Tra Motta e Trezzi
Ciao Direttore, una volta tanto mi permetto, in punta di piedi, di dire la mia, non in un fatto meramente politico, ma sociale. Ho letto l'editoriale del prof. Motta, che condivido nella sua moderata disamina, di quanto è " inspiegabilmente" successo a Crans Montana. Ho altresì letto il commento, del Sig. Paolo Trezzi, che a mio modesto avviso non ha voluto, o potuto, capire la giusta essenza dell'intervento. Mi permetto pertanto di cercare, sperando di aver veramente centrato il pensiero del Dott. Motta, il vero nocciolo della questione, che mi permetto di ridurre in una " pesantissima" frase - ormai si vuol vivere solo di eccessi -, ormai tutto fa odience, fa rumore, fa figo, anche filmare un principio di incendio senza invece " saggiamente" cercare al più presto una via d'uscita per mettersi in salvo. Ormai vivere in maniera pacata la propria vita, ivi compresi i divertimenti, deve far parte del - passato - il mondo si evolve e ci si deve adeguare, pena l'essere definiti antiquati. Adesso si devono fare le challeng, possibilmente da filmare per avere una prova delle proprie abilità ( io direi stupidità, ma è il mio pensiero ). Giusto una personale esperienza. Proprio la settimana scorsa verso le 19, quindi con buio completo, transitando verso la rotonda della Esselunga ho notato che provenivano in senso contrario 3 ragazzi che a bordo delle loro " motard", presumibilmente da 50 cc., in impennata, ed a fari spenti, percorrevano la statale ad una velocità non inferiore a 50/60 km orari. Ora, se per puro caso anche uno solo dei tre fosse caduto che cosa sarebbe potuto accadere ? Meglio non porsi questa domanda da brivido, e...............chi vi scrive in moto si è divertito fin dai 14 anni e continua a farlo ancora adesso, come del resto tu Direttore sai benissimo. Ma, c'è un " ma "grosso come una casa. C'è modo e modo per divertirsi senza dover per forza cercare " l'eccesso". In tutto questo che ruolo hanno, o sarebbe meglio dire dovrebbero avere i genitori ? Semplicissimo e complicatissimo nello stesso tempo. Dedicare tempo, molto più tempo ai propri figli cercando di capirli e guidarli e di farli crescere in modo sano, pur senza farsi troppo oppressivi, giusto per non ottenere l'esatto contrario e voler strafare una volta che si riesca a non essere sotto il loro diretto controllo. Concludo con una massima che la mia cara mamma sempre mi diceva. " Emilio il compito di un genitore è paragonabile a quello di un giardiniere che deve veder crescere la " pianticella" senza metterla sotto una campana di vetro per evitare che la natura ( vita ) la possa distruggere, perchè il giorno che il giardiniere ( genitore ) dovesse mancare la pianticella non sarebbe capace di sopravvivere da sola perchè non avrebbe acquisito le capacità di " autonoma sopravvivenza", ma deve invece lasciare che la pianticella impari da subito a dover vivere creandosi tutte le difese necessarie per la sua sopravvivenza ma..................... pronto a mettere un " bastoncino" di sostegno per impedire che rischi di crescere "storta" ( frequenti o si comporti in modo sbagliato ), in questo modo quando anche il giardiniere non dovesse esserci più ( genitore ) la piantina avrebbe acquisito tutte le capacità di autonoma sopravvivenza. In conclusione la vita deve essere vissuta senza paure o limiti assoluti ma nell'insegna del " saper vivere" perchè altrimenti potrebbe essere troppo tardi e del " senno di poi son piene le fossa". Grazie.
Emilio

























