Mercato libero e scelte sbagliate

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L’ampliamento continuo dei servizi provoca solo disservizi, perché gli operatori di Poste sono semplici sportellisti, (. . . .) e quindi non hanno e non devono avere le conoscenze su qualunque “affare” che le Poste decidono di implementare. Agli sportellisti viene chiesto di essere una sorta di “Google”, a cui porre qualsiasi domanda. Non credo che esistano aziende private (perché “Poste” è privata) che ogni giorno decidano di aggiungere nuovi business, costringendo gli impiegati a fare continui corsi di aggiornamento che lasciano il tempo che trovano, e che all’atto pratico creano solo confusione con il conseguente disappunto degli utenti/clienti. Non è normale tutto questo. Il mercato libero in certi settori non va assolutamente bene. Fatturare a discapito dei dipendenti io lo chiamo sfruttamento. A fine mese gli impiegati più anziani delle poste, prendono di meno di un operaio con il livello più basso che ha cominciato a lavorare due mesi fa. Per fare un paragone, chiedete alle Banche se sarebbero disposte a stare aperte il sabato mattina, erogare bonus statali, avare a che fare con centinaia di clienti al giorno di ogni genere. Anche le Banche erogano servizi e sono private come le Poste. Due pesi, due misure? Vi sembra normale?
Sara
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