Brivio: scontro social per un...mancato ricordo
Gli umani spesso dimenticano, i social invece…no. Ne è un esempio l’ultimo botta e risposta avvenuto (seppur virtualmente) a Brivio.
Un utente anonimo nelle scorse ore ha pubblicato un post in uno dei gruppi FB del paese attaccando apertamente il sindaco Federico Airoldi per il suo “silenzio” rispetto alla recente scomparsa di Francesco Ripamonti, cittadino di Calco a cui il Comune di Brivio aveva conferito una benemerenza civica nel 2022 per il suo impegno nella cooperativa L’Alveare, di cui è stato presidente per 24 anni.
“Il silenzio del sindaco di Brivio, Federico Airoldi, in occasione della scomparsa di Francesco Ripamonti non è una semplice dimenticanza” ha scritto l’anonimo utente. “è un’assenza grave, che pesa e che interroga profondamente la coscienza civica della comunità. Quando viene a mancare una persona che ha dedicato una parte significativa della propria vita al bene comune, tacere non è neutrale: è una scelta”. Il post prosegue ricordando l’impegno di Ripamonti, e conclude: “Non rendere nemmeno una parola di ricordo a chi è stato pubblicamente celebrato come esempio di impegno civile è un segnale sbagliato, che svilisce il valore stesso delle istituzioni e del riconoscimento che esse conferiscono. Questo silenzio non onora Francesco Ripamonti, ma non onora nemmeno chi rappresenta la comunità. Ed è proprio per questo che non può e non deve passare sotto silenzio”.
Il post ha suscitato approvazione, ma anche critiche, soprattutto per via dell’anonimato che ha preferito mantenere l’autore. Il contenuto però deve essere arrivato anche al sindaco Federico Airoldi, che ha deciso di replicare pubblicando un post sul proprio profilo e non direttamente come commento allo scritto dell’utente anonimo. “Per chi non lo sapesse e interpreta strumentalmente il mio silenzio sui social, informo che la commemorazione dei cittadini benemeriti ed onorari e dei rappresentanti eletti dai cittadini in seno alle istituzioni avviene all’inizio del primo Consiglio Comunale convocato dopo la loro scomparsa.
Come da prassi e nella sede istituzionalmente preposta, ovvero la casa di tutti i cittadini, per dar modo di esprimere il ricordo della persona scomparsa al Sindaco ed ai componenti del Consiglio Comunale oltre ai rappresentanti di Enti, Istituzioni ed Associazioni che interverranno alla presenza dei famigliari”.

Tutto vero, non c’è che dire, la risposta non fa una piega. Il problema però – e qui torniamo all’incipit dell’articolo – è che i social…non dimenticano. Solo pochi mesi fa infatti il primo cittadino aveva onorato la scomparsa del capogruppo di maggioranza Lorenzo Mazzoleni via social, pubblicando poche ore dopo la sua morte un commosso ricordo. La commemorazione era avvenuta anche all’inizio del primo consiglio comunale utile. Ancora, nel 2024, quando si era spenta la stimata professoressa Monalda Mazzali, cittadina benemerita come Ripamonti, Airoldi aveva pubblicato subito un post su Facebook in suo ricordo con tanto di foto al momento del conferimento della benemerenza da parte del Comune di Brivio. Solo due esempi che vanno controcorrente rispetto all’ultimo post di "debole" replica di Federico Airoldi.
Molto probabilmente quella del sindaco dev’essere stata una dimenticanza nei confronti della scomparsa del benemerito Ripamonti. Tuttavia nel giustificarsi, pur scrivendo un pensiero incontestabile, Airoldi si è contraddetto perché dai social – sfortunatamente per lui – le prove riaffiorano velocemente.
Un utente anonimo nelle scorse ore ha pubblicato un post in uno dei gruppi FB del paese attaccando apertamente il sindaco Federico Airoldi per il suo “silenzio” rispetto alla recente scomparsa di Francesco Ripamonti, cittadino di Calco a cui il Comune di Brivio aveva conferito una benemerenza civica nel 2022 per il suo impegno nella cooperativa L’Alveare, di cui è stato presidente per 24 anni.
“Il silenzio del sindaco di Brivio, Federico Airoldi, in occasione della scomparsa di Francesco Ripamonti non è una semplice dimenticanza” ha scritto l’anonimo utente. “è un’assenza grave, che pesa e che interroga profondamente la coscienza civica della comunità. Quando viene a mancare una persona che ha dedicato una parte significativa della propria vita al bene comune, tacere non è neutrale: è una scelta”. Il post prosegue ricordando l’impegno di Ripamonti, e conclude: “Non rendere nemmeno una parola di ricordo a chi è stato pubblicamente celebrato come esempio di impegno civile è un segnale sbagliato, che svilisce il valore stesso delle istituzioni e del riconoscimento che esse conferiscono. Questo silenzio non onora Francesco Ripamonti, ma non onora nemmeno chi rappresenta la comunità. Ed è proprio per questo che non può e non deve passare sotto silenzio”.

Come da prassi e nella sede istituzionalmente preposta, ovvero la casa di tutti i cittadini, per dar modo di esprimere il ricordo della persona scomparsa al Sindaco ed ai componenti del Consiglio Comunale oltre ai rappresentanti di Enti, Istituzioni ed Associazioni che interverranno alla presenza dei famigliari”.

Tutto vero, non c’è che dire, la risposta non fa una piega. Il problema però – e qui torniamo all’incipit dell’articolo – è che i social…non dimenticano. Solo pochi mesi fa infatti il primo cittadino aveva onorato la scomparsa del capogruppo di maggioranza Lorenzo Mazzoleni via social, pubblicando poche ore dopo la sua morte un commosso ricordo. La commemorazione era avvenuta anche all’inizio del primo consiglio comunale utile. Ancora, nel 2024, quando si era spenta la stimata professoressa Monalda Mazzali, cittadina benemerita come Ripamonti, Airoldi aveva pubblicato subito un post su Facebook in suo ricordo con tanto di foto al momento del conferimento della benemerenza da parte del Comune di Brivio. Solo due esempi che vanno controcorrente rispetto all’ultimo post di "debole" replica di Federico Airoldi.
Molto probabilmente quella del sindaco dev’essere stata una dimenticanza nei confronti della scomparsa del benemerito Ripamonti. Tuttavia nel giustificarsi, pur scrivendo un pensiero incontestabile, Airoldi si è contraddetto perché dai social – sfortunatamente per lui – le prove riaffiorano velocemente.
























