DDL Stupri: la misoginia diventa legge
Paola Pizzighini, consigliera regionale M5S Lombardia: "Doveva essere un patto bipartisan, un passo di civiltà per adeguare finalmente l’Italia alla Convenzione di Istanbul e alle altre convenzioni internazionali che da anni parlano chiaro: senza consenso esplicito non c’è libertà, c’è violenza. La “volontà presunta” non è consenso, è un alibi. E invece questo Governo, ancora una volta, sceglie scientemente da che parte stare: contro le donne, contro i diritti, contro la verità. Dal ddl Stupri viene cancellato il concetto di “consenso libero e attuale”. Una cancellazione politica, non tecnica. Una scelta ideologica, non un errore. Una donna della Lega, cieca, ostinata e prigioniera della cultura patriarcale che la sua stessa parte politica alimenta, diventa il volto plastico di una destra misogina, feroce e pericolosa. Non è un incidente, è un progetto. Giorgia Meloni, davanti al Paese, tradisce la parola data. Rompe un patto politico, smentisce gli impegni assunti con le opposizioni e con tutte le donne italiane. Ancora una volta dimostra che, quando si tratta di diritti, il suo governo è pronto a calpestarli pur di tenere in piedi l’architettura del potere patriarcale che lo sostiene. Giorgia Meloni oggi rappresenta l’Italia che odia, che abusa, che nega. L’Italia che finge di proteggere mentre smonta, pezzo dopo pezzo, le garanzie minime per chi subisce violenza. Non tutela questo Paese, non tutela la sicurezza delle cittadine e dei cittadini: difende solo il proprio blocco di potere e la propria propaganda. Non c’è nulla di umano in un governo che, di fronte ai dati sui femminicidi, sulle violenze sul lavoro, sugli abusi quotidiani, decide di indebolire la tutela sul consenso. È un governo che odia, che disprezza, che si rende complice con il silenzio e con le omissioni. E chi dentro la maggioranza tace, è corresponsabile".
Paola Pizzighini, infine, annuncia: "A questa ennesima provocazione istituzionale e politica rispondo con i fatti: il 6 marzo, in Regione Lombardia, organizzerò un dibattito pubblico con sindacati, avvocati e giornalisti. Parleremo di donne abusate sul lavoro, umiliate, ricattate. Di donne non rispettate, travolte dall’odio maschile e dal disprezzo di quelle donne che hanno scelto di stare dalla parte del potere invece che dalla parte della giustizia. Faremo nomi, racconteremo storie, porteremo documenti. Perché mentre il governo Meloni arretra sui diritti e rende la misoginia istituzionale, noi costruiremo un fronte pubblico che non accetta più compromessi con chi calpesta la dignità e la salute mentale delle persone", conclude la 5 Stelle, Pizzighini.
Paola Pizzighini, infine, annuncia: "A questa ennesima provocazione istituzionale e politica rispondo con i fatti: il 6 marzo, in Regione Lombardia, organizzerò un dibattito pubblico con sindacati, avvocati e giornalisti. Parleremo di donne abusate sul lavoro, umiliate, ricattate. Di donne non rispettate, travolte dall’odio maschile e dal disprezzo di quelle donne che hanno scelto di stare dalla parte del potere invece che dalla parte della giustizia. Faremo nomi, racconteremo storie, porteremo documenti. Perché mentre il governo Meloni arretra sui diritti e rende la misoginia istituzionale, noi costruiremo un fronte pubblico che non accetta più compromessi con chi calpesta la dignità e la salute mentale delle persone", conclude la 5 Stelle, Pizzighini.

























