Ponte, Torchio: la provincia deve essere al nostro fianco. La regione ascolti il territorio

Sul progetto del nuovo ponte di Paderno, il sindaco Giampaolo Torchio ha tenuto una conferenza stampa, oggi pomeriggio, mercoledì, a Cascina Maria. Non sono emerse novità sostanziali. Il quadro è ormai chiaro e facilmente riassumibile: l’attuazione del progetto nr. 1 di RFI, cioè un nuovo ponte stradale e ferroviario a doppio binario a 30 metri circa dall’attuale, provocherà un incremento del traffico nella misura compresa tra il 60% previsto da RFI e Regione Lombardia e l’86% ipotizzato dallo studio commissionato dalla Provincia di Lecco e dai Comuni dell’area.

E proprio sulla Provincia, e sul suo ruolo istituzionale, ha posto l’accento il Sindaco di Paderno. La Provincia rappresenta tutti i comuni e quindi deve rappresentare in tutte le sedi le ragioni dei comuni, siano essi di fascia 1, quelli direttamente interessati, siano essi quelli di fascia 2, tutti comunque spaventati dallo scenario che si prospetta. La via Festini ma anche le vie Edison e Volta, cioè “dentro” il paese potrebbero subire un incremento di traffico tra il 134 e il 142%.

Al contrario la Provincia sta ignorando le istanze dei propri sindaci per sposare senza se e senza ma il progetto di Rete Ferroviaria Italiana e Regione Lombardia. “Anche per questo – ha discretamente detto Torchio – sosteniamo convinti la candidatura di Fabio Vergani a presidente dell’Ente di villa Locatelli”.
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Da sinistra, l'architetto Marco Testoni, capo Ufficio Tecnico, il sindaco Gianpaolo Torchio e il consigliere di Valentino Casiraghi
La fase del dibattito pubblico è da considerarsi chiusa. Nessuna proposta, neppure quelle giunte dalla conferenza dei sindaci dell’Isola bergamasca, è stata presa in considerazione. Nemmeno lo studio sui flussi di traffico ha prodotto qualche ripensamento. Peraltro ci sono ancora numerosi aspetti del progetto non chiariti. Ad esempio, a che cosa serve il doppio binario? Per il traffico ordinario basterebbe un solo binario, la linea Carnate-Bergamo non è poi così trafficata. A meno che si pensi di dirottare su quella linea tutto il traffico merci. In tal caso decine e decine di convogli, spesso molto lunghi viaggianti di notte, attraverserebbero il paese. Con tutte le conseguenze del caso compresa una iper svalutazione degli immobili.

Il Sindaco di Paderno ha voluto anche puntualizzare due aspetti emersi più volte nel dibattito di questi mesi. Il primo è che molti non credevano ai primi dati sull’aumento del traffico, parlando esplicitamente di una sproporzione per “spaventare” la gente. Ora si deve prendere atto addirittura di una sottostima dell’incremento veicolare considerando anche la previsione di 2.000 – 2.300 mezzi pesanti ogni giorno contro lo zero di oggi.

La seconda che il territorio non si sia mosso per tempo a differenza di Calusco che ha realizzato la bretella per dirottare il traffico direttamente sulla provinciale per Capriate. Calusco aveva buone ragioni – e probabilmente anche le risorse necessarie – avendo sul proprio territorio due grandi aziende che necessitano imponenti movimentazioni di merci, mentre la situazione di Paderno è del tutto diversa.

Il tema vero è che per cinquant’anni gli enti preposti nulla hanno messo in campo per superare l’Adda, andando oltre il San Michele, meno antico dei ponti di Brivio e Trezzo. E ora si dice che occorre fare presto perché la mobilità non la si può fermare. Certamente no. Ma senza creare un nuovo disastro, cui poi qualcuno dovrà metterci mano. Visto che già oggi nelle ore di punta la congestione è evidente e la velocità media di percorrenza non supera i 20 km/h.  

La parola d’ordine finale è: vogliamo come sindaci e rappresentanti delle popolazioni di questo territorio essere presenti in tutte le sedi decisionali. Vogliamo vedere i progetti inseriti nello studio finalizzati a fluidificare la viabilità a partire dalla soppressione dei passaggi a livello e la realizzazione delle varie bretelle, di cui però non sappiamo pressoché nulla.

Chiediamo un tavolo regionale tecnico sì ma anche politico cui tutti i comuni delle fasce 1 e 2 possiamo partecipare e confrontarsi. E accanto a noi ci deve essere la Provincia.
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