Motta-Trezzi, occasione di confronto
La si pensi in un modo o nell'altro ma il confronto tra gli scritti dei sig.ri Motta e Trezzi sulla tragedia di Crans Montana rappresenta comunque un'occasione di utile confronto e approfondimento.
Questa è la prima cosa che mi viene in mente dopo averli letti con il relativo contorno di pareri dei lettori.
Sintetizzando al massimo i punti salienti mi sembrano questi:
Il giudicare è un esercizio assai delicato ma più che legittimo se svolto con atteggiamento benevolo e aperto realmente ad un dialogo-confronto.
In questo senso quello di Trezzi lo percepisco apparentemente come non molto benevolo pur ben argomentato a fronte di una venatura più etico-morale dello scritto di Motta, altrettanto ben motivata.
Ma gli scritti di entrambi mi sembra costituiscano comunque, ognuno con le proprie valutazioni, un'occasione utile per interrogarsi sulle caratteristiche di questa società ( in particolare del mondo giovanile nel suo rapporto causa- effetto col mondo degli adulti) che non brilla di certo nel contribuire a far crescere consapevolezza e responsabilità.
Ben vengano quindi analisi e valutazioni incrociate che non devono rimanere relegate , a mio avviso, nel ristretto mondo degli “addetti” e dei più o meno esperti da “talk show”, purché svolte con atteggiamento costruttivo e tenendo a bada la “verve polemica”.
Perlomeno questo è il mio pur opinabile parere.
Lo stesso atteggiamento che speravo di aver chiarito nella mia risposta al sig. Emanuele sulla questione dei “maranza” e affini che purtroppo è andata dispersa e che quindi qui sotto ripropongo (perlomeno per il suo destinatario) per dovere di completezza.
Del resto ci sono in questo mondo, che spesso e sempre più gira al contrario, situazioni assai delicate e solo apparentemente lontane dalla nostra vita quotidiana ( ma con evidenti e inesorabili ricadute sui costumi sociali) che interpellano il nostro senso responsabilmente critico nel valutare il rovesciamento dei valori di convivenza perlomeno dignitosa a cui spesso assistiamo nel macro come nel micro.
Auguro a tutti, nonostante le premesse, un Anno Buono.
BASTA ERA ED E' ALL'ARROGANZA OFFENSIVA E NON AL CONFRONTO D'IDEE
Carissimo
il mio basta era ed è all'arroganza offensiva mentre le tue sono considerazioni pur discutibili ma comunque rispettose dell'interlocutore. https://www.merateonline.it/notizie/152542/ora-basta-ma-con-questa-gente https://www.merateonline.it/notizie/152523/ora-basta-con-l-arroganza
Come avrai letto da parte mia nessuna indulgenza sui comportamenti di queste bande ma solo cercare di andare oltre la pur giusta repressione, interrogandosi sulle loro cause più profonde.
Aggiungo che questa violenza e maleducazione purtroppo può ad esempio trovare modelli, spesso veicolati dai media, in una società e una politica (non quella con la P maiuscola, che pure c'è anche se ridotta) che strumentalmente alimenta motivi di divisione e sembra addirittura premiare furbi e i prepotenti (ognuno ne avrà certamente esempi sia nel micro che nel macro).
Certo ci può essere anche una componente legata alla cultura di un popolo ( in tutti i popoli ci sono elementi di negatività come di positività) ma, perlomeno a mio avviso, occorre contrastare trasversalmente le negatività e valorizzare ciò che di buono c'è in ogni cultura e le accomuna.
Del resto o si impara a convivere al meglio o in definitiva ci sarà solo l'autodistruzione del genere umano.
Per brevità un'ultima cosa: Quello che preoccupa è che questo sentirsi forte e protetto dal gruppo e dall'anonimato (un atteggiamento che c'è ad esempio anche negli stadi ma pure, mi dicono, sui social) sia rivolto a fini d'ingiustizia.
Una volta “l'unione fa la forza” spesso impediva o quantomeno costituiva anche resistenza alle oppressioni. Ora rischia di accadere solo il contrario.
Le cause sono diverse (come i rimedi) ma, come sempre, solo unendo le forze sane di ogni parte, e assumendo responsabili comportamenti quotidiani, si potrà costruire un degno futuro.
Ci sarà sicuramente chi valuterà quantomeno come utopica retorica questa visione ma ad ognuno distinguere il falso “buonismo” dalla genuina ricerca del Giusto e del Vero.
Questa è la prima cosa che mi viene in mente dopo averli letti con il relativo contorno di pareri dei lettori.
Sintetizzando al massimo i punti salienti mi sembrano questi:
Il giudicare è un esercizio assai delicato ma più che legittimo se svolto con atteggiamento benevolo e aperto realmente ad un dialogo-confronto.
In questo senso quello di Trezzi lo percepisco apparentemente come non molto benevolo pur ben argomentato a fronte di una venatura più etico-morale dello scritto di Motta, altrettanto ben motivata.
Ma gli scritti di entrambi mi sembra costituiscano comunque, ognuno con le proprie valutazioni, un'occasione utile per interrogarsi sulle caratteristiche di questa società ( in particolare del mondo giovanile nel suo rapporto causa- effetto col mondo degli adulti) che non brilla di certo nel contribuire a far crescere consapevolezza e responsabilità.
Ben vengano quindi analisi e valutazioni incrociate che non devono rimanere relegate , a mio avviso, nel ristretto mondo degli “addetti” e dei più o meno esperti da “talk show”, purché svolte con atteggiamento costruttivo e tenendo a bada la “verve polemica”.
Perlomeno questo è il mio pur opinabile parere.
Lo stesso atteggiamento che speravo di aver chiarito nella mia risposta al sig. Emanuele sulla questione dei “maranza” e affini che purtroppo è andata dispersa e che quindi qui sotto ripropongo (perlomeno per il suo destinatario) per dovere di completezza.
Del resto ci sono in questo mondo, che spesso e sempre più gira al contrario, situazioni assai delicate e solo apparentemente lontane dalla nostra vita quotidiana ( ma con evidenti e inesorabili ricadute sui costumi sociali) che interpellano il nostro senso responsabilmente critico nel valutare il rovesciamento dei valori di convivenza perlomeno dignitosa a cui spesso assistiamo nel macro come nel micro.
Auguro a tutti, nonostante le premesse, un Anno Buono.
BASTA ERA ED E' ALL'ARROGANZA OFFENSIVA E NON AL CONFRONTO D'IDEE
Carissimo
il mio basta era ed è all'arroganza offensiva mentre le tue sono considerazioni pur discutibili ma comunque rispettose dell'interlocutore. https://www.merateonline.it/notizie/152542/ora-basta-ma-con-questa-gente https://www.merateonline.it/notizie/152523/ora-basta-con-l-arroganza
Come avrai letto da parte mia nessuna indulgenza sui comportamenti di queste bande ma solo cercare di andare oltre la pur giusta repressione, interrogandosi sulle loro cause più profonde.
Aggiungo che questa violenza e maleducazione purtroppo può ad esempio trovare modelli, spesso veicolati dai media, in una società e una politica (non quella con la P maiuscola, che pure c'è anche se ridotta) che strumentalmente alimenta motivi di divisione e sembra addirittura premiare furbi e i prepotenti (ognuno ne avrà certamente esempi sia nel micro che nel macro).
Certo ci può essere anche una componente legata alla cultura di un popolo ( in tutti i popoli ci sono elementi di negatività come di positività) ma, perlomeno a mio avviso, occorre contrastare trasversalmente le negatività e valorizzare ciò che di buono c'è in ogni cultura e le accomuna.
Del resto o si impara a convivere al meglio o in definitiva ci sarà solo l'autodistruzione del genere umano.
Per brevità un'ultima cosa: Quello che preoccupa è che questo sentirsi forte e protetto dal gruppo e dall'anonimato (un atteggiamento che c'è ad esempio anche negli stadi ma pure, mi dicono, sui social) sia rivolto a fini d'ingiustizia.
Una volta “l'unione fa la forza” spesso impediva o quantomeno costituiva anche resistenza alle oppressioni. Ora rischia di accadere solo il contrario.
Le cause sono diverse (come i rimedi) ma, come sempre, solo unendo le forze sane di ogni parte, e assumendo responsabili comportamenti quotidiani, si potrà costruire un degno futuro.
Ci sarà sicuramente chi valuterà quantomeno come utopica retorica questa visione ma ad ognuno distinguere il falso “buonismo” dalla genuina ricerca del Giusto e del Vero.
Germano Bosisio

























