Parola di ventenne

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Buonasera Signor Motta, nel bel mezzo di una pausa da un impegnativo studio in vista dell'esame di diritto penale mi sono imbattuto pur tardivamente nel suo articolo (il quale è datato 3 gennaio, oggi è già l'8) e vorrei porgerle il punto di vista di un ventenne sbarbato ma con, forse, un briciolo di esperienza. Premetto che la sera di San Silvestro ero impegnato a servire risotti e arrosti, come ho già iniziato a fare da un paio d'anni a questa parte; non si pensi tuttavia che non sia un festaiolo, quanto adoro le bollicine! Ma veniamo al punto. Achille Barosi ha cenato con i genitori, e solo dopo la mezzanotte si è recato in quel maledetto locale; stento a credere che non gli siano state fatte le dovute raccomandazioni. Era all'esterno quando la deflagrazione è scoppiata, e solamente l’altruismo disperato di un sedicenne ha fatto si che tornasse dentro al locale. Una deflagrazione improvvisa e inaspettata, impensabile per dei sedicenni che festeggiano il capodanno. Poco cambia se il locale fosse oltralpe e in una prestigiosa location, se fosse successo in un locale popolare della brianza avrebbe avuto una reazione differente? Si fidi, se punta il dito contro quei poveri genitori, diffidi a dire di si quando suo figlio le chiederà di andare in un locale per festeggiare una qualunque festa, o quantomeno prima lo accompagni e si accerti che le uscite di sicurezza e i sistemi d’anticendio siano ben disposti. Le fatalità sono sempre dietro l’angolo, si presentano di soppiatto quando meno te l’aspetti, dovrebbe saperlo bene lei che frequenta la montagna. Sua nonna aveva ragione, parola di un ventenne.
Edoardo P.
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