Un assassino e due gemelli prepotenti
Era un assassino sanguinario!
E' questo ciò che ha dispregiativamente affermato il premier Netanyahu riguardo “l'eliminazione” del vice comandante di Hezbollah da parte dell'esercito israeliano con un raid su Beirut di ben 6 missili ( con 5 morti e 21 feriti) che hanno centrato il condominio dove risiedeva.
Mi sono chiesto se forse questa truce immagine gli si fosse parata davanti guardandosi allo specchio perché calza bene con quanto lui e il suo governo stanno perpetrando da tempo nei confronti di inermi esseri umani, in primis donne e bambini, che hanno l'unica colpa di essere palestinesi.
Le sue atroci modalità massacratorie, ben oltre le altrettante orrende atrocità commesse da Hamas il 7 ottobre, sono sotto gli occhi di tutti nonostante gli arroganti tentativi di rovesciarne le responsabilità.
Anche in questa cosiddetta “tregua di pace” definita eufemisticamente come “fragile” si stanno moltiplicando “incidenti” e provocazioni che per ogni persona dotata di un minimo buon senso appaiono tutt'altro che casuali vista anche la acclarata propensione da parte di Israele a non rispettare gli accordi e, da molto tempo, anche le risoluzioni dei massimi organismi del Diritto Internazionale, specialmente riguardanti la Cisgiordania.
Se purtroppo il consesso internazionale non sembra sapersi o meglio volersi opporre a questo ulteriore scempio ipocrita ( basterebbe che gli Usa tagliassero loro le armi, come minacciano ora di fare con gli Ucraini, per fermare realmente questo stillicidio) perlomeno non vengano meno gli aiuti per Gaza ne tanto meno le denunce nei confronti di queste disumane ingiustizie.
La società civile continui a premere sui propri governi e rappresentanti politici ed istituzionali come pure sugli organi di stampa che sembrano sopire la loro attenzione (colpevolmente anche nei confronti ad esempio dell'altro genocidio dimenticato in Sudan) dirottandola volta per volta su altre vicende.
Del resto come assuefarsi ad un mondo dove le ragioni della forza più spietata rischiano di farsi beffe di ogni diritto umano? All'alba del terzo millennio dovremmo finalmente essere “Homo sapiens” e non “Homo cinicus”.
Ma a proposito di cinismo e di prepotenza come non costatare amaramente quello che per similitudine di comportamento sta di fatto caratterizzando la strategia politica e pure militare sia di Putin che di Trump?
Con la non trascurabile differenza che il primo viene additato giustamente come un autocrate di un presunto impero a valenza egemonica mentre l'altro invece viene rappresentato come legittimo presidente di un paese tra i più liberi e democratici (almeno sinora) nonostante in sostanza i due seguano la stessa logica.
Due “gemelli” che non a caso si intendono tra loro salvo qualche sceneggiata ad uso mediatico.
E giù fiumi di commenti degli analisti con interminabili canti e controcanti soprattutto televisivi.
Per fortuna in quegli stessi Stati, da loro tre così malamente rappresentati, minoranze sempre più consapevoli e critiche stanno cercando di cambiare queste logiche alla fine suicide.
Del resto o la Democrazia è Partecipazione o non è vera democrazia.
Ricordiamocene anche quando si va a votare, visto anche il recentissimo tonfo dell'affluenza elettorale alle regionali.
Non ci si può lamentare di come va il mondo sia macro che micro stando solo a guardare.
E' questo ciò che ha dispregiativamente affermato il premier Netanyahu riguardo “l'eliminazione” del vice comandante di Hezbollah da parte dell'esercito israeliano con un raid su Beirut di ben 6 missili ( con 5 morti e 21 feriti) che hanno centrato il condominio dove risiedeva.
Mi sono chiesto se forse questa truce immagine gli si fosse parata davanti guardandosi allo specchio perché calza bene con quanto lui e il suo governo stanno perpetrando da tempo nei confronti di inermi esseri umani, in primis donne e bambini, che hanno l'unica colpa di essere palestinesi.
Le sue atroci modalità massacratorie, ben oltre le altrettante orrende atrocità commesse da Hamas il 7 ottobre, sono sotto gli occhi di tutti nonostante gli arroganti tentativi di rovesciarne le responsabilità.
Anche in questa cosiddetta “tregua di pace” definita eufemisticamente come “fragile” si stanno moltiplicando “incidenti” e provocazioni che per ogni persona dotata di un minimo buon senso appaiono tutt'altro che casuali vista anche la acclarata propensione da parte di Israele a non rispettare gli accordi e, da molto tempo, anche le risoluzioni dei massimi organismi del Diritto Internazionale, specialmente riguardanti la Cisgiordania.
Se purtroppo il consesso internazionale non sembra sapersi o meglio volersi opporre a questo ulteriore scempio ipocrita ( basterebbe che gli Usa tagliassero loro le armi, come minacciano ora di fare con gli Ucraini, per fermare realmente questo stillicidio) perlomeno non vengano meno gli aiuti per Gaza ne tanto meno le denunce nei confronti di queste disumane ingiustizie.
La società civile continui a premere sui propri governi e rappresentanti politici ed istituzionali come pure sugli organi di stampa che sembrano sopire la loro attenzione (colpevolmente anche nei confronti ad esempio dell'altro genocidio dimenticato in Sudan) dirottandola volta per volta su altre vicende.
Del resto come assuefarsi ad un mondo dove le ragioni della forza più spietata rischiano di farsi beffe di ogni diritto umano? All'alba del terzo millennio dovremmo finalmente essere “Homo sapiens” e non “Homo cinicus”.
Ma a proposito di cinismo e di prepotenza come non costatare amaramente quello che per similitudine di comportamento sta di fatto caratterizzando la strategia politica e pure militare sia di Putin che di Trump?
Con la non trascurabile differenza che il primo viene additato giustamente come un autocrate di un presunto impero a valenza egemonica mentre l'altro invece viene rappresentato come legittimo presidente di un paese tra i più liberi e democratici (almeno sinora) nonostante in sostanza i due seguano la stessa logica.
Due “gemelli” che non a caso si intendono tra loro salvo qualche sceneggiata ad uso mediatico.
E giù fiumi di commenti degli analisti con interminabili canti e controcanti soprattutto televisivi.
Per fortuna in quegli stessi Stati, da loro tre così malamente rappresentati, minoranze sempre più consapevoli e critiche stanno cercando di cambiare queste logiche alla fine suicide.
Del resto o la Democrazia è Partecipazione o non è vera democrazia.
Ricordiamocene anche quando si va a votare, visto anche il recentissimo tonfo dell'affluenza elettorale alle regionali.
Non ci si può lamentare di come va il mondo sia macro che micro stando solo a guardare.
Germano Bosisio























