Merate, 175 anni del Mandic: parola a chi l’ha diretto dal ’03 al ’14 e al dr. Melazzini

Il passaggio istituzionale più atteso della mattinata sui 175 anni del Mandic è arrivato con l’intervento del direttore generale Marco Trivelli, che ha introdotto, collegato da remoto, Mario Giovanni Melazzini, direttore generale Welfare di Regione Lombardia, chiamato a rispondere sul significato dell’applicazione stringente del D.M. 70. 
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Melazzini ha ricondotto il D.M. 70 alla sua funzione originaria: ridisegnare l’organizzazione ospedaliera con indicatori di qualità, volumi e bacini di utenza, e ha spiegato che la Regione è stata richiamata dal Ministero della Salute perché la programmazione va completata secondo quei presupposti. Non si tratta, ha chiarito, di un adempimento formale: l’applicazione è legata ai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e incide anche sul posizionamento della Regione nei meccanismi di valutazione e riparto. 
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Dentro questo quadro, però, Melazzini ha riconosciuto il ruolo del Mandic nel territorio e la sua partecipazione alle reti, sottolineando l’importanza di non “penalizzare” presidi che svolgono una funzione essenziale. Ha richiamato, come esempi concreti di valore, la qualità professionale nelle cure palliative e la Breast Unit, l’attenzione alla salute mentale, e il modello di rete tra i presidi dell’ASST Lecco, con l’auspicio di una regia unica capace di tenere insieme ospedale e comunità, anche attraverso lo sviluppo delle Case di Comunità.
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Trivelli ha ringraziato il dottor Melazzini per le sue parole e nel suo intervento di raccordo ha ribadito che al Mandic è in corso un rinnovo, ma ha anche richiamato un tema critico che attraversa ogni progetto: la carenza, in particolare, di personale infermieristico.
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Pietro Caltagirone
Nell’ultima parte della mattinata, lo sguardo sul futuro è passato anche attraverso le voci di chi ha guidato l’azienda negli ultimi anni. Pietro Caltagirone, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Lecco dal 2003 al 2007, ha ricordato l’arrivo “tra due fuochi”, in una fase in cui l’ospedale era conteso tra ipotesi contrapposte, e ha rivendicato la scelta di riorganizzare puntando su un’identità che tenesse insieme Merate e Lecco, con strumenti concreti come il collegamento dedicato tra i due presidi e la convinzione che il Mandic dovesse restare pubblico. 
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Ambrogio Bertoglio
Ambrogio Bertoglio (2008-2010) ha insistito sul valore della rete e del coinvolgimento della popolazione, ricordando passaggi significativi come l’unità operativa in psichiatria e la necessità di “connettersi” al territorio. Mauro Lovisari (2011-2014) ha riportato, con toni personali, episodi della propria esperienza e la centralità dei lavori di trasformazione dell’ospedale, raccontando una presenza quotidiana sul cantiere come segno di attenzione al presidio e chiudendo con un incoraggiamento rivolto all’attuale direzione.
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Mauro Lovisari
A concludere è stato ancora il sindaco Mattia Salvioni, che ha ringraziato relatori e partecipanti e ha annunciato l’avvio a breve della sperimentazione di sei mesi della navetta tra l’ospedale di Merate e quello di Lecco, un tassello operativo che, più di molte parole, sintetizza lo spirito emerso in tutta la seconda sessione: futuro come rete, futuro come integrazione, futuro come capacità di dare risposte vicine senza rinunciare alla qualità.
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Il sindaco Mattia Salvioni

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Se il Mandic compie 175 anni, la mattinata meratese ha lasciato un messaggio netto. La storia pesa, ma non basta. Il punto, ora, è trasformare investimenti, percorsi e collaborazione territoriale in una traiettoria stabile, capace di reggere la prova più dura che arriva: una popolazione sempre più anziana, bisogni sempre più complessi, e una sanità che, per continuare a essere “di comunità”, dovrà imparare a essere sempre più anche “di sistema”.
E.Ma.
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