Concordo pienamente con Stefano Motta
Complimenti a Stefano Motta, ha avuto il coraggio di dire le cose come sono. Essere genitori è un impegno di grande responsabilità, spesso difficile e complicato che, in questi tempi di affaticamento mentale dovuto ai social, è diventato ancor più difficile e complesso, ma ineludibile.
C’è uno “scuotimento di teste silenziose fatto di pragmatismo e rassegnazione” quando persone comuni, facendo cose che tutti dovrebbero fare, diventano eroi, assolvendo così tutti gli altri: quelli che al posto di agire scattano foto, girano la faccia dall’altra parte o evitano di assumersi le responsabilità genitoriali.
Spesso il fare viene confuso con l’agire, le conseguenze di certi comportamenti sottostimate e l’importanza della (vera) comunicazione, fatta di gesti e contatti reali, sminuita rispetto alla (povera) comunicazione via social. Le conseguenze sono l’immaginario senza utopie né propensioni in cui viviamo e la compulsiva richiesta di stimoli farlocchi che satura le nostre vite.
C’è uno “scuotimento di teste silenziose fatto di pragmatismo e rassegnazione” quando persone comuni, facendo cose che tutti dovrebbero fare, diventano eroi, assolvendo così tutti gli altri: quelli che al posto di agire scattano foto, girano la faccia dall’altra parte o evitano di assumersi le responsabilità genitoriali.
Spesso il fare viene confuso con l’agire, le conseguenze di certi comportamenti sottostimate e l’importanza della (vera) comunicazione, fatta di gesti e contatti reali, sminuita rispetto alla (povera) comunicazione via social. Le conseguenze sono l’immaginario senza utopie né propensioni in cui viviamo e la compulsiva richiesta di stimoli farlocchi che satura le nostre vite.
A.Colombo

























