Ancora sulla tragedia svizzera
Un bel Tacer non fu mai scritto (a proposito di Crans Montana)
Egregio Direttore, non volevo inviare questa lettera alla vostra Redazione per evitare lo stillicidio delle risposte e controrisposte ma poi ho riflettuto e ho pensato che dopo una simile tragedia l'unica cosa da fare era di restare in silenzio per la commiserazione delle vittime e dei loro parenti, invece no! C'è sempre qualcuno che ha qualcosa da ridire invece di tacere. Un bel tacer non fu mai scritto! Dice un vecchio proverbio, ma c'è qualcuno pur ben consigliato dalla nonna che si sente obbligato non so da chi di scrivere sermoni.
Mi riferisco all'articolo pubblicato dal Prof. Motta che contiene affermazioni veramente incredibili;
Vorrei solo fargli notare che con il suo articolo si stanno accusando le vittime ed i genitori di questi ragazzi, solo perché sarebbero, (tutto da dimostrare) persone ricche e senza valori. Non si può giudicare un ragazzo od una persona perché va a festeggiare un Capodanno in un luogo famoso e costoso, non sappiamo nulla di questi ragazzi della loro vita delle loro opinioni e delle loro aspirazioni.
Ma vogliamo scherzare, ognuno può voler passare una festa come un eremita o come cavolo gli pare, mentre questo signore si incarta su argomentazioni puerili sulla nonna, che forse ha tutte le ragioni del mondo a dire quello che ha detto, senza lasciar trasparire quali sono state veramente le cause di questa tragedia.
Quante volte noi ragazzi di sessanta anni fa ed anche per tutti gli anni seguenti, siamo andati a festeggiare con alcool ed anche perché no qualcuno di noi anche con qualche canna in locali in cui la sicurezza non era molto spesso garantita, abbiamo soltanto avuto la fortuna di non incappare in simili tragiche situazioni.
Invece io mi chiederei come si fa, al giorno d'oggi, a concedere una licenza per feste e balli in un locale sotterraneo, con un soffitto basso, senza vere uscite di sicurezza e con il triplo dei ragazzi che vi potevano accedere.
Abbiamo visto tutti cosa stava succedendo lì dentro ed ora, dopo aver pianto questi ragazzi morti, la giustizia svizzera faccia il suo corso nel condannare i responsabili. Chiunque essi siano.
Una cosa voglio puntualizzare; egregio Prof. Motta, di sermoni ne abbiamo abbastanza, ogni persona può vivere la sua vita come crede, il pericolo durante la nostra vita è presente in ogni momento, anche per coloro che vanno a camminare con le ciaspole nella neve, il destino ci vede molto bene ed è inutile sprecare inchiostro su ciò. Ascolti ogni tanto la nonna!
La cosa principale è che tutti facciano (ci credo poco) il loro dovere, autorità, tecnici della sicurezza, gestori dei locali, affinché questi fatti tremendi non possano più accadere.
Egregio Direttore, non volevo inviare questa lettera alla vostra Redazione per evitare lo stillicidio delle risposte e controrisposte ma poi ho riflettuto e ho pensato che dopo una simile tragedia l'unica cosa da fare era di restare in silenzio per la commiserazione delle vittime e dei loro parenti, invece no! C'è sempre qualcuno che ha qualcosa da ridire invece di tacere. Un bel tacer non fu mai scritto! Dice un vecchio proverbio, ma c'è qualcuno pur ben consigliato dalla nonna che si sente obbligato non so da chi di scrivere sermoni.
Mi riferisco all'articolo pubblicato dal Prof. Motta che contiene affermazioni veramente incredibili;
Vorrei solo fargli notare che con il suo articolo si stanno accusando le vittime ed i genitori di questi ragazzi, solo perché sarebbero, (tutto da dimostrare) persone ricche e senza valori. Non si può giudicare un ragazzo od una persona perché va a festeggiare un Capodanno in un luogo famoso e costoso, non sappiamo nulla di questi ragazzi della loro vita delle loro opinioni e delle loro aspirazioni.
Ma vogliamo scherzare, ognuno può voler passare una festa come un eremita o come cavolo gli pare, mentre questo signore si incarta su argomentazioni puerili sulla nonna, che forse ha tutte le ragioni del mondo a dire quello che ha detto, senza lasciar trasparire quali sono state veramente le cause di questa tragedia.
Quante volte noi ragazzi di sessanta anni fa ed anche per tutti gli anni seguenti, siamo andati a festeggiare con alcool ed anche perché no qualcuno di noi anche con qualche canna in locali in cui la sicurezza non era molto spesso garantita, abbiamo soltanto avuto la fortuna di non incappare in simili tragiche situazioni.
Invece io mi chiederei come si fa, al giorno d'oggi, a concedere una licenza per feste e balli in un locale sotterraneo, con un soffitto basso, senza vere uscite di sicurezza e con il triplo dei ragazzi che vi potevano accedere.
Abbiamo visto tutti cosa stava succedendo lì dentro ed ora, dopo aver pianto questi ragazzi morti, la giustizia svizzera faccia il suo corso nel condannare i responsabili. Chiunque essi siano.
Una cosa voglio puntualizzare; egregio Prof. Motta, di sermoni ne abbiamo abbastanza, ogni persona può vivere la sua vita come crede, il pericolo durante la nostra vita è presente in ogni momento, anche per coloro che vanno a camminare con le ciaspole nella neve, il destino ci vede molto bene ed è inutile sprecare inchiostro su ciò. Ascolti ogni tanto la nonna!
La cosa principale è che tutti facciano (ci credo poco) il loro dovere, autorità, tecnici della sicurezza, gestori dei locali, affinché questi fatti tremendi non possano più accadere.
Pierantonio Galbusera

























