Osnago: una mostra di vestiti racconta le vittime di femminicidio

Com’eri vestita? è una delle domande che spesso si fanno alle donne vittime di violenza, e che sottintende il retropensiero “Se l’è cercata”. 
“Com’eri vestita?” è il titolo della mostra inaugurata venerdì a Osnago nella sede di Spazio Aperto in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Vestiti femminili buttati a terra rappresentano le donne vittime di violenza. 
WhatsApp_Image_2025-11-29_at_10.57.22.jpeg (587 KB)
WhatsApp_Image_2025-11-29_at_10.57.21__1_.jpeg (367 KB)
Per ognuno di essi un pannello racconta una storia, con protagoniste donne di tutte le età e protagonisti uomini spesso apparentemente “normali”, a volte anche gentili o addirittura “padri e mariti modello”. Perché anche la cronaca ci dice questo, che spesso non sono gli “orchi” a violentare le donne, ma sono i mariti, i padri, i fidanzati, gli amici di famiglia, i colleghi di lavoro.
WhatsApp_Image_2025-11-29_at_10.57.20__4_.jpeg (322 KB)
WhatsApp_Image_2025-11-29_at_10.57.19.jpeg (426 KB)
“Quando ho letto le storie ho pensato alle donne calpestate e cancellate dalla violenza, ecco il perché dei vestiti a terra”, ha spiegato la curatrice Simona Toselli. “La violenza cancella la singolarità di ogni donna e questa è la costante pur nella diversità delle situazioni rappresentate”.

Galleria fotografica (vedi tutte le 37 immagini)


“La mostra è stata realizzata nel 2014 negli Stati Uniti dalle università del Kansas e dell’Arkansas”, ha raccontato Maria Franca Ballocco. “Nel 2020 è stata portata in Italia dall’associazione Libere Sinergie con Amnesty International e avremmo voluto organizzarla ma la pandemia da Covid ci ha bloccato. Purtroppo, a distanza di anni, è ancora attuale”.
All’esposizione hanno partecipato molte persone dando i propri abiti e il negozio Belfiore che ha fornito il bouquet accanto all’abito da sposa.
WhatsApp_Image_2025-11-29_at_10.57.21__2_.jpeg (352 KB)
WhatsApp_Image_2025-11-29_at_10.57.16__1_.jpeg (531 KB)
“E’ stata una mostra molto partecipata, pur trattando un argomento non facile”, ha sottolineato l’esponente di Progetto Osnago, ringraziando tutte e tutti i partecipanti.
“L’Amministrazione comunale apprezza queste iniziative, la mostra come l’incontro di martedì scorso”, ha affermato l’assessore alla Cultura, Norberto Ambrosiano "Osnago vuole crescere culturalmente per affermare i diritti delle donne. E’ una lotta che deve essere fatta insieme, uomini e donne, per ridurre il danno e difendere un diritto umano. Ho riflettuto sul fatto che nonostante l’8 marzo si sia dovuta indire un’altra giornata, quella del 25 novembre, e questo significa che siamo di fronte a un problema grave”.
WhatsApp_Image_2025-11-29_at_10.57.21__4_.jpeg (639 KB)
WhatsApp_Image_2025-11-29_at_10.57.15__1_.jpeg (414 KB)
Molto toccante la poesia “Com’ero vestita” di Mary Simmerling, letta da Giulia Ripamonti, che ha ispirato la realizzazione del progetto.
Le iniziative per la Giornata internazionale del 25 novembre hanno visto a Osnago un incontro molto partecipato proprio nella giornata di martedì “Quello che gli uomini dicono”, organizzato da èPossibile e Progetto Osnago. 
OsnagoMostraMarte.jpg (101 KB)
Da quell’incontro, guidato da Ermanno Porro della rete “Maschile Plurale”, è scaturito l’impegno a iniziare un percorso al maschile di riflessione sulle proprie emozioni e sulla presa di coscienza di come nascono le piccole e grandi violenze. 
“Perché”, sostengono gli organizzatori, “come uomini, anche se non siamo colpevoli singolarmente siamo comunque responsabili del fenomeno”.
Prossimo appuntamento questa sera, sabato, presso lo Spazio De André con lo spettacolo “C’era una volta… e c’è ancora!” dell’associazione Iridanza e regia di Noemi Bassani.
A.Vi.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.