Robbiate: Riccardo Inverardi ottiene un brevetto per la sua speciale pancetta cotta

La Storia, anche quella gastronomica, è piena di successi nati per caso. Non sempre infatti le cose vanno come si sperava, ma non necessariamente il risultato è un fallimento… anzi. Ne è un esempio Riccardo Inverardi, titolare della Trattoria Norcineria Gourmet “Magna Bev & Tas” di Robbiate, che proprio pochi giorni fa ha ottenuto un attestato di brevetto per invenzione industriale dal titolo: “Procedimento per la realizzazione di un salame farcito e relativo prodotto ottenuto”. Un traguardo prestigioso che certifica ufficialmente un’intuizione unica nel suo genere, oggi riconosciuta anche sul piano tecnico e legale.
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Come molte grandi scoperte della storia gastronomica, anche questa, come si diceva, affonda le radici nel caso. “All’inizio era una pancetta fatta con la pasta di salame da stagionare”, racconta Inverardi. “Il problema era che la pasta interna diventava acida in poco tempo. Ne avevo preparata un’altra e, quasi per tentativo, l’ho fatta cuocere. È stata la mossa giusta: da lì si è aperto un mondo”.
Da quell’esperimento fortuito è nato un percorso fatto di prove, errori, correzioni tecniche e tanta ostinazione. Non c’erano modelli a cui ispirarsi: “Non potevo copiare da nessuno, perché nessuno faceva un prodotto simile”. Proprio questa unicità ha portato al riconoscimento: oggi Inverardi è l’unico a realizzare questo tipo di affettato, in Italia e – di fatto – anche all’estero.
Il prodotto si presenta come una pancetta arrotolata, un elegante rotolo che racchiude al suo interno ingredienti selezionati e creativi: fichi, noci, arancia, zenzero, fragole, limoncello, fino ad abbinamenti più audaci come cioccolato fondente. “C’è l’imbarazzo della scelta”, sorride Inverardi, “la fantasia guida tutto, ma bisogna sempre garantire la tenuta e l’affettabilità”. Il risultato è un affettato cotto, morbido e delicato, che “si scioglie in bocca”. Una caratteristica che lo rende adatto a tutti, bambini, anziani e anche donne in gravidanza. La fetta è sottile, precisa, l’ingrediente resta al centro: estetica e gusto vanno di pari passo.
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L’idea di brevettare è nata ormai anni fa durante una fiera, parlando con un produttore di cravatte che, colpito dall’originalità del prodotto, ha incoraggiato Inverardi a tutelarlo. Lui stesso infatti aveva ottenuto un brevetto per un particolare modello di cravatte. Da lì Inverardi ha scelto di fare un primo tentativo, non andato però a buon fine. Il fatto non l’ha però demoralizzato, perché poco dopo ci ha riprovato, questa volta con il supporto dell’avvocato Davide Bonfanti, che ha curato l’intera parte legale. “È stato un iter lungo e laborioso”, spiega il norcino: traduzioni in italiano e inglese, disegni tecnici non semplici fotografie, documentazione dettagliata. Ma la perseveranza è stata premiata. Il brevetto infatti alla fine è arrivato sabato scorso, freschissimo di consegna.
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Oggi le pancette brevettate vengono proposte esclusivamente nel punto vendita di Robbiate, all’interno dei taglieri della norcineria. Ma l’ambizione guarda oltre: “L’idea è trovare un laboratorio più grande per aumentare la produzione, sempre artigianale. E se arrivasse un investitore, sarebbe il benvenuto”. Nel frattempo però, la ricerca non si ferma. È già in fase di studio una crema di pancetta cotta, tritata finissima fino a diventare una mousse, con varianti di sapore grazie alla mescolanza con altri ingredienti: un nuovo progetto che potrebbe presto seguire la strada del brevetto.
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Dalla passione alla tutela dell’ingegno, dalla tradizione alla sperimentazione, la storia di Riccardo Inverardi dimostra che anche da un piccolo paese può nascere un’innovazione capace di parlare al mondo. E, soprattutto, di conquistarlo… una fetta alla volta.
E.Ma.
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