La questione iraniana non sia un alibi…
Quello che sta atrocemente accadendo in Iran suscita la più grande preoccupazione: L'indignazione per le uccisioni del regime di centinaia (c'è chi dice migliaia) di civili che giustamente protestano nelle piazze è il minimo che si possa provare.
Pur nel turbinio di notizie più o meno fondate che si rincorrono in questi concitati momenti una particolare attenzione ritengo debba essere riservata ad un sottile rischio che si profila: quello di legittimare in special modo l'operato di Trump, Netanyahu, Putin.
Sono soprattutto i primi due che atteggiandosi a cultori della giustizia e protettori dei diritti umani in salsa iraniana stanno non casualmente cercando di riciclarsi agli occhi dell'opinione pubblica mondiale.
Non facciamoci irretire da tali strategie d'immagine che nascondono i loro sporchi interessi utilitaristici che stanno procurando migliaia di vittime.
Il loro volto è analogo a quello di coloro che dicono di voler contrastare e rimuovere.
Con l'aggravante dell'ipocrisia di chi si ritiene al di sopra non solo del Diritto Internazionale ( come successo anche da parte di altri in passato) ma di ogni effettivo diritto umano.
La più che legittima azione di liberazione nelle piazze iraniane non sia l'alibi per coloro che stanno calpestando ogni diritto in nome di una solo presunta real politik.
Quello che i media dovrebbero e possono fare è contribuire a tenere alto il livello di consapevolezza dell'opinione pubblica come ad esempio non lasciar scomparire dai radar, come di fatto sta avvenendo, l'inumana questione di Gaza e della Cisgiordania, come di tante altre drammatiche ed ingiuste realtà sottaciute.
E ricordiamoci sempre quanto scriveva Trilussa con il suo Ninna Nanna non solo contro la guerra:
“.....Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s'ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d'una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Chè quer covo d'assassini
che c'insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.
Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, chè domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l'ombra d'un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!”
Pur nel turbinio di notizie più o meno fondate che si rincorrono in questi concitati momenti una particolare attenzione ritengo debba essere riservata ad un sottile rischio che si profila: quello di legittimare in special modo l'operato di Trump, Netanyahu, Putin.
Sono soprattutto i primi due che atteggiandosi a cultori della giustizia e protettori dei diritti umani in salsa iraniana stanno non casualmente cercando di riciclarsi agli occhi dell'opinione pubblica mondiale.
Non facciamoci irretire da tali strategie d'immagine che nascondono i loro sporchi interessi utilitaristici che stanno procurando migliaia di vittime.
Il loro volto è analogo a quello di coloro che dicono di voler contrastare e rimuovere.
Con l'aggravante dell'ipocrisia di chi si ritiene al di sopra non solo del Diritto Internazionale ( come successo anche da parte di altri in passato) ma di ogni effettivo diritto umano.
La più che legittima azione di liberazione nelle piazze iraniane non sia l'alibi per coloro che stanno calpestando ogni diritto in nome di una solo presunta real politik.
Quello che i media dovrebbero e possono fare è contribuire a tenere alto il livello di consapevolezza dell'opinione pubblica come ad esempio non lasciar scomparire dai radar, come di fatto sta avvenendo, l'inumana questione di Gaza e della Cisgiordania, come di tante altre drammatiche ed ingiuste realtà sottaciute.
E ricordiamoci sempre quanto scriveva Trilussa con il suo Ninna Nanna non solo contro la guerra:
“.....Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s'ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d'una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Chè quer covo d'assassini
che c'insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.
Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, chè domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l'ombra d'un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!”
Germano Bosisio

























