Il nuovo ponte Lecco e Pescate è stato inaugurato, ma la sua utilità e tutta da dimostrare

Nuovo ponte tra Lecco e Pescate: inaugurazione sì, ma l’utilità reale resta da dimostrare
Nella giornata di oggi, verrà inaugurato il cosiddetto quarto ponte tra Lecco e Pescate. Un’opera attesa, presentata come strategica per la viabilità cittadina e territoriale, anche in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina.
È tuttavia doveroso, al di là del taglio del nastro, porsi una domanda semplice e legittima: questo ponte risolve davvero i problemi di traffico di Lecco?
Dai dati e dalle modalità di utilizzo previste emerge una criticità evidente:
  • il nuovo ponte non separa in modo netto i flussi di traffico;
  • ha una capacità limitata, con benefici concentrati soprattutto sul traffico in ingresso;
  • non elimina le strozzature strutturali che gravano da anni sul sistema viabilistico cittadino, a partire dal nodo del ponte Manzoni.
Il rischio concreto è che l’opera finisca per essere una soluzione parziale a un problema sistemico, utile solo se inserita in una visione complessiva che, ad oggi, non è stata chiaramente illustrata ai cittadini. 
Se allarghiamo l’orizzonte infrastrutturale nel quale si colloca questa opera, pensando al collegamento aeroporto di Orio al Serio con la Valtellina si evidenziano quattro criticità infrastrutturali ormai insostenibili: il passaggio a livello di Cisano Bergamasco che blocca l’asse bergamasco, il tratto incompiuto della Lecco–Bergamo che trasforma una direttrice strategica in strada urbana, la falsa tangenziale di Sondrio interrotta da un passaggio a livello e, infine, il passaggio a livello in pieno centro a Tirano, reso ancora più grave dal mancato completamento della tangenziale nonostante le Olimpiadi. Quattro colli di bottiglia che dimostrano l’assenza di una visione unitaria e continuano a penalizzare cittadini, imprese e turismo.
Le infrastrutture non si giudicano dall’inaugurazione, ma dai benefici misurabili nel tempo: riduzione reale delle code, miglioramento della qualità della vita, minore impatto ambientale, maggiore sicurezza. 

Per questo chiediamo che, dopo la fase celebrativa, il Sindaco di Lecco si impegni a:
  • rendere pubblici indicatori chiari di efficacia dell’opera;
  • avviare una valutazione trasparente dei flussi di traffico nei mesi successivi all’apertura;
  • chiarire quali ulteriori interventi si debbano prevedere per affrontare in modo strutturale la mobilità lecchese.
Lecco non ha bisogno di opere “simbolo”, madi soluzioni che funzionino davvero.
Patto per il Nord
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