Comodamente sedute/117: missione impossibile

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Tempo fa (ma veramente tanto, se consideriamo che non era ancora sposato!) mi ero lasciata convincere ( per fortuna!) da mio figlio a guardare uno dei sei film della saga cinematografica  Mission Impossible uscita al cinema nell’arco di circa vent’anni (dal 1996).

Protagonista è il sempre affascinante Tom Cruise, che ricopre il ruolo di Ethan, un membro della IMF (Impossible Mission Force), una speciale sezione segreta della Cia incaricata di svolgere le missioni ritenute più delicate e pericolose.

Cruise si trova alle prese in ogni film con una diversa “missione impossibile” da risolvere e nonostante le difficoltà, puntualmente ci riesce.
Ricordo che mi ero talmente appassionata da aver visto tutta la saga perché era il classico film con le caratteristiche che mi aspetto di trovare nei film d’azione: suspense al punto giusto, tensione ma non troppa, divertimento inaspettato, pochissimo spargimento di sangue, e soprattutto il protagonista non muore mai. (scusate lo spoiler ma secondo me è importante acquisire alcune informazioni fondamentali per evitare spiacevoli sorprese!)

L’espressione Mission Impossible è entrata un po’ nel nostro vocabolario,  ne facciamo uso quando ci troviamo di fronte a un’impresa talmente ardua che partiamo già sconfitte e rassegnate prima ancora di affrontarla.

Andare d’accordo con una collega, far cambiare idea a nostro marito, farci rispettare dai nostri figli, o più semplicemente perseguire un obiettivo ambizioso.

In questi giorni mi è tornato alla mente perché ho realizzato con rammarico che la mia Mission Impossible è quella di avere una casa sempre pulita.

Un cane e due gatti abbinati alla mia scarsa propensione nel dedicarmi quotidianamente alle pulizie di casa, non producono certo brillanti risultati.

Quando veniva a trovarmi la mia mamma entrando in casa scuoteva il capo rassegnata, e poi si rimboccava le maniche non riuscendo a capacitarsi di come io non avessi ereditato almeno un briciolo della sua passione per le pulizie.

Per molto tempo mi sono domandata come mai non provassi soddisfazione nel dedicarmi a lustrare ogni angolo della mia casa, poi finalmente ho capito: delle nostre faticose e impegnative pulizie nessuno si accorge.

Mi capitava di trascorrere la giornata a pulire vetri, lampadari, spolverare mobili e soprammobili (ormai inesistenti in casa mia) per poi arrivare a sera stanca morta e sentirmi dire: “Come mai sei così stanca oggi?”

Quella che ci manca è un po’ di considerazione. Tutto qui.

Svolgiamo ogni giorno una enorme quantità di mansioni la maggior parte delle quali passa inosservata.

E’ vero che le facciamo per amore o per senso del dovere, ma se fossero accompagnate da una parola che ci facesse sentire preziose e indispensabili, non sarebbe più piacevole il vivere?

Abbiamo tutti bisogno di un po’ di riconoscimento. Quando qualcuno si accorge di noi, del nostro operato invisibile ma indispensabile, la nostra autostima spicca il volo e ci sentiamo bene con noi stesse e con le persone che ci circondano.

E’ anche vero che qualche volta dovremmo trovare il coraggio di dichiarare il nostro valore, di sottolinearlo e chiedere agli altri uno sforzo di riconoscenza nei nostri confronti.

La ragione per cui non si accorgono di nulla non dipende da noi né dal nostro impegno nel fare le cose, ma dalla loro distrazione, dal loro sorvolare sopra le storie senza mai planarci sopra.

Per questo è altrettanto importante divenire a nostra volta riconoscenti verso le persone, farci dispensatori  di considerazione verso gli altri.

Cari mariti e cari figli , quando vostra moglie e vostra mamma vi dice che è stanca morta perché ha pulito tutta la casa, non si aspetta di sentirsi dire “Chi te l’ha fatto fare? Potevi pulire un poco per giorno”,ma piuttosto “Grazie per questo servizio, vieni qui, fatti abbracciare!”
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Quanto a voi, care mogli e care mamme (e qui mi ci metto anch’io!), quando i vostri mariti e i nostri figli ci danno una mano, impariamo a non rifiutare pensando che non saranno mai alla nostra altezza, anzi, gratificateli, lo ricorderanno per tutta la vita. 

Mi piacerebbe ascoltare la vostre missioni impossibili se ne avete, oppure come siete riuscite a ottenere considerazione da chi vi sta accanto. Potrebbe essere una delle prossime missioni.

Scrivetemi a gio.fumagalli66@gmail.com

Il desiderio di essere osservati, considerati, stimati, lodati, amati e ammirati dai propri compagni, è una delle più ataviche disposizioni scoperte nel cuore dell’uomo.
(John Adams)
Anche oggi vi auguro una buona domenica e come sempre vi aspetto nel mio blog www.comodamentesedute.com per una visita se vi va.
Rubrica a cura di Giovanna Fumagalli Biollo
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