Ideologia e tifoseria

L’ideologia che attraverso il pensiero, sosteneva l’azione politica di un tempo è stata sostituita dalla tifoseria. L’emotività ha prevalso sull’argomentazione. La materialità dei fatti e le possibili soluzioni ai problemi che prima orientavano il giudizio politico e conseguentemente la scelta del partito, oggi hanno lasciato il posto alla personalizzazione, al culto del leader, iniziato con Umberto Bossi e rilanciato da Silvio Berlusconi. Il soggetto dominante, ora, è il tifoso, che spesso prescinde dai fatti in virtù di una scelta aprioristica e fideistica.
Si è talmente radicata questa nuova modalità di voto che tutto ciò che dovrebbe concorrere a orientarlo finisce ai margini dell’analisi.
Il 24 gennaio si vota per eleggere il presidente della provincia di Lecco. A causa della riforma di Graziano Delrio del PD, un obbrobrio rimasto incompiuto, votano soltanto i consiglieri comunali. Elezione di secondo livello la chiamano. Un modo sottile per eludere il giudizio popolare.
In campo ci sono Alessandra Hofmann, presidente uscente, in quota alla Lega, che guida una maggioranza di centrodestra sia pure risicata, sei a cinque, e Fabio Vergani, sindaco di Imbersago e presidente della conferenza dei sindaci del meratese, sostenuto da Civici e centrosinistra.
Tanti, naturalmente i temi aperti che il presidente eletto dovrà affrontare. Per quanto riguarda la Brianza sud-orientale, cioè gran parte del meratese, il tema di fondo è la viabilità e in particolare, i ponti. Quello di Brivio da ristrutturare e quello di Paderno da costruire.
In entrambe le situazioni ci sono scontri tra i portatori di interessi locali e le grandi Istituzioni, Anas, RFI e Regione, le quali hanno come obiettivo primario quello di spendere il meno possibile. A Brivio il Sindaco chiede una ampia passerella per pedoni, ciclisti, carrozzine mentre Anas respinge la richiesta e annuncia 18 mesi di chiusura (ce ne sono voluti sedici per costruire il ponte sul Polcevera a Genova). La Provincia non si sente, non prende posizione pubblica in modo netto.
Ancora peggio per il nuovo ponte di Paderno. Tutti gli studi ormai confermano che una volta ultimato a trenta metri dall’attuale l’intera area avrà un livello di servizio pessimo, in alcuni casi congestionato. E nessuno parla dell’inquinamento atmosferico causato dai duemila Tir che transiteranno ogni giorno sulle nostre strade. Qui la Provincia parla, eccome se parla, difendendo a spada tratta il progetto di RFI e Regione Lombardia.
Fabio Vergani guida i sindaci locali contrari a questo progetto (13) i quali, insieme ai colleghi di una decina di comuni del monzese hanno presentato un’ipotesi alternativa assai più sostenibile a livello di traffico e inquinamento. Costa di più, una manciata di milioni in più, ma cosa sono a rispetto ai 15 miliardi per il ponte sullo Stretto di cui 1 miliardo già speso in progettazioni e studi?
Questo quadro dovrebbe ideologicamente orientare la scelta dei consiglieri dell’area meratese. Ovviamente ciascuno ha tutto il diritto di essere d’accordo con la Regione, di non vedere il problema (che non è questione di non nel mio orto ma di pura sopravvivenza). Invece siamo pronti a scommettere che la tifoseria farà premio su analisi e studi. Antonio De Luca, assessore di Cernusco in quota a Fratelli d’Italia fa campagna per la Hofmann. Ma almeno le ha chiesto se in caso di vittoria farà le due rotonde a Cernusco, attese da anni? Sbilanciandoci, fatichiamo a credere che De Luca – profondo conoscitore del tessuto viabilistico meratese avendolo percorso per anni su un’auto militare – non si renda conto dell’assurdità di un nuovo ponte accanto all’attuale.  
Eppure per comprendere perché il ponte “DEVE” essere costruito proprio lì, basta allungare lo sguardo sulla sponda bergamasca, dove la variante già bell’e pronta dirotterà il traffico salvaguardando Calusco. Dove si innalza l’enorme “camino” dell’ex Italcementi nei cui forni nei prossimi anni si bruceranno 110mila tonnellate di rifiuti annui contro le 30mila tonnellate attuali. Servirà un continuo carico di immondizia presa chissà dove. E secondo voi, Tir e container su rotaia dove dovrebbero passare per raggiungere comodamente lo stabilimento se non da Paderno?
Claudio Brambilla
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.