l’adesione comporti una quota iniziale di 1 miliardo di $.
Orban è tra i più entusiasti, la Meloni è favorevole, deve rispettare però la Costituzione ed il Parlamento, auguriamoci che non trovi le disponibilità necessarie, sarebbe una scelta irresponsabile che darebbe sfogo alle smanie mai celate di protagonismo subalterno al tycoon d’oltreoceano, irrispettose però della democrazia e della nostra Legge madre.
E’ sempre più profondo lo spazio che divide le Istituzioni riconosciute e la popolazione che è sempre più disorientata per il progressivo imbarbarimento dei rapporti e le relazioni tra gli Stati e le forze politiche che li compongono, incapaci di orientarle e guidarle verso un futuro condiviso e di Pace.
E’ in questo contesto, antidemocratico e di guerre, che i Trump e le forze della destra estrema si impongono sulla scena politica nazionale ed internazionale, con le loro folli strategie inedite e letali che minano alle fondamenta le ragioni e le difficili regole di coesistenza, di convivenza indispensabili per le nostre Comunità.
Le battaglie che ci attendono nei prossimi mesi ci misureranno su tematiche delicate che coinvolgeranno l’intera società, come il referendum sulla giustizia, sul rapporto della Magistratura e gli altri poteri dello Stato che devono avere la loro completa autonomia nel pieno adempimento della nostra Costituzione, non potrà essere soggiogata al manovratore di turno di Palazzo Chigi, non dovremo subire l’inganno e le menzogne di chi non ha mai rispettato la Resistenza e la Costituzione.
L’ultima trovata di Trump, lanciata a Davos è quella di creare un Club chiamato Board of Peace, da lui permanentemente presieduto, come un sovrano assoluto, che dovrebbe assumersi il compito di ricostruire Gaza ed occuparsi della soluzione dei conflitti globali.
Un progetto che divide profondamente la comunità internazionale e solleva seri interrogativi sulla tenuta delle istituzioni e le funzioni di strutture multilaterali, le Nazioni Unite e non solo, costruite dal secondo dopoguerra.
Molti partner Europei a lui più vicini e conosciuti si sono dissociati, altre Nazioni si sono accodate pur sapendo che l’adesione comporti una quota iniziale di 1 miliardo di $.
Orban è tra i più entusiasti, la Meloni è favorevole, deve rispettare però la Costituzione ed il Parlamento, auguriamoci che non trovi le disponibilità necessarie, sarebbe una scelta irresponsabile che darebbe sfogo alle smanie mai celate di protagonismo subalterno al tycoon d’oltreoceano, irrispettose però della democrazia e della nostra Legge madre.
E’ sempre più profondo lo spazio che divide le Istituzioni riconosciute e la popolazione che è sempre più disorientata per il progressivo imbarbarimento dei rapporti e le relazioni tra gli Stati e le forze politiche che li compongono, incapaci di orientarle e guidarle verso un futuro condiviso e di Pace.
E’ in questo contesto, antidemocratico e di guerre, che i Trump e le forze della destra estrema si impongono sulla scena politica nazionale ed internazionale, con le loro folli strategie inedite e letali che minano alle fondamenta le ragioni e le difficili regole di coesistenza, di convivenza indispensabili per le nostre Comunità.
Le battaglie che ci attendono nei prossimi mesi ci misureranno su tematiche delicate che coinvolgeranno l’intera società, come il referendum sulla giustizia, sul rapporto della Magistratura e gli altri poteri dello Stato che devono avere la loro completa autonomia nel pieno adempimento della nostra Costituzione, non potrà essere soggiogata al manovratore di turno di Palazzo Chigi, non dovremo subire l’inganno e le menzogne di chi non ha mai rispettato la Resistenza e la Costituzione.
Sergio Fenaroli

























